Siamo stati alla pazza gara delle bici pieghevoli di Brompton, a Venezia

Non avevo idea che la mia prima pedalata della stagione si potesse svolgere nel parco San Giuliano di Mestre, con vista sui tetti e le cupole di Venezia. E invece, proprio quest’anno, mi sono ritrovata sulla linea di partenza di una corsa di bici pieghevoli tra 167 ciclisti e appassionati provenienti da tutta Italia, ma anche dalla Gran Bretagna, Francia, Belgio, Germania e Repubblica Ceca.

Pubblicità

> Leggi anche: Avete mai pensato a una bici pieghevole?

Velocità ed eleganza

L’occasione è stata quella del Brompton World Championship, un ciclo-campionato che vede gareggiare uomini rigorosamente in giacca e cravatta e donne con tacchi e collane di perle a bordo delle vezzose biciclette artigianali pieghevoli dell’azienda made in UK, realizzate per i pendolari e la mobilità smart.

La gara è unica nel suo genere, e decisamente folle come altre competizioni sparse nel mondo. Si parte in stile Le Mans, correndo verso le proprie biciclette chiuse, per aprirle e saltare in sella pedalando per 15 km. Importantissima la velocità, come ben sa il romano Alessandro Rossi, che si porta a il primo posto in 29′ 50”, oltre all’accesso alla finale mondiale che si svolgerà il prossimo 30 luglio al St. James Park di Londra. Ma è fondamentale è anche lo stile, così come la mise dei partecipanti, che entrano a pieno titolo nel regolamento, pena l’esclusione dalla gara.

> Leggi anche: Le 10 maratone più strane del mondo

Senso di appartenenza

E così, con quell’aplomb tipicamente londinese che contraddistingue il marchio e la cultura british, anch’io salto in sella alla mia bici con indosso camicia e pantaloncini scozzesi, mentre intorno a me sfrecciano eleganti giacche blu, qualche coraggioso frac, leggeri foulard di seta, e più estrosi completi gialli o arlecchino accompagnati da cravatte sgargianti e boa di piume.

E forse, nonostante si tratti di un evento promozionale, è proprio grazie a questo senso di distinzione, che la gara rievoca un forte sentimento sportivo. Ed è forte il senso di comunità che si crea tra i partecipanti, ispirato da un oggetto concepito per la comodità dei pendolari che riesce ad oltrepassare il suo mero senso pratico e diventare veicolo per uno stile di vita, di turismo, di competizione, diverso e più spensierato.

> Leggi anche: I libri da leggere prima di partire per una vacanza in bicicletta

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità