Passaporto vaccinale per palestre e piscine: favorevoli e contrari

passaporto vaccinale per palestre e piscine

Il passaporto vaccinale per palestre e piscine è un tema che sta diventando sempre più dibattuto. Quella di un patentino che accerti l’immunizzazione grazie al vaccino anti-Covid è un’idea che, su proposta del premier greco, è stata presa in considerazione a livello europeo anche da Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europa, e da Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo.
Il passaporto vaccinale, però, potrebbe non essere applicato solamente negli spostamenti tra i paesi dell’Unione Europea, ma anche a livello nazionale per l’accesso alle attività al chiuso in cui il rischio di contagio è maggiore. L’idea è questa: le palestre, le piscine, i centri termali e così via riapriranno inizialmente solo per i cittadini vaccinati.
Al momento c’è poco di concreto, ma i titolari degli impianti sportivi e i membri delle associazioni di categoria stanno iniziando a parlarne e ad esprimere le proprie posizioni in merito. Ed è già un passo avanti.
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Passaporto vaccinale per palestre e piscine: i favorevoli

La posizione di chi sposa l’idea del passaporto vaccinale per palestre e piscine è la seguente: con i contagi ancora alti e le palestre e le piscine che rimarranno chiuse almeno fino alla scadenza del DPCM attualmente in vigore (5 marzo), quella di garantire l’accesso solo ai vaccinati potrebbe essere l’unica opzione per consentire a queste attività di riaprire già nel breve termine.
Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto, ha detto al Messaggero che “il passaporto vaccinale sarebbe un bel mezzo per riaprire le attività”.
“Sì al passaporto vaccinale e a qualsiasi strumento riconosciuto dai sanitari che consenta di riaprire presto e tornare alla normalità”
, ha specificato Giorgio Averni, presidente del circolo Antico Tiro a Volo (Roma) sempre al Messaggero. Della stessa idea è Marco Bisciaio, referente nazionale Parkour-Federazione Ginnastica d’Italia: “Ben venga il passaporto vaccinale”.
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Passaporto vaccinale per palestre e piscine: i contrari

Il problema è che, al momento, in Italia sono stati vaccinati solo i membri delle RSA e il personale sanitario; le vaccinazioni degli over 80 slitteranno di un mese e i ritardi/tagli da parte delle case produttrici dei vaccini non promettono niente di buono. Un passaporto vaccinale ha senso se un consistente numero di cittadini ha avuto entrambe le dosi di vaccino (solo 195.350 italiani al 26 gennaio), e per toccare numeri soddisfacenti bisognerà aspettare la fine della primavera o l’inizio dell’estate: troppo tardi per tante palestre e piscine sul lastrico.
Anche per questo motivo Giampaolo Duregon, Presidente di Anif-Eurowellness (associazione che raggruppa circa 100 mila centri sportivi), si è detto contrario al passaporto vaccinale per palestre e piscine: “Le palestre, le piscine e tutti i luoghi di sport hanno, già da maggio, adeguato le strutture ai rigidi protocolli emanati dal Ministero dello Sport proprio per assicurare a tutti i frequentatori la massima sicurezza sanitaria. Il livello di contaminazione registrato nei centri sportivi è risultato effettivamente molto basso, al di sotto dell’1 per mille”, ha detto alla Gazzetta dello Sport, “che la vaccinazione non rappresenti una conditio sine qua non per accedere ai circoli sportivi”.

[Photo by: Gustavo Fring / Pexels]

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