Chi conosce il Lago di Suviana — il più grande della città metropolitana di Bologna, azzurro ciano tra i faggi dell’Appennino — quasi sempre non sa che a pochi chilometri esiste un suo fratello minore, più piccolo e molto meno fotografato.
Il Lago di Pavana si trova incastrato in una valle stretta, al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, ed è rimasto fuori dalle rotte turistiche per un motivo molto semplice: la sua posizione non ha mai permesso un vero sviluppo balneare.
Una diga costruita dalle Ferrovie, non per il turismo
Il bacino prende il nome da Pavana, frazione del comune sparso di Sambuca Pistoiese, in provincia di Pistoia.
Fu realizzato nel 1925 dalle Ferrovie dello Stato, che costruirono una diga in cemento armato ad archi multipli, alta 54 metri — non per offrire un luogo di villeggiatura, ma per produrre energia per l’elettrificazione della linea ferroviaria Porrettana, che doveva superare l’Appennino tra Bologna e Pistoia.
Il torrente Limentra di Sambuca è sia l’immissario che l’emissario del lago: entra, riempie il bacino, e ne esce per confluire pochi chilometri più a valle nel fiume Reno.
La sponda sinistra appartiene alla Toscana, quella destra all’Emilia-Romagna — un confine regionale che passa esattamente sull’acqua.
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Il legame nascosto con Suviana
Quello che rende Pavana particolare dal punto di vista ingegneristico è il suo collegamento sotterraneo.
Una galleria lunga 2.691 metri convoglia le acque del bacino fino al ben più grande lago di Suviana, completato nel 1932 con una diga di 97 metri — tra le più alte d’Italia all’epoca della costruzione.
Pavana raccoglie inoltre, attraverso un altro condotto sotterraneo, le acque del Reno captate nel bacino di Molino del Pallone, prima di scaricare tutto verso Suviana.
In pratica, Pavana è un anello nella catena idroelettrica che alimenta ancora oggi la centrale di Suviana, costruita ai piedi della diga maggiore e tuttora in funzione — la stessa rete che, negli anni Settanta, fu collegata anche al vicino lago Brasimone per formare uno dei complessi idroelettrici più importanti dell’Appennino settentrionale.
Una valle troppo stretta per il turismo
La posizione di Pavana, incassata nel fondo di una valle angusta, ha impedito finora un adeguato sviluppo turistico — a differenza di Suviana, che oggi offre stabilimenti balneari, windsurf, vela e canottaggio.
Pavana resta una meta per escursionisti e, soprattutto, per pescatori: le rive sono frequentate da chi cerca un punto tranquillo lungo il Limentra, lontano dal lungolago più animato del bacino vicino.
Sulla riva destra il lago segna il confine del Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, istituito nel 1995 — pur non facendone formalmente parte, Pavana ne marca il limite meridionale, in una zona di passaggio tra i boschi protetti e la campagna pistoiese.
Una storia recente difficile
Nell’agosto 2020 il lago è stato al centro di una vicenda che ha scosso la comunità locale.
Durante un’operazione di svaso della diga — necessaria per manutenzione — la mancata gestione corretta dei sedimenti accumulati sul fondo ha causato una grave moria di pesci e danni all’ecosistema fluviale a valle, con polemiche tra Regione Toscana, Regione Emilia-Romagna ed Enel Green Power, gestore dell’impianto.
Episodi come questo ricordano quanto la vita di questi bacini artificiali resti legata a doppio filo alla loro funzione industriale, anche un secolo dopo la loro costruzione.
Cosa vedere nei dintorni
Chi visita Pavana ha senso che prosegua verso Suviana, distante pochi chilometri, dove la rete di oltre 130 km di sentieri segnalati permette escursioni a piedi o in mountain bike attraverso faggete e borghi quasi dimenticati come Bargi, arroccato su un promontorio con le rovine del suo castello medievale.
Sambuca Pistoiese, il comune sparso a cui appartiene Pavana, conserva diverse frazioni di montagna con un’identità ancora rurale, mentre sul versante emiliano la strada che costeggia il Reno porta verso Porretta Terme, con le sue terme storiche, un buon punto di sosta per chi vuole unire relax e natura dopo una camminata lungo il lago.
Info pratiche
Dove: tra Sambuca Pistoiese (PT) e il confine con l’Emilia-Romagna, Appennino tosco-emiliano
Come arrivare in auto da Bologna: SS64 Porrettana in direzione Pistoia, superata Porretta Terme proseguire verso Ponte della Venturina, poi SP51 verso Pavana
Come arrivare da Pistoia: SS64 Porrettana in direzione Bologna, circa 35 km
Diga: 54 metri, ad archi multipli, costruita nel 1925
Attività: pesca sportiva, escursionismo lungo le rive
Da abbinare: Lago di Suviana, borgo di Bargi, Porretta Terme
Periodo consigliato: primavera, estate e autunno per le escursioni; verificare condizioni del bacino prima della visita, soggetto a operazioni di svaso periodiche
Foto Canva
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