A che età i bambini possono iniziare a fare sport

a che età iniziare a fare sport

A che età iniziare a fare sport è la domanda che quasi tutti i genitori si fanno pensando ai propri figli. La risposta univoca e giusta per tutti purtroppo non c’è. È però possibile arrivare da soli a trovare quella adatta al proprio bambino tenendo conto delle fasi di sviluppo motorio, intellettivo e relazionale dei bambini, delle richieste delle diverse attività sportive e motorie, e ovviamente delle inclinazioni e della personalità del proprio figlio. Ma soprattutto è bene chiedersi, come prima domanda, cosa si intende, esattamente, per sport.

Se per sport si intende solo quello agonistico, legato ai risultati e alla prestazione, siamo decisamente sulla strada sbagliata: la parola sport deriva infatti dall’inglese e dal francese disport / desport, che a loro volta derivavano dal latino deportare, col significato di uscire fuori dalle porte della città per svolgere un’attività ricreativa. Lo sport è, per definizione, un’attività intesa a sviluppare le capacità psico-fisiche, nel rispetto di regole prestabilite – il che lo differenza sostanzialmente dal gioco – e fondamentalmente per divertimento, quindi senza obbligo o necessità e senza alcun interesse pratico.

A che età iniziare a fare sport

Se quindi si considera lo sport come un’attività ludica che permette di sviluppare le capacità motorie, psichiche e relazionali si può iniziare a praticarlo praticamente a qualsiasi età, tenendo ovviamente in conto le naturali fasi dello sviluppo motorio e psichico dei bambini e il fatto che per legge è obbligatorio effettuare la visita medico-sportiva con le caratteristiche descritte qui.

Iniziare a fare sport: i bambini da 0 a 5 anni

I bambini da 0 a 5 anni stanno sostanzialmente scoprendo il mondo e sviluppando le prime, basilari capacità motorie: imparano a camminare, hanno una naturale tendenza ad arrampicarsi – come ci ha spiegato Simone Moro in questa intervista – vogliono correre, saltare e lanciare oggetti (sì, tirare le pietre nel mare è un gioco irresistibile, ed è una capacità motoria di base) ma non hanno ancora un senso dell’equilibrio ben sviluppato, faticano a gestire la relazione con lo spazio e il tempo (basta provare a dire loro di intercettare una palla che rotola sul pavimento per rendersene conto), hanno limitate capacità di attenzione, di astrazione e di rispetto delle regole.

È l’età della ginnastica psico-motoria che si fa alla scuola materna appunto per imparare a capire i propri movimenti nello spazio e nel tempo, ma soprattutto è l’età in cui lo sviluppo motorio, psichico e relazione avviene attraverso il gioco, anche all’aperto, anche in inverno: i bambini nell’età da asilo e scuola materna si possono portare in piscina, sapendo che si tratta più di un corso di acquaticità che rinsalda la relazione con i genitori che di un vero corso di nuoto, come abbiamo scritto qui, possono e devono imparare ad andare in bicicletta, magari usando quelle senza pedali e senza rotelle, i cui pro e contro sono spiegati qui, devono avere la libertà di correre, saltare, arrampicarsi e fare giochi che li mettono davanti a piccole e grandi sfide motorie da affrontare con la supervisione di genitori e istruttori, come per esempio imparare a pattinare.

A questa età, se il bambino è interessato, vanno bene tutti i corsi che, con la guida di istruttori competenti, sviluppano tutte queste capacità, in primis quelle che permettono di scoprire il proprio corpo e come si relaziona nel tempo e nello spazio, e sono sicuramente da evitare quelle situazioni in cui al bambino è richiesto di osservare regole e comportamenti “da adulti”. Per capirci: se il bambino ama prendere a calci il pallone lo si può iscrivere a un corso di calcio; ma se il corso di calcio significa trovare un allenatore che pretende di “insegnare gli schemi” (succede, sappiamo tutti che succede…) trattando i bambini come degli adulti in miniatura, è meglio starne alla larga perché è il modo più rapido per far odiare lo sport ai bambini.

Cominciare a fare sport: i bambini da 6 a 10 anni

Questa è la prima fase di vera accelerazione nello sviluppo motorio: i bambini affinano le competenze motorie apprese, riescono ad applicarle in diversi contesti, migliorano l’equilibrio e la coordinazione, imparano a gestire spazi e tempi, a modulare la velocità nella corsa e la forza nelle loro espressioni motorie (non si limitano più a lanciare il sasso in acqua, ma cercano di colpire un bersaglio…), cominciano a essere in grado di prestare attenzione per periodi prolungati di tempo, come accade anche a scuola, e a rispettare le regole. Anzi, i bambini che fanno sport in questa fase tendono ad andare meglio a scuola, come dimostrato da questi studi.

L’età dai 6 ai 10 anni, quella della scuola elementare, è perfetta per iniziare a fare sport, e bisognerebbe farne di più anche a scuola: si possono fare sport individuali in cui l’obiettivo è un modello astratto (un tempo, una distanza o un’altezza come nell’atletica, un insieme di movimenti come nella ginnastica o nella danza), sport individuali in cui ci si relaziona con un attrezzo e/o delle condizioni variabili (lo sci, come abbiamo spiegato qui, la bicicletta, l’arrampicata, il nuoto, il tennis etc), sport individuali in cui ci si confronta con un avversario (le arti marziali, per esempio) o uno sport di squadra in cui ci si relaziona con un attrezzo, dei compagni e degli avversari.

Bisogna aver chiare però alcune cose: il “modello Agassi” non funziona, per cui cominciare a 6 anni a praticare uno sport non darà nessun vantaggio a lungo termine; anzi, questa è l’età in cui più sport si praticano, più esperienze motorie si fanno, più skills si acquisiscono, contemporaneamente o anno per anno, meglio è per lo sviluppo fisico e intellettivo dei ragazzi.

Iniziare a praticare sport: ragazzi dai 10 anni alla pubertà

In questa fase ragazzi e ragazze completano il proprio sviluppo motorio affinando le doti di equilibrio, coordinazione e propriocezione: mancano ancora la forza e la resistenza organica, che arriveranno con lo sviluppo ormonale, ma i ragazzi e le ragazze che frequentano le scuole medie sono pronti per praticare qualunque sport che proponga loro delle richieste motorie ben precise, che sia tirare un pallone in un canestro, confrontarsi con un avversario, perfezionare lo stile di nuoto, fare lo slalom con gli sci o qualunque altra cosa. Questa è anche una età di importanti cambiamenti nella personalità dei ragazzi e delle ragazze, che possono trovare giovamento dalla pratica dello sport a contatto e nel confronto con dei coetanei, che possono appassionarsi totalmente per uno sport, che chiedono maggior indipendenza e autonomia e che cominciano a dare importanza anche ai successi e agli insuccessi sportivi.

Non bisogna però confondere l’importanza che i ragazzi assegnano allo sport con quella che viene imposta dagli adulti: non è ancora l’età dell’agonismo, non è ancora l’età delle scelte nette (la storia è piena di esempi di campioni che hanno cominciato con il loro sport in piena adolescenza) né delle specializzazioni (in Germania e Francia, per esempio, è vietato dalle federazioni calcistiche la specializzazione dei ruoli) ma sì, è questa l’età in cui i ragazzi iniziano davvero a fare sport.

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