Coronavirus Fase 2: per corsa e ciclismo serve l’autocertificazione

Coronavirus Fase 2: per corsa e ciclismo serve l'autocertificazione

Dal 4 maggio per corsa e ciclismo serve l’autocertificazione. È la novità inattesa compresa nelle FAQ, le risposte ai dubbi sul DPCM del 26 aprile che dà il via alla Fase dell’emergenza Coronavirus, emanate nella serata del 2 maggio del Governo. E per chi si aspettava qualche chiarimento in materia di obbligo di uso delle mascherine, è un dubbio in più da considerare. Perché di dubbi ne sollevava già il DPCM Fase 2 – e li abbiamo analizzati in questo articolo – a cominciare dall’uso o meno delle mascherine: ma se per questo valgono le ordinanze regionali – con la Lombardia che impone l’obbligo, come diciamo qui, mentre per le altre regioni è una vera giungla, come dettagliato qui – l’obbligo dell’autocertificazione per correre o andare in bicicletta a questo punto vale su tutto il territorio nazionale.

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Coronavirus Fase 2: per corsa e ciclismo serve l’autocertificazione

Sulla possibilità di fare attività motoria o sportiva all’aperto, anche distante da casa, non ci sono grandi novità, se non la possibilità di usare mezzi pubblici o privati, come dettagliato nel punto 9 delle FAQ emanate dal Governo:

È consentito fare attività motoria o sportiva?
L’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi. A partire dal 4 maggio l’attività sportiva e motoria all’aperto sarà consentita non più solo in prossimità della propria abitazione. Sarà possibile la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti.
È obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In ogni caso sono vietati gli assembramenti.
Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione.

La possibilità di usare mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere attività sportiva o motoria è però foriero di ulteriori incertezze. Potremmo per esempio prendere l’auto per andare in un grande parco suburbano – quello degli Acquedotti a Roma, o quello di Trenno o Lambro a Milano – qualora non fossero impediti da specifiche ordinanze comunali; oppure potrebbe voler dire che potremmo prendere l’auto per recarci in un’altra località fuori dal nostro comune, ma pur sempre all’interno della regione, per esempio per fare un percorso stradale di montagna in bicicletta o correre o camminare su un sentiero di montagna. Ora, detto che di tutto questo non si parla assolutamente né nel DPCM, né nelle FAQ né nella diverse ordinanze regionali – la montagna è stata dimenticata da tutti, come dimostriamo in questo articolo – a questo punto valgono le disposizioni dei sindaci, che in molti casi si sono già affrettati a dire che i percorsi di montagna sono ancora vietati (per esempio, su una testata locale, la decisione del sindaco di Lecco di tenere chiusi i sentieri di montagna). E rimane ancora un altro dubbio: possiamo andare a correre sulla spiaggia in riva al mare? Anche qui valgono le disposizioni comunali, che è bene verificare prima.

In mezzo a tutti questi dubbi c’è però quanto spiegato al punto 3 delle FAQ in risposta alla domanda “Si può uscire per fare una passeggiata?”

Si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute, per necessità (il decreto include in tale ipotesi quella di visita ai congiunti), o per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. Pertanto, le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato da uno dei motivi appena indicati. […] Inoltre, è giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione, ove richiesto.

Quindi, andando per logica: si può uscire di casa solo per giustificati motivi. Tra questi giustificati motivi c’è l’attività sportiva o motoria. In ogni caso, qualunque sia il giustificato motivo, non c’è il vincolo di permanenza nel proprio comune – fatte salve diverse ordinanze regionali, come per esempio in Liguria e Toscana dove si può fare sport ma solo nel proprio Comune o Municipio cittadino, come spiegato qui – e però bisogna fornire la giustificazione con l’autocertificazione. Ora, fin dall’inizio del lockdown l’autocertificazione è stato possibile farla anche al momento del controllo, a voce o compilando il modulo al momento, tuttavia non sono mancati gli episodi di diversa interpretazione. Che fare quindi, uscire di casa con l’autocertificazione in tasca? Nel dubbio, forse, converrebbe proprio di sì.

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