6 consigli per scegliere i bastoncini da trekking per camminare in montagna

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I bastoncini da trekking per camminare in montagna sono ormai nell’attrezzatura indispensabile di moltissimi escursionisti. Se infatti ci sono ancora molti che preferiscono non usarli, è indubbio che sempre più appassionati di camminate in montagna ne apprezzano l’utilità. Infatti, se regolati correttamente, i bastoncini da trekking permettono di: mantenere un passo regolare nei tratti più pianeggianti; sostenere il peso del corpo e dello zaino, scaricandolo in pare da schiena e gambe; garantire equilibrio nei passaggi più tecnici come i traversi; offrire sostegno nelle salite; offrire appoggio nelle discese. È per questo che, insieme all’abbigliamento giusto per la montagna e ad alcuni semplici consigli per fare belle passeggiate in estate in quota, se ne raccomanda l’uso. Ma per assolvere a tutte queste funzioni bisogna saper scegliere i bastoncini da trekking adatti a sé e all’uso che se ne intende fare.

6 consigli per scegliere i bastoncini da trekking per camminare in montagna

I bastoncini da trekking per camminare in montagna fanno parte a tutti gli effetti dell’attrezzatura tecnica e non è così semplice sceglierli. Sono infatti molte le caratteristiche dei bastoncini da trekking da considerare al momento dell’acquisto:

  • Lunghezza massima e minima
  • Numero di sezioni
  • Sistema di regolazione
  • Materiale di costruzione
  • Tipologia e materiale dell’impugnatura
  • Tipologia e materiale della punta

Quanto devono essere lunghi i bastoncini da trekking

La stragrande maggioranza oggi sono bastoncini da trekking telescopici, cioè sono dotati di 2 o 3 sezioni di tubo e hanno quindi una lunghezza minima e massima. Tendenzialmente la lunghezza minima di un paio di bastoncini da trekking è intorno ai 60 cm, con una variabile di più o meno 5 cm. Quei 10 cm di differenza si notano quando li riponi nello zaino da trekking o al suo esterno: considera se averli che sporgono molto può essere un fastidio oppure no (e in alcuni casi lo può essere, non tanto per il peso quanto perché potrebbero impigliarsi in rami o pietre sporgenti). La lunghezza massima invece è direttamente dipendente dall’altezza di chi li usa: siccome la regolazione corretta è tenendo il gomito aderente ai fianchi e piegato a 90°, va da sé che una persona alta 190 cm dovrà avere bastoncini da trekking più lunghi di una alta 160 cm. Cosa interessante da sapere: esistono bastoncini da trekking da bambini / ragazzi (come questi Black Diamond First Strike) che hanno le stesse caratteristiche di quelli da adulti tranne che sono più corti e con le impugnature di sezione ridotta; esistono anche bastoncini da trekking da donna (come questi Leki Micro Vario Carbon) con le stesse caratteristiche di quelli da ragazzi / bambini (e in più a volte dei colori considerati più femminili) e spesso le donne si rivolgono ai modelli junior proprio per questioni di lunghezza e diametro dell’impugnatura.

Bastoncini da trekking: numero di sezioni e tubi

Il numero di sezioni influisce sulla possibilità di allungare e regolare i bastoncini da trekking: quelli più lunghi hanno normalmente 3 sezioni, per fare in modo di non essere mai al limite della regolazione, quelli più corti ne hanno 2. Ma più che il numero di sezioni è la tipologia di regolazione che può fare la differenza: esistono dei modelli pieghevoli a incastro, che però hanno una lunghezza fissa, e altri con dei sistemi di fissaggio delle sezioni di tubo che permettono di regolare con precisione la lunghezza.

Sistemi di regolazione dei bastoncini da trekking

Esistono sostanzialmente 2 sistemi di regolazione dei bastoncini da trekking: quello a espansione e quello con le levette. Il sistema a espansione prevede di avvitare e svitare i diversi tubi per stringerli alla misura giusta o allentarli per farli scorrere e regolarli (come in questi Ferrino GTA). È un sistema tutto sommato veloce, che non appesantisce i bastoncini ma che, nei modelli entry-level, spesso ha il difetto di allentarsi durante l’uso e perdere presa con l’usura e il tempo. Il sistema a levetta, diversamente chiamato da ogni casa produttrice, è simile a quello dei mozzi o dei tubi sella delle biciclette: si alza la levetta e si allenta la presa, si abbassa la levetta e si fissano i bastoncini alla lunghezza desiderata (come in questi CAMP Backcountry). Questo sistema pesa un po’ di più dell’altro (si parla di grammi, ma da moltiplicare per il numero di passi…) ma normalmente è più saldo durante l’uso e, in alcuni casi, è anche venduto come pezzo di ricambio. A questo proposito è interessante sapere che alcuni marchi prevedono i pezzi di ricambio per ogni componente dei loro bastoncini da trekking, il che è sicuramente più economico e più ecologico che cambiarli a ogni rottura.

