Anche i giocatori di eSports seguono la dieta e fanno (tanto) sport

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I giocatori di eSports sono soggetti in sovrappeso che mangiano male, non fanno sport e stanno tutto il giorno seduti con il joystick in mano? Niente affatto.
Gli appassionati di sport all’aria aperta, che amano stare nel verde e sentirsi liberi a contatto con la natura, potrebbero giudicare gli eSports (i tornei di videogiochi sportivi organizzati a livello competitivo) in maniera negativa, o comunque con un po’ di diffidenza. Chi pratica questa attività a livello professionistico (perché sì, c’è chi guadagna, e tanto, giocando ai videogame) viene spesso definito un atleta a tutti gli effetti, anche se gli eSports non prevedono nulla di fisicamente dinamico. È innegabile che il fenomeno degli sport elettronici sia in netta crescita: gli sponsor pagano a fiumi, le squadre di calcio professionistiche formano team di eSports affiliati alle società, i tornei ufficiali si moltiplicano e l’interesse lievita esponenzialmente.
Ad analizzare il mondo degli eSports è stato un ampio studio di un team di ricercatori dell’Università di Colonia, che si è focalizzato sulla dieta e gli stili di vita di coloro che si guadagnano da vivere giocando ai videogiochi sportivi sulla X-Box o la Playstation.
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Gli atleti di eSports fanno quasi 10 ore di sport alla settimana

Questa ricerca ha sicuramente smentito alcuni cliché sui professionisti degli eSports, che erroneamente vengono immaginati come dei soggetti in sovrappeso che mangiano male, non fanno attività fisica e stanno tutto il giorno seduti sul divano con un joystick in mano: niente di tutto questo.
Gli esperti hanno intervistato 820 atleti di eSports di basso, medio e alto livello, scoprendo cose interessanti sulla loro alimentazione e il loro stile di vita. Dai sondaggi è emerso che più della metà dei giocatori cucina i propri pasti almeno cinque giorni alla settimana, senza quindi abusare delle consegne a domicilio. Inoltre, il livello di attività fisica settimanale nel gruppo target ha oltrepassato le soglie minime consigliate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
In media, i soggetti hanno dedicato 9 ore e mezza alla settimana allo sport: un’ora in più rispetto alle cifre emerse dagli stessi questionari effettuati esattamente un anno prima.

Poco zucchero e poco fast food, troppe bibite energetiche e troppa carne

Quanto all’alimentazione vera e propria, lo studio ha confermato un solo cliché, ossia quello dell’uso a volte eccessivo delle bibite energetiche. Il 40% degli intervistati ha infatti dichiarato di consumare regolarmente questi prodotti (più di una volta alla settimana).
Le bevande a base di taurina e/o caffeina sono erroneamente associate a un aumento delle prestazioni e della concentrazione, quindi appaiono attraenti per i giocatori di eSports che sono “costretti” a rimanere ore con gli occhi incollati a uno schermo. Tuttavia, il loro consumo di zucchero rimane comunque inferiore a quello della popolazione generale. E anche i cibi pronti come pizza e fast food vengono consumati in modo non particolarmente frequente (poco meno di 2 volte alla settimana in media).
Dai sondaggi, però, è emerso che i professionisti del mondo degli eSports mangiano molta carne e poche verdure: tolti i soggetti vegani (circa il 15%), quasi ogni giocatore consuma carne almeno una volta al giorno. E spesso e volentieri è carne rossa che, come abbiamo più volte spiegato, se mangiata troppe volte alla settimana può risultare dannosa per la salute.
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