Perché amiamo così tanto l’odore della pioggia?

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Una delle grandi domande della vita: perché amiamo l’odore della pioggia? Perché è così bello annusare il profumo della terra dopo che è piovuto? Un team internazionale di ricercatori che ha deciso di indagare chi e perché è attirato tanto dall’odore terroso cosiddetto ‘petrichor’ che si sviluppa quando la pioggia colpisce il terreno asciutto. E spiega che non siamo solo noi umani ad essere avvolti da questo odore incredibilmente piacevole.

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Perché amiamo l’odore della pioggia

Il petrichor è stato studiato dalla scienza a partire dal 1964, quando due biologi australiani lo individuarono e coniarono il termine, capendo che il profumo è costituito da un mix di olio delle piante e di geosmina (un composto organico prodotto dai microbi). Poi nel 2015 ricercatori de Mit ne capirono il meccanismo di diffusione: quando una goccia di pioggia atterra su una superficie porosa, l’aria dai pori forma piccole bolle, che galleggiano in superficie e rilasciano aerosol, la sospensione di particelle solide e liquide che trasporta il profumo, nonché batteri e virus dal suolo. Le gocce di pioggia che si muovono a un ritmo più lento tendono a produrre più aerosol; ecco perché il petrichor si sente soprattutto dopo le piogge leggere.
Il naso umano è estremamente sensibile alla geosmina e lo sa rilevare in concentrazioni di appena 5 parti per trilione. Si dice che lo riteniamo irresistibile perché i nostri antenati facevano affidamento sulla pioggia per la loro sopravvivenza.

Pazzi per l’odore della pioggia

Ora il team internazionale, nello studio pubblicato su Nature, aggiunge un altro tassello al tema del profumo che amiamo. I ricercatori hanno indagato sugli animali che popolano il suolo, per capire come mai questo odore sia così irresistibile.
Hanno condotto una serie di esperimenti sia sul campo che in laboratorio per vedere gli effetti della geosmina e di un altro composto chiamato 2-metilisoborneolo (2-MIB) sulle creature della foresta, in particolare i trampolini (Collembola), che sono piccoli artropodi con un’appendice simile a una coda, creature che vivono in materiali organici sul suolo della foresta.

Quell’odore speciale che sentiamo dopo che è caduta la pioggia deriva fa impazzire anche gli esseri che popolano il suolo. La geosmina è prodotta fra gli altri dal batterio Streptomyces.
E il team accademico ha scoperto che i trampolioni lo percepiscono con le loro antenne e ne vengono attratti talmente tanto da finire per cibarsi degli Streptomyces che lo producono proprio per questo scopo.

Se l’obiettivo dei batteri è essere assorbiti dagli esseri viventi per riprodursi, lo Streptomyces ha una strategia davvero vincente: l’odore che produce fa parte del suo piano per essere mangiato dai trampolini (e da altri esserini). Assomiglia molto a un fungo filamentoso e quando è pronto per riprodursi, crea spore, che possono diffondere batteri in lungo e in largo. Il trampolino se ne nutre e diffonde le spore in diversi modi.
Così lo Streptomyces facilita la dispersione delle spore da parte degli artropodi del suolo, e compie un ciclo della vita che sta alla base dell’odore della pioggia che amiamo tanto.
(foto meerseen pixabay)

 

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