3 errori da non commettere in un bike park la prima volta

Sfrecciare con una MTB in un bike park è goduria pura. Ma ci sono alcuni errori che fanno riconoscere i principianti e che possono rovinare la giornata

3 errori da non commettere in un bike park la prima volta

Passare una giornata in un bike park può essere davvero divertente. E non bisogna nemmeno essere dei veri manici della mountain bike o del downhill. Ormai tutti i bike park sono interessati tanto ai rider più esperti in cerca di adrenalina quanto ai neofiti e alle famiglie desiderosi di vivere una bella giornata in bicicletta tra le montagne. Ma che si tratti di MTB tradizionale o di e-MTB con motore e pedalata assistita ci sono 3 errori da non commettere in un bike park la prima volta, pena la conseguenza di trasformare una giornata da sogno in una brutta esperienza da non ripetere.

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3 errori da non commettere in un bike park la prima volta

1. Frenare continuamente
Sì, la sensazione di scendere in bici da una montagna, fosse anche solo un flow trail molto molto morbido, non è tra le esperienze più comuni, e pendenza, dislivello e velocità possono spaventare. Ma frenare continuamente, tenendo sempre i freni tirati, è un boomerang assicurato. Per due motivi. Il primo è che stanchi tantissimo mani e braccia, con il risultato che dopo pochissimo tempo perdi sensibilità, senti dolore e vuoi solo mollare la bici da qualche parte e mettere mani e braccia nel primo ruscello di acqua fresca che trovi. Il secondo è che surriscaldi i freni, e sulle MTB che si usano nei bike park i freni son tutti a disco. Cioè come per le auto, che se si scaldano troppo poi non frenano più (ed è il motivo per cui in auto nelle discese infinite dicono sempre di usare il freno motore). I percorsi nei bike park sono organizzati per colori, come per le piste da sci: se non hai mai provato inizia con quelli azzurri o con quelli pianeggianti e impara a lasciar correre un po’ la bici. Quando avrai preso confidenza potrai affrontare anche qualche bella discesona senza strizzare i freni.

2. Star seduti in sella in discesa
Ormai tutte le bici “gravity” che si trovano nei bike park hanno il sellino telescopico che si regola dal manubrio. E il motivo è semplice: se in salita, quando si pedala, che sia MTB o e-MTB, è meglio stare seduti, in discesa è invece obbligatorio alzare i glutei dal sellino. Le MTB sono dotate di ammortizzatori, ma i migliori ammortizzatori rimangono sempre le nostre gambe, che devono assecondare il terreno molleggiando sulle ginocchia. anche le braccia devono rimanere rilassate, piegate al gomito, e pronte a seguire avvallamenti e asperità del fondo. Rimanere seduti e rigidi in sella durante la discesa è il modo più veloce per irrigidirsi troppo e farsi sbalzare di sella.

3. Guardare la ruota anteriore
È un po’ come all’inizio con gli sci, che si tende a guardarne la punta, e con la MTB in un bike park le prime volte si tende a guardare la ruota davanti per vedere dove va. Ma così facendo non si riescono ad anticipare gli ostacoli, pietre, radici o altro che siano, e si è sempre in ritardo nell’impostare le curve. Per cui meglio alzare lo sguardo e puntarlo qualche metro avanti, di modo da anticipare quello che c’è da fare e avere una guida più fluida e meno nervosa.

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