Sulla sponda orientale del Mar Adriatico, lungo il litorale frastagliato del Montenegro, sorge un minuscolo lembo di terra emersa collegato alla riva da una sottile lingua di sabbia rosa. Questo minuscolo sperone roccioso prende il nome di Sveti Stefan, un antico nucleo fortificato situato a una decina di kilometri dalla vivace cittadina di Budva.
Il luogo rappresenta un vero paradosso turistico, un microcosmo blindato che racchiude secoli di vicende umane, trasformato radicalmente nella seconda metà del’900 per diventare uno dei complessi alberghieri più desiderati del pianeta. Dopo anni di chiusura dovuti a contese sull’uso del territorio, la stagione estiva 2026 segna la ripartenza di questa icona dell’ospitalità mondiale, restituendo una parte del paradiso anche alla comunità locale.
Dalle scorrerie dei pirati ai fasti di Hollywood
La genesi di Sveti Stefan risale al XV secolo, quando la tribù locale dei Paštrovići scelse lo scoglio fortificato per proteggersi dagli assalti dei turchi e dei pirati saraceni. La tradizione narra che le prime 12 case, una per ogni clan della zona, vennero edificate grazie ai tesori sottratti ai galeoni ottomani dopo una gloriosa vittoria militare. Il nome deriva dalla storica chiesa presente sullo scoglio, intitolata a Santo Stefano. Con il passare dei secoli, la fortezza mutò in un modesto borgo di pescatori, ma l’isolamento e la povertà spinsero gli abitanti a emigrare verso le Americhe o l’Australia, lasciando l’area quasi deserta alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Negli anni ’50 il governo della Jugoslavia, su intuizione di alcuni intellettuali e pittori montenegrini, decise di nazionalizzare il villaggio per convertirlo in un albergo diffuso di altissimo livello. Il progetto mantenne intatta l’architettura esterna in pietra, rivoluzionando gli interni. Nacque così la leggenda della “Dolce Vita montenegrina“. Durante gli anni ’60 e ’70, il molo privato accolse personalità del calibro di Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Sophia Loren, Kirk Douglas e Umberto II di Savoia, trasformando l’ex rifugio di pescatori nel ritrovo prediletto del jet set internazionale.
I tre volti della baia e le regole del nuovo corso
L’accesso alle meraviglie della penisola segue dinamiche precise. La gestione fa capo al marchio Aman, che ha curato un meticoloso restauro conservativo delle 33 antiche casette di pietra quattrocentesche, oggi trasformate in suite lussuose dotate di cortili interni e affacci sul mare aperto. Sulla terraferma, immersa nel verde del parco di Miločer, sorge Villa Miločer, un tempo dimora estiva della regina Marija Karađorđević. Questa struttura storica ospita 6 splendide residenze stanziali a cui si collegano altre 2 dependance, garantendo un’apertura prolungata durante l’anno a partire dal 22 maggio, a differenza del borgo insulare che mantiene una disponibilità prettamente legata ai mesi caldi.
L’esperienza balneare si divide tra 3 distinte calette, celebri per i riflessi cromatici dei piccoli ciottoli minerali. I visitatori e gli abitanti della zona possono ora godere liberamente della Sveti Stefan Beach, estesa per 170 metri, e della King’s Beach, che si sviluppa per 280 metri di fronte alla villa reale. Discorso diverso vale per la Queen’s Beach, situata in una laguna riparata e famosa per le acque color smeraldo, la quale rimane a uso esclusivo degli ospiti del resort. La rinascita del sito prevede inoltre la tutela assoluta del parco circostante, con il divieto di edificare nuovi complessi, e una partecipazione dello Stato montenegrino pari al 10% sui profitti della struttura.
Sapori adriatici e benessere nella laguna della Regina
Il vero elemento distintivo della proposta culinaria e rigenerativa risiede nell’integrazione con la natura costiera. All’interno della baia privata si sviluppa la Aman Spa, una struttura dotata di una grande piscina coperta da 24 metri, aree per l’idroterapia, saune e bagni turchi. Per il palato, il borgo propone il ristorante Arva, specializzato in ricette italiane d’alto livello da gustare sulla terrazza panoramica, e la Piazza, uno spazio conviviale che unisce le funzioni di enoteca e taverna mediterranea.
La cucina adriatica contemporanea trova invece spazio nel ristorante della Villa, dove l’uso delle tavole da paddle e delle attrezzature per l’esplorazione subacquea è incluso nell’accoglienza, regalando una totale immersione nella quiete di questo avamposto adriatico.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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