Silenzio, ghiacciaio e un lago color cielo: al Deffeyes in Valle d’Aosta, entri nella montagna vera

Sopra La Thuile, a 2.494 metri, il Rifugio Deffeyes apre su un mondo di laghetti alpini, cascate e ghiacciaio. Una passeggiata che vale anche solo per il silenzio che ci trovi.

lago-Deffeyes

La Valle di La Thuile, in Valle d’Aosta, è una di quelle valli alpine dove il paesaggio cambia registro quasi di colpo.
Superi il paese, segui le indicazioni per Colle San Carlo, poi per la frazione di La Joux — quota 1.603 m — e la strada finisce.LTH trekking cascate 5 - by Cristina Argirò
Dal piccolo parcheggio inizia la passeggiata nel silenzio al Lago Deffeyes, una delle escursioni più complete dell’intero arco alpino valdostano: cascate, laghetti, un rifugio storico, il ghiacciaio del Rutor sullo sfondo.
Non è un percorso per chi cerca la sfida cronometrica. È un percorso per chi vuole fermarsi ad ascoltare.

Dove la valle si stringe e l’aria cambia

Dal parcheggio di La Joux si prende a sinistra la mulattiera, si attraversa il torrente Rutor su un ponte di legno e ci si addentra in una pineta che profuma di resina e terra umida. Il bosco è fitto, il sentiero sale con ritmo regolare.
Poi, quasi all’improvviso, la vegetazione si apre e appare la prima Cascata del Rutor: un salto d’acqua bianco che rimbalza sulla roccia grigia come se qualcuno avesse versato il cielo dall’alto.LTH trekking cascate -by Cristina Argirò
Ne seguono altre due, ravvicinate, ciascuna con la sua personalità.
La seconda è la più selvaggia, la terza la più silenziosa — quasi un foglio d’acqua sospeso prima che il bosco lasci definitivamente il posto al terreno aperto dell’alpage, il pascolo alpino d’alta quota.

Le cascate del Rutor: tre salti prima del lago

Superata la baita Percet e la seconda cascata, il sentiero rientra brevemente nel bosco, poi emerge all’Alpage du Glacier con una vista che vale già il viaggio.Sentiero alpino tra pini con cascata del Rutor sullo sfondo in Valle d'Aosta
Da qui si raggiunge il Lac du Glacier (2.145 m), il primo specchio d’acqua del percorso: piccolo, circondato da rocce levigate, con un ponticello di pietra che attraversa l’emissario.
L’acqua ha quella trasparenza fredda e leggermente verdastra tipica dei laghi glaciali, dove la profondità si misura dal colore e il vento fa appena increspare la superficie.
Ci si siede un momento, poi si riparte perché il meglio deve ancora arrivare.

Il Rifugio Deffeyes e i laghi intorno

L’ultima salita a tornanti in terreno aperto e sassoso porta a una sorta di piccolo colle — e il Rifugio Alberto Deffeyes appare solo all’ultimo momento, quasi nascosto nella conformazione del vallone.
Quota 2.494 m, uno dei rifugi più frequentati della zona, ma capace di mantenere un’atmosfera raccolta e autentica.
Dalla terrazza la vista spazia sul Monte Bianco e sul ghiacciaio del Rutor, uno dei ghiacciai più estesi della Valle d’Aosta.deffeyes-rifugio

Ai piedi del rifugio, nella conca sottostante, si trova il Lago Inferiore del Rutor; su un piccolo promontorio che si affaccia sull’acqua sorge la chiesetta di Santa Margherita, eretta tra il 1606 e il 1607 per proteggere la valle dalle inondazioni causate dai laghi effimeri che il ghiacciaio formava periodicamente.
Tutto intorno al rifugio si aprono altri laghetti alpini raggiungibili con un giro ad anello di circa 2 ore e mezza.
Conviene prendersi il tempo per farli tutti, o meglio ancora pernottare al rifugio per esplorare la zona con calma — la luce del mattino presto, quando il ghiacciaio riflette i primi raggi, è un’altra storia rispetto a quella del primo pomeriggio.

Altre escursioni da non perdere in zona

La zona di La Thuile e del ghiacciaio del Rutor è un punto di partenza per numerosi itinerari.
Chi volesse allungare può spingersi fino al Passo Alto (o Haut Pas, 2.860 m), punto culminante del tratto dell’Alta Via n° 2 della Valle d’Aosta: altri 400 m di dislivello rispetto al rifugio, ma con panorami che abbracciano l’intero massiccio del Monte Bianco e le vette del confine franco-italiano.LTH trekking by Cristina Argirò (49) - Seggiovie
Il percorso completo da La Joux al passo e ritorno supera le 9 ore e 1.300 m di dislivello complessivi — classificato E (escursionistico) — e richiede una pianificazione attenta.

A pochi chilometri di distanza, verso il Piccolo San Bernardo, si apre un altro angolo di Valle d’Aosta poco conosciuto: laghetti, pascoli e una storia millenaria di transumanza e commerci alpini. Ecco qui il Lago Verney, perfetto per passeggiate meditative.

Se ami i laghi alpini e vuoi ampliare il tuo repertorio oltre la Valle d’Aosta, qui trovi una selezione dei laghi di montagna più belli d’Italia — un confronto utile per capire quanto la varietà del nostro arco alpino sia ancora in gran parte da scoprire.
Chi invece vuole portare a casa qualcosa di meno prevedibile può deviare verso i laghetti secondari, facilmente combinabili con il percorso principale senza aggiungere dislivello significativo — bastano scarpe da trekking, una bottiglia d’acqua in più e la voglia di perdersi un po’.

Info pratiche

Dove: Rifugio Alberto Deffeyes, 2.494 m, vallone del Rutor — Valle di La Thuile (AO), Valle d’Aosta.
Come arrivare: Da La Thuile seguire le indicazioni per Colle San Carlo, poi per la frazione La Joux (1.603 m). Nei mesi estivi l’accesso in auto è consentito solo fino alle ore 9:00; dopo si raggiunge a piedi da La Thuile. Disponibile parcheggio al piazzale di La Joux.
Quando: Da metà giugno a metà ottobre. Verificare le condizioni di innevamento prima di partire, soprattutto a giugno e in settembre.LTH trekking cascate 1 - by Cristina Argirò
Orari: Il rifugio è aperto in stagione estiva; verificare disponibilità sul sito ufficiale prima di pianificare il pernottamento.
Biglietto: Accesso al sentiero gratuito. Rifugio a pagamento (pasti e pernottamento).
Da abbinare: Giro ad anello dei laghetti attorno al rifugio (~2,5 h); escursione al Passo Alto/Haut Pas per gli escursionisti più allenati.
Consiglio: Se puoi, dormi una notte al rifugio. All’alba il ghiacciaio del Rutor si tinge di arancio e i laghi sotto sono completamente silenziosi — un’ora che difficilmente dimentichi.

Foto Canva, VDA, Cristina Argirò per LaThuile

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