Coronavirus Fase 2, bonus per e-bike e più piste ciclabili

bonus per e-bike

Bonus per e-bike fornito dal Governo e più percorsi dedicati alle bici: saranno questi i due obiettivi nel breve-medio termine per far crescere la mobilità sostenibile nella famosa Fase 2 del Coronavirus.
Abbiamo già parlato, citando il caso romano, di come la bicicletta potrebbe essere il mezzo ideale durante la Fase 2. Quella che abbiamo davanti è una nuova normalità che, per molto tempo, ci imporrà il rispetto della distanza sociale. E la bici ha tutte le carte in regola per rivelarsi la soluzione migliore per spostarsi in sicurezza. Che sia l’occasione giusta per far cambiare mentalità agli italiani e diffondere la cultura del pedale?
Cerchiamo di capirne di più: continua a leggere più sotto.

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Bonus per e-bike durante la Fase 2: il Governo ci sta pensando

A tal proposito, un ruolo ancor più fondamentale potrebbe ricoprirlo la bicicletta elettrica, dato che non tutti vivono in zone pianeggianti e se la sentono di affrontare un’intera pedalata casa-ufficio. Il costo delle e-bike, però, è spesso e volentieri sostenuto: ecco perché lo stato sta pensando a come agevolare i cittadini sotto questo punto di vista. Tra le proposte allo studio della task force guidata da Vittorio Colao c’è quella di un incentivo da parte del Governo per l’acquisto di una bici a pedalata assistita. Un’iniziativa che è stata rilanciata anche da Beppe Sala, sindaco di Milano:

“Si ipotizzava che il Governo finanzi l’acquisto di biciclette elettriche: è una soluzione! E a noi competerà garantire una miglior circolazione di questi mezzi. Con un po’ di creatività dovremo trovare il modo per permettere alle bici di muoversi bene per la città”.

Per capire meglio come potrebbe essere questo bonus e l’importanza della mobilità elettrica nella Fase 2 ci siamo rivolti a Stefano Forbici, co-fondatore di Bikeup (festival europeo dedicato alle e-bike) ed esperto di riqualificazioni urbane e impatto degli eventi sul territorio.
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Le istituzioni stanno iniziando a parlare di un bonus per l’acquisto di biciclette elettriche, ma al momento non ci sono dettagli a riguardo: è un’idea precoce che deve ancora prendere forma. Secondo Stefano Forbici, l’incentivo potrebbe rientrare all’interno del Buono Mobilità (di cui abbiamo già parlato), previsto dall’articolo 2 del Decreto Clima, il quale consiste in un incentivo di 1500 euro per coloro che rottamano entro il 31 dicembre 2021 un’automobile da Euro 0 a Euro 3; per chi rottama motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, invece, è previsto un bonus di 500 euro: “Ma indipendentemente dall’ammontare della cifra economica, è sicuramente una bella idea. Immagino che le persone, almeno in un primo momento, vogliano evitare di prendere i trasporti pubblici. Sento che sulle vetture dei mezzi vogliono contingentare gli ingressi. Ok, sulle vetture la gente sarà distanziata, ma magari sulla banchina o agli ingressi si potrebbero formare delle mega code… e l’obiettivo non lo raggiungi. Ecco perché l’e-bike potrebbe essere la soluzione vincente. La bicicletta elettrica, inoltre, è un mezzo sicuramente più appetibile per chi non ha mai pensato di andare al lavoro pedalando, magari perché si trova in una zona collinare o perché non ha voglia di fare troppa fatica”, ha detto Forbici.

Il bonus non basta: servono più infrastrutture dedicate alle biciclette

A sostenere l’idea del bonus per le e-bike sono diverse associazioni di categoria come FIAB, Salvaiciclisti, Legambiente, Bikeitalia, Kyoto Club e Fridays For Future. Il sentore generale è che un incentivo di questo tipo potrebbe funzionare anche in un futuro più lontano, stimolando i cittadini a convertirsi definitivamente ai mezzi a pedali per gli spostamenti quotidiani. Come ci ha spiegato Forbici, i punti su cui lavorare per dare senso al bonus sono due: “Il furto e la mancanza di ciclabili. Nel primo caso le istituzioni dovrebbero incentivare le assicurazioni a coprire le biciclette. Nel secondo caso, invece, bisognerà estendere le ciclabili o inserire dei percorsi preferenziali per chi pedala: è il momento giusto per farlo”. Già, questa deve essere l’occasione per rendere i comuni italiani più “bike friendly”, perché senza ciclabili i cittadini non si sentono protetti e lasciano la bici in garage.
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Proprio ieri la Lombardia ha annunciato lo stanziamento di 3 miliardi di euro per un piano triennale di investimenti (definito da molti il Piano Marshall anti-Coronavirus); 400 milioni, oltretutto, verranno subito messi a disposizione di comuni e province per realizzare opere pubbliche. La speranza è che questo denaro venga investito anche per implementare la rete di ciclabili di tutta la regione. A Roma, inoltre, è allo studio la realizzazione veloce di percorsi per le bici anche attraverso l’utilizzo di barriere Jersey, mentre Milano sta mettendo a punto un’azione di realizzazione di percorsi ciclabili e di zone 30 (qui abbiamo approfondito il discorso). Ad annunciarlo è stato Marco Granelli, assessore alla Mobilità del capoluogo lombardo, con un post su Facebook pubblicato questa mattina:

“L’altra grande azione è compiere un salto di qualità sull’utilizzo della bicicletta. Per questo stiamo mettendo in campo un’azione straordinaria di realizzazione di percorsi ciclabili e di zone 30. Stiamo predisponendo atti e progetti per mettere in strada circa 35 km di nuovi percorsi ciclabili, da aggiungere ai poco più di 200 già esistenti, in un tempo compatibile con l’emergenza. E i primi saranno realizzati in maggio e giugno 2020

Il momento giusto per puntare sulla mobilità sostenibile

Il bonus per le e-bike può rivelarsi un’ottima idea anche perché il costo di questi mezzi non è alla portata di tutti: “Su Amazon ci sono bici elettriche anche a 300 o 400 euro, ma sono prodotti che non consiglierei perché sono di bassa qualità. Tutto sommato una bicicletta elettrica costa dagli 800-900 euro in su. Con 800 o 900 euro acquisti un prodotto italiano, con un paio d’anni di garanzia e affidabile. I 1000 euro possono essere paragonati ai costi del motorino. Va tenuto conto che per comprare le e-bike ci sono anche dei finanziamenti che vanno dai 6 ai 48 mesi a tasso zero”, ha detto Stefano Forbici, che ha poi fatto un quadro generale sulla continua crescita del mercato delle biciclette a pedalata assistita: “In Italia, dati del 2019 hanno avuto un incremento in doppia cifra. Ed è dal 2014 che questo mercato vive crescite a due cifre percentuali. Questo vale per tutta Europa. In Germania la crescita è stata del 30% e in Francia del 33%: due mercati molto grossi”.
Per concludere, il succo del discorso è che da ogni situazione di difficoltà bisogna trarre delle opportunità per ripartire più forti di prima: la Fase 2 potrebbe davvero essere l’occasione per diffondere e consolidare la cultura della mobilità sostenibile in Italia. Ora la palla passa alle istituzioni, sperando che arrivino a decisioni definitive nel più breve tempo possibile.

(Foto di copertina: ebikeisrael / Pixabay)

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