Bonus bici, se ne riparla a settembre: ecco perché

bonus bici

L’ennesimo slittamento. Per il bonus bici se ne riparla a settembre o a fine agosto. Il decreto attuativo, infatti, andrà in Gazzetta Ufficiale entro l’8 agosto, ma la piattaforma non sarà pronta prima della fine del mese.
Fino a una decina di giorni fa, quando era stato finalmente sciolto il nodo sulla documentazione, il bonus bici pareva a un passo dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e le previsioni parlavano di metà agosto come limite per vedere la piattaforma web ad hoc finalmente operativa. Nella Conferenza Unificata di due giorni fa, però, qualcosa è andato storto, perciò bisognerà aspettare fino al prossimo appuntamento (6 agosto) per la vidimazione del decreto interministeriale attuativo del buono mobilità. Il bonus, ricordiamo, permetterà di richiedere un rimborso del 60% – fino a un massimo di 500 euro – degli acquisti (di biciclette, e-bike, mezzi di micromobilità elettrica e abbonamenti a servizi di mobilità condivisa) effettuati a partire dal 4 maggio. Con ogni probabilità, l’App per ottenere il contributo non verrà pubblicata prima di fine agosto/inizio settembre.

Bonus bici: ecco perché slitterà a settembre

Durante la Conferenza Unificata di due giorni fa, come riporta Repubblica, il testo del decreto interministeriale attuativo del bonus bici (o buono mobilità) non è stato inserito all’ordine del giorno. Detto in parole povere, nessuno ne ha parlato. Il motivo dovrebbe risiedere nel ritardo con cui il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dei Trasporti hanno raggiunto il tanto agognato accordo sulla documentazione da fornire per ottenere il rimborso (serviranno la fattura o lo scontrino parlante). Sta di fatto che, per l’ennesima volta, una questione burocratica ha ritardato l’operatività di un bonus che si sta già rivelando problematico ancora prima di partire.
La prossima Conferenza Unificata, come confermato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa durante la trasmissione ‘Omnibus’ su LA7, si terrà il 6 agosto: in caso di via libera, il decreto interministeriale attuativo verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale tra il 7 e l’8 agosto. Da quel momento il limite per rendere operativa la piattaforma web del bonus bici è di 60 giorni, ma dal Governo fanno sapere che l’obiettivo è quello di essere pronti per fine agosto o inizio settembre. Come specifica il sito del Sole 24 Ore, infatti, ci vorranno almeno un paio di settimane per permettere ai commercianti di registrarsi e di provare il sito web ad hoc.
Costa, inoltre, ha anche rassicurato sulla questione dei fondi, che a quanto pare basteranno per coprire tutti i rimborsi della Fase 1 del bonus bici (sotto vi spieghiamo meglio in cosa consiste). Il problema, però, sarà il passaggio alla Fase 2, durante la quale bisognerà richiedere il bonus sotto forma di voucher emesso dall’App. Un voucher che servirà per comprare la bici già scontata presso i rivenditori autorizzati:

“I fondi ci sono per tutti. È andato talmente bene che io avevo previsto 120 milioni di euro come stanziamento e siamo arrivati a 210 milioni perché il Parlamento ha intuito che c’era una voglia del cittadino italiano di voler acquistare, e quindi ho aumentato il plafond. 210 milioni di euro per l’anno corrente mi sembra una cifra importane, tutti fondi che vengono dalle aste verdi, ricavati da chi inquina e quindi deve pagare perché vengono aggrediti.”

La Fase 1 e la Fase 2 del bonus bici: le differenze

Il discorso dello scontrino parlante e della fattura è valido nella cosiddetta “Fase 1” del bonus bici, ossia quella attuale: il cittadino compra la bici (usata o nuova in qualsiasi negozio fisico o digitale), tiene la fattura o lo scontrino parlante e aspetta che esca la piattaforma web, in modo tale da registrarsi, caricare i dati della fattura o dello scontrino parlante e ottenere il rimborso del 60%. Quando la piattaforma web sarà disponibile e operativa al 100%, invece, comincerà la “Fase 2” del bonus bici: il cittadino dovrà indicare sull’applicazione il mezzo che intende acquistare e il negozio (anche online); a quel punto la piattaforma genererà il buono spesa digitale da consegnare ai rivenditori autorizzati per ritirare la bici (già scontata). Durante la seconda fase non si potranno effettuare gli acquisti in tutti i negozi, ma solo in quelli inseriti all’interno del portale del Governo.
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Il bonus bici e e-bike fino a 500 euro: come funziona

L’Articolo 205, a pagina 348 del Decreto Rilancio appena promulgato dal Governo Conte, è quello dedicato agli incentivi alla mobilità sostenibile. Ecco i punti fondamentali della nuova legge.
1 – Innanzitutto salgono i contributi per l’acquisto delle bici, dai 120 milioni previsti inizialmente ai 210 milioni attuali. 
2 – L’incentivo consiste in uno sconto del 60% (e non del 70% come si pensava) sul prezzo finale del mezzo, fino a un massimo di 500€ di rimborso. Il bonus si riferisce agli acquisti di biciclette classiche, biciclette a pedalata assistita (e-bike), segway, hoverboard, monopattini e monowheel elettrici.
In sostanza, se acquistiamo uno di questi mezzi al costo di 300 euro, avremo diritto a uno sconto (fase 2 del bonus bici) o a un rimborso (fase 1 del bonus bici) da 180€. Essendo il rimborso pari al massimo al 60% del valore del mezzo, per ottenere il massimo sconto di 500 euro dovremo acquistare una bici da 833 euro.
3 – Fino a quando non verrà pubblicato il sito, per ottenere il rimborso bisogna seguire questi passaggi: conservando la fattura o lo scontrino parlante, si accederà a una piattaforma ad hoc in cui inserire i dati per avere il conquibus. Il tutto si svolgerà in due fasi: lo spieghiamo bene sopra.
L’incentivo è utilizzabile anche per il pagamento di abbonamenti di bike sharing (no car sharing).
4 – Importante: il rimborso è retroattivo e vale anche se abbiamo acquistato una bici o un mezzo compatibile con l’incentivo dal 4 maggio 2020. Il finanziamenti sono validi per acquisti fino al 31 dicembre 2020.
5 – E’ riservato ai maggiorenni con la residenza presso i capoluoghi di Regione (anche sotto i 50.000 abitanti), i capoluoghi di Provincia (anche sotto i 50.000 abitanti), i Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e i comuni delle Città metropolitane.

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