Corsa in zona rossa: solo dentro al proprio Comune?

Corsa in zona rossa: solo dentro al proprio Comune?

Ma per la corsa in zona rossa si può correre solo dentro al proprio Comune? È il dubbio che, analogamente ai ciclisti, sta serpeggiando tra i runner che vivono nelle “regioni rosse” (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria, Alto Adige, Campania e Toscana) e che vogliono capire se possono continuare a fare il loro sport in zona rossa e come.
Ora, anche il Dpcm del 3 novembre 2020 ha complicato ulteriormente la situazione rispetto alle disposizioni precedenti. E per quanto siamo “allenati” ai DPCM e alle loro implicazioni, il rischio di incappare in sanzioni è comunque presente.
Allora, la prima buona notizia è che si può correre in zona rosa. La corsa è infatti considerata “attività sportiva” e come tale è consentita, ovviamente esclusivamente all’aperto e in forma individuale. Diverso il caso invece delle passeggiate, considerate attività motoria, e quindi consentite “nei pressi della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza, di almeno un metro con ogni altra persona, e con l’obbligo di mascherina”. Ci sarebbe il dubbio a riguardo della camminata sportiva, o fit walking, ma insomma siamo davvero curiosi di vedere se le forze dell’ordine sarebbero in grado di disquisire sul ritmo, sul passo e sulla velocità.

Detto allora che la corsa in zona rossa è consentita, rimane da capire se c’è l’obbligo di rimanere solo dentro al proprio Comune o se ne possono oltrepassare i confini. E qui entra in gioco l’articolo 2, quello delle “ulteriori misure di contenimento del contagio su alcune aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto“. È la parte che crea le zone rosse, arancioni, gialle e verdi e pone vincoli territoriali allo spostamento.
Ora, se rigor di logica praticando ciclismo non è consentito uscire dal proprio comune, in quanto la bicicletta è un mezzo di trasporto e al punto 4, Comma b) si stabilisce che “è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione“, correre a piedi non può essere considerato utilizzare un mezzo di trasporto e quindi in teoria non dovrebbe essere vietato.
Il condizionale, ovviamente, in questa situazione complicata è d’obbligo. Ragionevolmente, se qualcuno fosse trovato a parecchi km di distanza da casa in sella alla sua bicicletta, incapperebbe nelle sanzioni che abbiamo già conosciuto a marzo; ma se qualcuno fosse trovato appena oltre il confine comunale, mentre corre a piedi da solo, distante da altre persone, sarebbe davvero surreale una contestazione ai sensi del nuovo DPCM. Ma in effetti siamo ormai in una situazione in cui di certezze ne sono rimaste ben poche, e il consiglio è sempre quello di evitare inutili fraintendimenti con fastidiose conseguenze.

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