Materiali di costruzione dei bastoncini da trekking

I bastoncini da trekking sono fatti essenzialmente di 2 materiali di costruzione: alluminio, o leghe di alluminio, oppure carbonio. Ciascun materiale ha i suoi pro e contro. I bastoncini da trekking di alluminio o leghe di alluminio (come in questi Black Diamond) sono sicuramente leggeri, resistenti agli urti e all’usura (qualche marchio li garantisce a vita) e assorbono bene le vibrazioni date dal contatto con il terreno. I bastoncini da trekking in carbonio (come in questi Salewa Alp Speed) sono più leggeri di quelli in alluminio, come per i telai delle biciclette trasmettono di più le vibrazioni e come per i telai sono più fragili in caso di caduta. I bastoncini in carbonio costano tendenzialmente più di quelli in alluminio.

Tipologia e materiale dell’impugnatura dei bastoncini da trekking

L’impugnatura è il punto di contatto con i bastoncini da trekking e dalla sua tipologia e dal suo materiale dipendono il feeling e il comfort durante il loro uso. Esistono essenzialmente 2 tipi di impugnatura: una è una semplice ricopertura del tubo, l’altra è sagomata variamente per facilitare la presa e garantirla più salda. Il secondo tipo è ovviamente più ergonomico, comodo e sicuro, il primo è il tipo basico entry-level per gli usi meno tecnici. Oltre a ciò alcuni modelli hanno una seconda impugnatura sotto quella principale: è utile quando si affrontano brevi tratti in salita per non doversi fermare ad accorciare i bastoncini. Infine alcuni modelli hanno una specie di manopola anche sopra al tubo che può servire per appoggiare il palmo della mano sia in salita, per darsi lo slancio, che in discesa per appoggiarsi.

Riguardo ai materiali usati per le impugnature dei bastoncini da trekking, sono essenzialmente 3: la plastica PVC, la gomma EVA tipo quella dell’intersuola delle scarpe, il sughero. La plastica PVC è la più resistente all’usura, però è meno confortevole perché meno morbida e con le mani sudate può risultare scivolosa. Altro vantaggio della plastica è che non si inzuppa, nel caso di uso invernale, per esempio con le ciaspole. La gomma EVA è porosa e morbida, assorbe bene le vibrazioni, ha un buon grip anche con le mani sudate ma con la neve trattiene un po’ di umidità e tende a consumarsi più in fretta. Il sughero è sempre meno utilizzato perché è quello più soggetto a usura però ha un ottimo feeling anche con le mani bagnate, soprattutto in termini di saldezza della presa.

Con l’impugnatura bisogna anche considerare i laccioli, che ormai sono tutti in tessuto tecnico sintetico: ciò che fa la differenza è il sistema di regolazione, che può essere più o meno rapido e preciso (quelli a scorrimento sono meno precisi e più lenti da regolare, quelli a clip pesano di più).

Puntale dei bastoncini da trekking

Infine c’è il punto di contatto dei bastoncini da trekking con il terreno, e cioè il puntale. Alcuni modelli hanno una vera e propria punta, altri una punta tagliata con varie zigrinature che aumentano il grip. Per le passeggiate su sentieri di poca pendenza, tendenzialmente terrosi, possono andar bene anche le prime, per i passaggi più tecnici su pietraie in quota servono i secondi. Alcuni modelli hanno anche dei sistemi anti-shock ammortizzati nei puntali (come in questi Leki Micro Carbon Vario) per ammortizzare l’impatto con il terreno e ridurre le vibrazioni trasmesse a mani, polsi e avambracci: ovviamente questi dispositivi fanno aumentare il comfort ma anche il prezzo dei bastoncini da trekking.

Sempre relativamente al puntale c’è un’ultima annotazione, che riguarda le rondelle: quelle più piccole sono per le camminate estive, quelle più larghe per un uso invernale sulla neve. Normalmente sono vendute entrambe in dotazione e comunque è bene sincerarsi che si possano svitare e cambiare secondo necessità.

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