Nba: cani anti-Covid per fiutare i positivi tra gli spettatori dei Miami Heat

Chissà, magari in futuro li vedremo in azione anche in Italia, quando arriverà il giorno in cui il pubblico potrà tornare in stadi e palazzetti. Per il momento i cani anti-Covid vengono sperimentati nell’Nba, il massimo campionato di basket al mondo, per la precisione all’AmericanAirlines Arena, la casa dei Miami Heat.

Un test con pubblico ridotto

Tra le tante soluzioni pensate per controllare il pubblico in ingresso, lo staff dirigenziale dei Miami Heat ha infatti deciso di sperimentare anche una squadra di cani addestrati a riconoscere dall’odore le persone positive al Coronavirus. Il primo test è avvenuto giovedì 28 gennaio, in occasione dell’incontro contro il Los Angeles Clippers, al quale ha partecipato un numero limitato di spettatori: ad alcuni di loro è stato richiesto di mettersi in fila, debitamente distanziati e con le mani dietro la schiena, e i cani sono passati a fiutarli proprio come nei controlli di sicurezza negli aeroporti. Non è stato detto se siano stati identificati dei “positivi” ma Matthew Jafarian, vicepresidente esecutivo dei Miami Heat, ha dichiarato alla Cnn che durante la prova “si è imparato molto” sulla possibilità di mettere poi in pratica questo tipo di controllo su larga scala.

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Tanti studi ed esperimenti anche in Europa

Quella dei Miami Heat non è comunque da annoverare tra le classiche “americanate”, perché da quando si è sviluppata la pandemia ci sono stati diversi studi anche in Europa per cercare di capire se cani addestrati potessero individuare soggetti positivi al Covid. Nel luglio 2020, per esempio, su BMC Medicine è stata pubblicata una ricerca condotta in Germania, nella quale i cani anti-Covid hanno dimostrato un tasso di efficienza dell’82,6%: per la precisione, su 1.012 soggetti fiutati, ne sono infatti stati correttamente riconosciuti 792 negativi e 157 positivi, con 63 errori in totale (33 negativi e 30 positivi “fiutati” all’opposto).

Un altro lavoro, pubblicato da Plos One, è stato invece condotto da un gruppo di scienziati francesi e libanesi: in questo caso l’esperimento è stato condotto con 6 cani già addestrati a fiutare una quarantina di diversi esplosivi. Il risultato? I peggiori hanno avuto il 76% di successo, ma due di loro (Bella e Jacky) hanno fatto registrare il 100% di corretti riconoscimenti su 68 persone passate al vaglio.

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Sempre 6 cani, già in servizio negli aeroporti inglesi, sono invece stati coinvolti nel Regno Unito in uno studio condotto dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine in collaborazione con l’associazione Medical Detection Dogs (che promuove l’utilizzo dei cani per fiutare determinate malattie sulla base dell’odore del sudore della persona) e la Durham University. E training simili hanno visto protagonisti già lo scorso anno alcuni cani per la sicurezza aeroportuale a Helsinki (Finlandia) e cani poliziotto a Santiago del Cile.

Foto di Amal Santhosh da Pexels.

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