Tra le propaggini sud-orientali dell’Umbria, a pochi chilometri da Terni, si apre uno specchio d’acqua che sembra più alpino che umbro.
Il Lago di Piediluco, incassato tra rilievi boscosi dei Monti Reatini, cambia colore con le stagioni — verde smeraldo d’estate, argenteo d’inverno quando il Monte Terminillo innevato si riflette sulla superficie.
Un resto dell’antico Lacus Velinus
Il nome Piediluco significa “ai piedi del bosco sacro” — dal latino lucus, bosco sacro, in riferimento al monte che sovrasta il borgo.
Il lago, con un perimetro di circa 13 chilometri e una profondità massima di 19 metri, è uno dei resti dell’antico Lacus Velinus, un grande bacino di origine alluvionale formatosi a partire dal Quaternario, insieme ai laghi di Lungo, Ripasottile e Ventina in provincia di Rieti.
In epoca romana il lago era conosciuto come Septem Aquae — Sette Acque — probabilmente in riferimento ai sette bracci irregolari che ne caratterizzano ancora oggi il profilo.
Per bonificare la piana reatina, resa acquitrinosa dalle piene del Velino, nel 271 a.C. il console romano Curio Dentato fece scavare un canale a cielo aperto che, partendo dal lago, portava le acque fino al ciglione di Marmore — l’origine stessa della Cascata delle Marmore, a pochi chilometri di distanza.
Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:
👉 Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite
La rocca, il borgo e la leggenda del drago
Sul promontorio che domina il lago si trovano i resti della Rocca Albornoziana, costruita nel XIV secolo da Blasco Fernández de Belvís sulle rovine di un castello ancora più antico, citato in un documento dell’anno 1028 come “Castello de Luco”.
Durante il Medioevo la rocca fu al centro delle guerre tra fazioni guelfe e ghibelline, assediata più volte da Rieti e da Spoleto.
Il borgo di Piediluco ha conservato un impianto rimasto fedele al medioevo: basse case colorate, vicoli stretti, e un soprannome curioso — il vicolo dei pesci volanti — decorato a tema marino lungo via Ovidio Cioffi.
Una leggenda popolare racconta di un drago che abitava nella piana acquitrinosa, sconfitto solo grazie all’opera di bonifica — probabilmente un modo simbolico per raccontare come, nel Medioevo, il canale romano si fosse progressivamente ostruito facendo tornare paludosa la piana, fino alla soluzione definitiva del 1601 con l’apertura della Cava Clementina.
Le piramidi del lago e gli scavi archeologici
Dalle rive si distinguono due colline a forma triangolare che sembrano custodire lo specchio d’acqua — le cosiddette “piramidi del lago”: il Monte Luco, sormontato dalla Rocca, e il Monte Caperno, conosciuto come Montagna dell’Eco.
Gli scavi archeologici nella zona hanno restituito uno dei ritrovamenti più importanti della tarda Età del Bronzo dell’Italia centrale: un ripostiglio scoperto nei pressi dell’antico porto, custodito in un grande recipiente di terracotta dentro una cavità calcarea.
Fibule, coltelli, falcetti, scalpelli, armi, finimenti equini, ruote di carro e perfino frammenti di un tripode cipriota — un tesoro probabilmente nascosto durante un periodo di instabilità e mai più recuperato, oggi conservato al Museo Pigorini di Roma.
Il lago che incantò il Grand Tour
Durante il Grand Tour del Settecento e dell’Ottocento, il Lago di Piediluco divenne tappa imperdibile per intellettuali e artisti europei in viaggio in Italia.
Goethe, Lord Byron e il pittore francese Jean-Baptiste Camille Corot ne furono affascinati — Corot dedicò al lago numerosi dipinti a olio nel 1826, oggi celebri tra gli appassionati di paesaggismo ottocentesco.
San Francesco passò da Piediluco nel 1208, lasciando il borgo nel percorso di alcuni dei Cammini di Francesco che attraversano l’Umbria. Per chi vuole approfondire il legame tra Piediluco e i cammini francescani, la Via di San Francesco a piedi tocca la Valnerina e i borghi limitrofi proprio prima di arrivare al lago.
I sentieri intorno al lago
Piediluco è il punto di partenza ideale per chi vuole esplorare a piedi o in bicicletta.
Il percorso più semplice, adatto a tutta la famiglia, è il giro della Rocca di Piediluco, lungo circa 6 km, una passeggiata con saliscendi moderati che parte dal Circolo Canottieri.
Per chi vuole salire più in alto, un sentiero ombreggiato di lecci di circa un chilometro porta alla Statua della Madonna dell’Eco, un monumento in ghisa del 1903 — ricavato dalla fusione delle armi della guerra d’Etiopia — posto a oltre 600 metri di quota sul Monte Caperno.
Il rituale dei camminatori romantici vuole che dopo la visita si gridi il nome dell’amata o dell’amato verso il lago, ascoltandone l’eco.
Un anello più completo che fa il giro intero del lago e raggiunge la Madonna dell’Eco misura circa 20 km, con dislivello contenuto.
Per chi vuole una meta più impegnativa, il sentiero verso Labro — borgo medievale al confine con il Lazio — misura circa 10 km, con un tratto finale in salita più ripida.
Il Sentiero delle Marmore, che collega Piediluco alla cascata, è il più lungo tra quelli principali: circa 22 km lungo il Parco Fluviale del Nera.
Chi preferisce le due ruote trova a Piediluco il punto di partenza della Greenway del Nera, un anello completamente segnalato di 180 km, oltre a tre itinerari cicloturistici più brevi: il giro dei laghi, il giro dei santuari francescani e la scalata del Terminillo.
Sport sul lago: canottaggio e bagni
Il Lago di Piediluco è sede del Centro Nazionale Federale di Canottaggio, intitolato a Paolo D’Aloja, dove si allena stabilmente la Nazionale Olimpica Italiana e si svolgono regate internazionali.
Le correnti del lago lo rendono una meta ambita anche per il kayak.
D’estate, il lago è balneabile, con una piccola spiaggia attrezzata che offre refrigerio nei giorni più caldi — un’alternativa naturale per chi visita la Cascata delle Marmore e vuole concludere la giornata con un bagno.
Info pratiche
Dove: Piediluco, comune di Terni, Umbria, al confine con il Lazio
Come arrivare in auto: SS79 o SP Arronese da Terni — circa 10 km dal centro città
Con i mezzi: servizio Piediluco Link (Trenitalia + Busitalia) da Terni, biglietto unico treno+bus
Giro della Rocca: 6 km, facile, adatto a famiglie
Madonna dell’Eco: sentiero di 1 km tra i lecci, oltre 600 m di quota
Anello completo del lago: circa 20 km, dislivello moderato
Sentiero per Labro: 10 km, ultimo tratto in salita
Sentiero delle Marmore: 22 km, collega Piediluco alla Cascata
Greenway del Nera (bici): 180 km ad anello, partenza e arrivo a Piediluco
Periodo consigliato: estate per il bagno nel lago; primavera e autunno per i sentieri
Da abbinare: Cascata delle Marmore, Valnerina, Labro
Foto Umbria Turismo
Leggi anche
Visita alla Cascata delle Marmore: belvedere e sentieri d’Umbria
Via di San Francesco a piedi, le tappe del cammino da La Verna a Roma
Cesi: il borgo umbro dove il vento esce dalla montagna, tra Carsulae e l’eremo di San Francesco
©RIPRODUZIONE RISERVATA




