Fitness Industry A-Z: Abbonamenti

Fitness Industry A-Z: Abbonamenti

Abbonarsi, iscriversi fisicamente, digitalmente, agganciarsi a una palestra o a un trainer. Per un po’ o per sempre. E prima d’abbonarsi, fumo. Non io, ma quella sottile cortina di fumoso marketing a pennacchio che s’innalza diabolica, ipnotizzante, davanti a grandi spazi, file interminabili di macchinari, calcolatissimo posizionamento reception, arzigogolo di architettura sostenibile, avamposto di interlocutrici dall’aspetto catturante con parlantina da venditori navigati.

Fitness Industry A-Z: Abbonamenti

Tante procedure, tanta tattica: può esserci il trucco del pacco infiocchettato di fino senza niente dentro. E questo è l’inizio. Perchè dopo il disbrigo della pratica iscrizionale con la sales manager formata col suo esercitino nei casali Tosco-Emiliani dal motivatore dei fitness-workshop “uno per tutti”, nel traffico, dietro a un bus metropolitano, scopriamo di pagare più nella palestra del paesello che in quella della città “dal volto europeo”. Ma l’arcano è scoperto: il club metropolitano non va a media-fatturato-cliente alta ma bassa. Di alto c’è il flusso-cliente-turnoverista, che come gli innamorati sfortunati è inseguito da chi non vuole più e insegue chi non lo vorrà mai.

La palestra a gestione umana

È guerrilla-fitness-marketing, bellezza, è fuoco incrociato di call, mail, kpi-isti e seo-isti che ce la mettono tutta a travasarsi pacchetti di cliente da una palestra all’altra mentre il club sportivo del paesello fa quello che ci si aspetta: che ci si affezioni noi a loro e loro a noi, accolti a braccia stra-aperte nella FCDF (Fitness Comunità Dialogante Fisica): confermati in lista per la prossima pizza.

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Quindi, sorpresona delle sorpresone e vittoria schiacciante del marketing pre-analogico su quello post-digitale dove possono permettersi un prezzo più alto perché il palestra-owner dà una mano a pulire i macchinari e risparmia lì, su quel fronte, ma in sala pesi ci piazza il “Trainer bravo”.

Il turnover degli iscritti

E non è questione di tecnica ma di gestione umana raffinata per tutti, senza sovrapprezzi. Nel frattempo, in centro città, alla stessa ora, con un numero di clienti maggiore ma media fatturato minore si sta dando da fare l’ambitissimo (per l’azienda) “Junior”. Voce che nel bilancio ci sta benone perché costa poco, dura poco e non fa domande. Una pacca sulla spalla e la voglia di mettersi in gioco instillata a frasi fatte dal manager chiacchierone bastano e avanzano per fronteggiare il turn-over iscritti. L’obnubilazione iscrizionale: mi iscrivo e dopo un po’ non so neanche perchè. Vecchio adagio commerciale che non ha sempre partita vinta e che non fa bene a nessuno, né alle palestre né ai clienti.

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Photo by Anastase MaragosŞULE MAKAROĞLU

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