Mal di collo da bicicletta: perché viene la cervicale e come evitarla

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La postura, soprattutto in MTB, crea problemi alla rachide cervicale. Ma con alcuni piccoli consigli si possono prevenire.

Fare sport è uno dei piaceri più grandi dell’essere umano: libera una serie di sostanze che fanno stare bene, migliora lo stato di salute del sistema cardiocircolatorio e previene molte patologie sistemiche invalidanti.

Purtroppo però questi sforzi che vengono richiesti al nostro corpo possono determinare, nel lungo periodo, anche una condizione di sofferenza di alcune strutture del corpo che è bene prevenire il più possibile. Cerchiamo di capire come affrontare le problematiche che legano uno sport outdoor come il ciclismo e il rachide cervicale.

 

La struttura del collo

Facciamo prima un rapido cappello introduttivo delle strutture anatomiche che vengono coinvolte in questi casi.
Il centro del sistema è il collo, un ‘distretto’ composto da 7 ossa chiamate vertebre che sono separate tra loro da delle specie di cuscinetti chiamati dischi intervertebrali: al centro di ognuno c’è una specie di biglia gelatinosa sotto pressione.
All’interno di queste vertebre impilate l’una sull’altra c’è un canale, all’interno del quale è presente il midollo spinale e da cui fuoriesce, a livello di ogni vertebra, un nervo che poi si dirigerà verso la periferia (braccia, torace e gambe).

 

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Il ciclismo e i disturbi al rachide cervicale

Veniamo quindi al ciclismo (e tutti gli sport che si relazionano con le due ruote ed un sellino) e come questo sport possa determinare, in alcuni soggetti, una serie di disturbi al rachide cervicale.

Va precisato prima di tutto un concetto fondamentale: il ciclismo di per sé non induce una problematica al collo, ma può contribuire in maniera importante alla modificazione del nostro assetto corporeo.

La correlazione tra problematiche al collo e il ciclismo dipende dalla posizione del rachide cervicale durante le lunghe uscite che si fanno in bici. In genere si trova in una posizione di flessione per quanto riguarda la parte inferiore delle vertebre (in anatomia è importante suddividere in cervicale alta, che comprende la prima e la seconda vertebra, e cervicale bassa che comprende tutte le restanti vertebre) mentre è in estensione con la parte alta.

 

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I problemi della posizione nel ciclismo

La posizione assunta durante un’uscita in bici comporta che per parecchi chilometri le strutture molli del nostro collo sono sottoposte ad alcune forze di taglio molto importanti (per un gioco di leve) che possono contribuire ad una discopatia (ernia o protrusione cervicale).

Immaginiamo ora una bella uscita con la nostra mountain bike per una villa piena di sentieri, con continue salite, discese e strade un po’ sconnesse; ecco in queste situazioni infatti si possono verificare alcuni incidenti al collo molto invalidanti, in quanto essendo la zona toracica bloccata in flessione per il posizionamento delle mani sul manubrio, tutta la forza d’inerzia e delle varie sollecitazioni che dalla bici si propagano verso il corpo, vengono a scaricarsi a livello del rachide cervicale.

Questa trasmissione di urti e tensioni si va a direzionare verso il collo in quanto la zona toracica è “bloccata” dalla forte presa delle mani sul manubrio e dalla forte estensione del gomito ad opera del tricipite.

 

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Cosa fare per prevenire i fastidi cervicali in bicicletta

Innanzitutto il mio consiglio è sicuramente quello di adottare durante l’arco della giornata (in ufficio, durante le ore di relax ecc.) una postura adatta che non porti ulteriore stress alla componente molle della cervicale. Poi, durante l’uscita in bici, è importante cercare di ammortizzare con le gambe eventuali scossoni che provengono dalla bici (rami di alberi, buche, avvallamenti improvvisi della strada ecc.).

Una volta terminata la sessione di allenamento, cosa fondamentale è praticare stretching su tutti quei muscoli che sono stati in contrazione (sternocleidomastoideo, scaleni, estensori della colonna cervicale, trapezio ecc.) per allungare ed evitare fastidiose contratture o problemi che vi costringano a rimanere fermi per qualche tempo.

Buon allenamento a tutti!

 

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Articolo a cura del dottor Daniel Di Segni, Dottore in Fisioterapia, Terapia Manuale, Rieducazione posturale, Trattamento sindromi Dolorose

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