Vuoi far durare di più le scarpe da running? Fai così

Nonostante l'obsolescenza programmata e i km percorribili consigliati dai marchi, ci sono buone abitudini che possono far durare di più le scarpe da running. Per il bene del portafogli e dell'ambiente

far durare di più le scarpe da running

In tanti si interrogano su quando cambiare le scarpe per correre ma pochi pensano a come far durare di più le scarpe da running. Eppure un buon utilizzo, e una buona manutenzione, possono allungare la vita delle tue running shoes, permetterti di correre meglio e di più, ovviamente di risparmiare qualche soldo sul lungo periodo, e anche fare del bene al pianeta. Certo, i produttori stabiliscono indicativamente il tempo di obsolescenza anche delle scarpe da running: tendenzialmente tra i 500 e i 1000 km le tue scarpe per correre sarebbero da cambiare, perché in base al modello, al tipo e ai materiali questo è il “tempo” stimato di logoramento dei materiali, dalla suola all’intersuola e perfino la tomaia. Ma esattamente come per le auto, le moto o le biciclette, un buon uso consapevole delle proprie scarpe, e qualche attenzione prima, durante e dopo il loro uso, può estendere il loro ciclo di vita e consentirti di macinare km extra. Vediamo come.

Come far durare di più le scarpe da running

Non esiste una regola univoca per far durare di più le scarpe da running, e molto può dipendere dal runner e dal suo stile di corsa. Facciamo un esempio prendendo lo stesso paio di scarpe a parità di numero e di condizioni di utilizzo: il corridore A è leggero, ha una tecnica di corsa corretta, con appoggio leggero e alta frequenza di passi; il corridore B è invece ben più pesante, con un appoggio squilibrato e passi scomposti. È facilmente intuibile che il corridore B dovrà cambiare le scarpe prima del corridore A. Esattamente come un automobilisti con il piede pesante, che tira sempre le marce e sottopone il motore della sua auto a forti e continui stress. Ma questi non sono gli unici fattori che possono far durare più o meno un paio di scarpe da running.

Come far durare di più le scarpe da running

 

1. Compra scarpe adatte al tuo fisico e al tuo stile di corsa

Come detto, non siamo tutti uguali: un runner agile e leggero potrebbe veder durare a lungo un paio di scarpe minimaliste che finirebbero invece devastate in poco tempo ai piedi di un runner dal passo pesante o con molti kg da portare in giro. Per fortuna sul mercato ci sono scarpe per tutti i gusti e tutte le esigenze, e se oltre alla forma fisica fai attenzione anche al tuo portafoglio un bravo negoziante può consigliarti il miglior value for money per le tue esigenze.

2. Migliora la tua tecnica di corsa

La tecnica è la tattica della vita diceva un filosofo, e aveva ragione: se il tuo obiettivo è (anche) far durare di più le tue scarpe da running, rendi più efficiente la tua corsa migliorandone la tecnica. Un paragone può aiutare a capire meglio: se in auto parti sempre sgommando, fai le curve ad alta velocità e frenate brusche, i tuoi pneumatici dureranno sicuramente meno di quello che ci si aspetta. Con le scarpe da running è sostanzialmente la stessa cosa.

3. Tieni conto di quando le hai acquistate e di quanti km percorri

Puoi usare un diario, ma anche App come Strava o Komoot consentono di segnarti le scarpe con cui stai correndo. Alla fine è un po’ come segnarsi i tagliandi dell’auto per evitare di far funzionare il motore con poco olio o invecchiato: nel tempo imparerai a conoscere le tue scarpe, a “sentire” quando invecchiano e a capire anche come mai (per esempio uno stesso paio di scarpe potrebbe comportarsi diversamente tra estate e inverno).

4. Usale solo per correre

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo, ma è meglio ripeterlo: le scarpe da running sono progettate per correre, che è diverso da camminare, anche solo per l’appoggio del piede. Ti sembrerà strano ma uno stesso paio di scarpe potrebbe durare di più se le usi solo per la corsa che per camminare tutti i giorni, andare in ufficio o a fare la spesa.
Lo stesso vale per gli allenamenti fitness: le scarpe da running sono progettate per procedere in modo lineare, in avanti, non certo per cambi di direzione repentini, salti, balzi, strisciate o altro che puoi fare in palestra.

