Italiani, popolo di santi, istruttori e navigatori

Italiani, popolo di poeti, istruttori e navigatori

Per santi e navigatori non sempre le cose sono andate bene. Qualche santo veniva attenzionato dagli inquisitori prima di diventarlo post-mortem e qualche navigatore finiva col ritrovarsi su terre che non aveva previsto di raggiungere. Poi, a forza di beatificazioni e dirette di Luna Rossa, questi due settori hanno ampliato la loro gittata operativa. Una terza popolazione si è poi riprodotta a ritmo forsennato: quella degli istruttori e delle istruttrici fitness, che se prima nascevano ad ogni corso di due giorni in presenza, ora nascono ad ogni webinar a distanza.

Tale quantità di operatori non è un indicatore tranquillizzante, visto che tra le mani, questa popolazione, si accaparra la salute di centinaia di migliaia di persone che frequentano migliaia di palestre italiane. Sulla salute economica ci può pure stare, perché se l’ex show-girl fa le schede di allenamento e cattura sul web chi vuol farsi alleggerire il portafogli ci sta. Ma sulla salute “salute”, resta da vedere se questa è la scelta giusta per l’avventato istruttore e l’avventato cliente. Come punto di partenza, un istruttore vero che voglia distinguersi da quello laureatosi su Instagram, dovrebbe tenere a mente che il suo lavoro è paragonabile al telaista di una formula uno, non al suo motorista.

Fin quando le leggi non saranno stravolte e la mente degli utenti fitness-digital obnubilata dall’addome della influencer, bisognerà ricordare che solo quello che indossa il camice bianco può fare il motorista. Ma per le fenomenologie di cui prima non è così. Perciò accontentiamoci. Un istruttore affidabile e utile per una palestra che vorrà fare le cose bene, dovrebbe avere, buon per lui, queste capacità che torniamo a ribadire:

1) capacità di redigere un quantitativo di schede di buona fattura nel minor tempo;

2) capacità di segmentare tipologie di schede sui tutti i livelli d’intensità (soft-medium-strong);

3) capacità di omogeneizzare sequenze di esercizi su scheda semplice o complessa;

4) capacità d’intercettare il bisogno latente del cliente;

5) capacità di mediare con le aree commerciali del proprio centro fitness di riferimento;

6) capacità di rispondere a domande tecniche rispettandone tassativamente la veridicità;

7) capacità di curare la propria immagine in presenza e a distanza;

8) capacità di auto correggersi al volo su un feed-back in stesura di protocollo;

9) capacità di guardare avanti, all’esterno, aggiornarsi, leggere, scrivere;

10) capacità di sostegno pubblico (e confronto privato) delle tesi dei colleghi-palestra;

11) capacità di leggere “energeticamente” l’allievo-cliente;

12) capacità di tagliare “su misura” il piano d’allenamento agevolandone le fruibilita’;

13) capacità di contrastare e dirottare l’allievo-cliente su attività più congeniali;

14) capacità di lavorare contemporaneamente su dettaglio e su insieme;

15) capacità di osservare “tridimensionalmente” le dinamiche di movimento dell’allievo;

16) capacità di promuovere il proprio Club nell’extra-lavoro, sia sul bacino di riferimento “terrestre” che sulle piattaforme“social”;

17) capacità di essere operativo in 24 ore nel passaggio da una palestra all’altra con stessa professionalità ed etica che lo hanno contraddistinto nell’ultimo rapporto;

18) capacità di tenere in perfetto ordine i propri spazi di attività;

19) capacità di gestire una situazione affettiva, benché deontologicamente inopportuna, umanamente verificabile nel corso delle proprie attività;

20) capacità di anteporre sempre e comunque la sicurezza della persona allenata a scapito del mero risultato estetico.

Per chiudere questa panoramica estemporanea sul popolo degli istruttori fitness, del quale il sottoscritto è stato parte attiva e ora parte osservante nonché sempre più incuriosita, posso confermare con assoluta certezza che la “ventesima” capacità ha sempre orientato qualsiasi mio piano di lavoro. Suggerimento per ritenersi, con onore, parte buona di questa popolazione che racchiude le caratteristiche del santo, la cui prima virtù è la pazienza. E quelle del velista bravo, che non solo riesce a navigare contro vento, ma se la cava anche nel mezzo di una tempesta come quella attuale.

Credits photo: it.depositphotos.com

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