Biciclette, boom di vendite: e-bike e pieghevoli le più cercate

vendite di biciclette

La bici come mezzo ideale non solo per la fase di convivenza con il nuovo Coronavirus, ma anche quando l’emergenza sanitaria sarà finalmente conclusa. Non si tratta più di un’intrigante ipotesi, bensì di una realtà testimoniata dal clamoroso boom di vendite di biciclette che moltissimi rivenditori hanno registrato nelle prime due settimane della Fase 2. A tutti noi, andando in giro per le città (specialmente a Milano, dove entro dicembre sorgeranno 35 chilometri di nuovi percorsi ciclabili) nei primi giorni dopo l’allentamento del lockdown, è capitato di notare delle lunghe code fuori dai negozi di biciclette. Anche a causa della paura di prendere i mezzi pubblici, l’italiano sta iniziando a capire che è giunta l’ora di cambiare abitudini di spostamento, laddove è possibile. La pandemia sta stravolgendo le regole della mobilità, e le biciclette stanno diventando l’oggetto del desiderio della ripartenza dopo la quarantena.

Boom di vendite di biciclette: le più cercate sono le elettriche e le pieghevoli

Come anticipato in precedenza, i numeri delle vendite testimoniano che la bicicletta potrebbe attraversare una vera e propria golden age: “Tutti i nostri associati ci segnalano un’impennata della domanda, anche al netto degli incentivi del decreto rilancio”, ha detto Paolo Magri, membro dell’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori (Ancma), durante un’intervista a Repubblica. Secondo i calcoli dell’Ancma, il boom di richieste di bici all’inizio di maggio potrebbe concretizzarsi in un +60% nelle vendite alla fine del mese. Cifre che in molti si aspettavano, considerando l’aumento delle ricerche e degli acquisti online durante le lunghe settimane del lockdown. L’incremento di interesse attorno al mondo della mobilità sostenibile, però, non si sta verificando solo in Italia. Secondo Repubblica, infatti, a marzo il mercato delle bici negli Stati Uniti è raddoppiato, mentre gli ordini delle bici pieghevoli sono quintuplicati nel mese di aprile. E le ricerche Google per “Best e-bikes” hanno registrato un +145%. Numeri che confermano ciò che ci aveva detto Stefano Forbici, co-fondatore di Bikeup (festival europeo dedicato alle e-bike) ed esperto di riqualificazioni urbane, in merito all’importanza delle biciclette elettriche durante la Fase 2. Il mercato delle e-bike, che dal 2014 (anche in Italia) vive crescite a due cifre percentuali, è destinato a impennarsi ulteriormente:

“La bicicletta elettrica è un mezzo sicuramente più appetibile per chi non ha mai pensato di andare al lavoro pedalando, magari perché si trova in una zona collinare o perché non ha voglia di fare troppa fatica”.

Davide D’Alto, proprietario del negozio milanese Bike Republic, ha spiegato a Repubblica che l’aumento delle vendite a inizio maggio ha raggiunto livelli clamorosi:

“In dodici giorni ho venduto come in aprile e maggio dello scorso anno. In una domenica primaverile vendevo 3-4 bici, oggi siamo a 12-13. E in negozio sono arrivati clienti digiuni di ciclismo che prima del Covid non avrebbero mai preso in considerazione l’idea di mettersi in sella”.

Ci sono numerosi cittadini che prima del Coronavirus non si sarebbero nemmeno sognati di andare al lavoro pedalando, ma ora si sono resi conto che la bicicletta potrebbe essere il mezzo ideale per affrontare il ritorno alla vita di tutti i giorni (dove i rischi e i timori legati al contagio sono ancora realtà). Questo incredibile aumento di vendite di biciclette, però, potrebbe far nascere un problema nelle filiere produttive, considerando che dalla Cina non stanno più arrivando diversi “pezzi” fondamentali. Reggere l’incremento della domanda non sarà affatto semplice: un tema da non sottovalutare e che, in caso di novità importanti, approfondiremo.
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Perché gli italiani si stanno innamorando delle biciclette?

Ma quali sono i fattori che stanno spingendo gli italiani a vedere la bicicletta non più solo come mezzo di svago per fare escursioni? In Italia non c’è la “cultura del pedale” diffusa per esempio in nord Europa, e tantissime città (oltre ad avere pochissime piste ciclabili) non hanno la conformazione territoriale adatta per girare in bicicletta (basti pensare a Genova o a Napoli). Nonostante ciò, le vendite si sono impennate e le strade si stanno riempiendo di mezzi ecosostenibili. Le ragioni dietro questo cambiamento sono quattro: la paura di prendere i mezzi pubblici (che viaggiano ancora a frequenza ridotta), il buono mobilità fino a 500 euro previsto dal Decreto Rilancio (qui vi spieghiamo bene come funziona), i due mesi di chiusura dei negozi specializzati e l’aumento delle piste ciclabili in sola segnaletica nelle città. Per quanto riguarda l’ultimo punto, Milano sta facendo da apripista grazie al suo piano di 35 chilometri di nuovi percorsi ciclabili da realizzare entro fine anno. I fattori più determinanti, però, sembrano essere la chiusura dei negozi durante il lockdown e il timore del contagio sui mezzi pubblici. A ipotizzarlo è stato Mattia Bonato, presidente di Assobici e rappresentante della quinta generazione del marchio Rossignoli, nel corso di un’intervista a Repubblica:

“L’incentivo del governo è quello meno importante. L’aumento è causato soprattutto dalla paura di prendere i mezzi pubblici. Avevamo preparato lo stock per la primavera prima del lockdown e pensavamo che sarebbe stato sufficiente per la Fase 2. Ma in pochi giorni l’abbiamo bruciato”.

È ancora presto per trarre conclusioni, ma fino a questo momento stiamo assistendo a ciò che speravamo: più bici nelle città per decongestionare i mezzi pubblici e ridurre le occasioni di contagio.
(foto di copertina: Leandro Boogalu / Pexels)

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