5. Lavale

O meglio, tienile pulite. Non sempre, ma di tanto in tanto sì. Sporco, fango, polvere, sudore, detriti possono deteriorare tanto la tomaia quanto suola e intersuola. A seconda dei km che percorri dare una sciacquatina alle tue calzature da corsa può solo far loro del bene.

6. No, in lavatrice no

Ok lavarle ma mai – mai – in lavatrice: anche solo l’azione meccanica di rotolamento del cestello è devastante per un paio di scarpe da running. Se poi le metti con altri capi, e/o usi un detersivo aggressivo, puoi serenamente cominciare a recitare il de profundis per le tue running shoes. Come lavare le scarpe da running l’abbiamo spiegato qui.

7. Asciugale

Dopo una corsa sotto la pioggia, dopo un allenamento con il caldo estivo e molto sudore, dopo averle lavate: asciugale. No, non sul calorifero, non con il phon: il segreto dei runner è il foglio di giornale infilato al loro interno (e cambiato frequentemente). La carta assorbe l’umidità velocemente dalle fibre (anche da quelle sintetiche) ed evita la formazione di muffe.

8. Compra (e usa) 2 paia di scarpe da running contemporaneamente

Ti sembrerà assurdo e contro-intuitivo, nonché una spesa superflua, e invece alternare e ruotare 2 paia di scarpe da running contemporaneamente può permetterti di farle durare di più entrambe. E alla lunga risparmiare soldi. Le scarpe per correre sono fatte di materiali sintetici ma con una loro “intelligenza” intrinseca, e se per esempio corri tutti i giorni può aver senso lasciar loro il tempo di asciugarsi, riguadagnare elasticità, traspirare. Oppure potresti avere un paio per gli allenamenti brevi e veloci, e un paio per quelli più lunghi. Insomma, le combinazioni sono molte e del tutto personali, ma avere 2 paia di scarpe per correre potrebbe rivelarsi un risparmio anziché un extra-costo.

9. Evita le temperature estreme

Se non l’hai mai fatto, ti proponiamo un paio di esperimenti: lascia le tue scarpe da running nel baule della tua auto in un giorno di piena estate, con le temperature oltre i 30°; oppure lasciale in garage in inverno, con le temperature intorno a 0°. E poi prova a infilarle e a correre. Sì, ti sembreranno un altro paio di scarpe, e molto probabilmente del tutto “incorribili”. Anche l’EVA, il mesh, e tutti gli altri materiali più o meno sintetici utilizzati reagiscono alle temperature, non solo nell’immediato ma anche sul lungo tempo. Come si dice in questi casi: conservare in luogo fresco, asciutto e arieggiato, lontano da fonti di calore. Esattamente come un buon vino.

10. Stai attento a cosa compri

Certo talvolta ci sono offerte clamorose a cui è difficile rinunciare, e certo talvolta ci si innamora di un modello o versione di scarpe da running che si continua a comprare anche andando a caccia dei fondi di magazzino. Ma appunto se i fondi di magazzino sono stati conservati male, nell’umidità o con sbalzi di temperatura, finirai per comprare un paio di scarpe da running già vecchie. Se ci tieni davvero, non c’è niente di più rassicurante del volto del tuo negoziante di fiducia: se ti guarda negli occhi non può rifilarti una sòla.

11. Sfilale come si deve

Sì, lo facciamo tutti: entriamo in casa esausti dalla nostra corsa, appoggiamo la punta di un piede sul tallone della scarpa dell’altro e le sfiliamo così, senza nemmeno slacciarle. Ma lasciamolo fare agli adolescenti ribelli, perché è solo il modo migliore per stressare e allungare il tessuto del colletto o la conchiglia del tallone, e renderli lassi nel tempo, fino a quando la scarpa non sarà più ben aderente al piede e verrà voglia di cambiarla.

12. Usale per la vita di tutti i giorni

Ma come, non è in contrasto con il punto 4? Sì, finché le usi per correre, ma non quando saranno troppo “vecchie” per correre ma possono essere ancora delle buone scarpe per portare il cane a fare il suo giretto, andare a fare piccole commissioni o fare una passeggiata rilassante. E qui non è più questione di portafogli e soldi, ma ti allungare il ciclo di vita dei materiali delle cose che compriamo e usiamo, ed evitare di immettere nell’ambiente altri rifiuti prima che sia davvero giunto il loro momento.

Credits photo: FlickrCC M.Verch

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