Tendinopatia del tendine d’Achille e corsa: come si cura?

Tendinopatia del tendine d'Achille e corsa: come si cura?

La tendinopatia del tendine d’Achille colpisce spesso chi si dedica alla corsa con manifestazioni come dolore, gonfiore, rigidità o debolezza del tendine. E se soffri anche tu di tendinopatia, che è il termine più corretto per definire la sofferenza del tendine di Achille, sai benissimo anche quanto può essere fastidiosa e difficile da curare.

Tendinopatia del tendine d’Achille e corsa: come si cura?

Per questo ne abbiamo voluto parlare con la fisioterapista Valentina Liquori, che ci ha spiegato in cosa consiste e come trattare la tendinopatia del tendine d’Achille.

Tendinopatia del tendine d’Achille: chi ne soffre di più?
“Riguarda generalmente atleti che fanno discipline sportive in cui la corsa è presente, ma può capitare anche a cestisti, pallavolisti o a chi fa altre tipologie di sport in cui la corsa e il calcio ad esempio fanno parte dello sport praticato”, spiega la dottoressa. “Ce ne si accorge perché si ha dolore a volte molto acuto a carico del tallone, quindi una talalgia, che può essere accompagnata da un gonfiore lungo il decorso del tendine, quindi vicino al calcagno. È possibile che il paziente riporti anche una rigidità della caviglia”.

Quindi bisogna prestare molta attenzione al tendine di Achille
“È un tendine spesso caratterizzato da una sofferenza, diversi studi dicono che l’incidenza di questa tendinopatia nei podisti varia dal 6,5 al 11%, e che sia associata nel 18% dei casi a disturbi collegati alla corsa. La tendinopatia del tendine d’Achille è la più frequente sindrome da sovraccarico dell’arto inferiore. State attenti se iniziate a correre: c’è un’incidenza maggiore nei soggetti maschili tra 25 a 50 che praticano attività sportiva amatoriale”.

Si dice tendinite, tendinosi o tendinopatia?
“A volte si usano termini impropri, come tendinosi e tendinite”, spiega Liquori, “la tendinopatia è una generica condizione clinica in cui le parti immediatamente adiacenti al tendine sono coinvolte, che si presenta quindi come una sofferenza del tendine a seguito di un carico eccessivo o di altre condizioni predisponenti. Il carico eccessivo può essere dato da un’attività prolungata o non idonea alla persona, o anche banalmente da un peso eccessivo, quindi all’obesità. Ma anche l’anatomia, e quindi una situazione biomeccanica non favorevole, possono causare una tendinopatia, per esempio nel caso di chi ha il piede piatto e cavo, o piede supinato, pronato, o ancora il tallone valgo. La tendinosi invece è un processo degenerativo che coinvolge il tendine, che va poi a peggiorare nella degenerazione delle cellule tendinee. La tendinite infine invece è un processo infiammatorio di quello che è il peritenonio, cioè della parte che riveste il tendine”.

Lesione del tendine di Achille: perché accade?
“Il tendine d’Achille è molto grosso, ha un tessuto difficilmente lesionabile in condizioni normali, però il sovraccarico ripetuto, come ad esempio il correre con muscoli affaticati o farlo con una mole da spostare importante, può causare microlesioni alle cellule che non riescono a ripararsi in breve tempo, e che quindi a furia di forzarle portano a lesioni maggiori”.

La tendinopatia del tendine d’Achille come si cura?
“Il dolore è forte nella zona del tallone e quindi bisogna capirne la causa e non continuare a irritare l’area correndo”, suggerisce Liquori Per i podisti amatoriali il riposo iniziale è fondamentale. Se dopo aver ripreso l’allenamento si ripresenta il fastidio nello stesso modo è meglio farsi visitare da uno specialista. Può anche accadere che l’uso prolungato di alcuni farmaci, come antibiotici, corticosteroidi e le statine, possano creare problematiche associate ai tendini. Anche per questo se una persona sedentaria decide di approcciarsi alla corsa non è il caso di farlo in maniera improvvisa, se non corro mai non posso pensare di allenarmi da un giorno all’altro per la maratona! Un approccio graduale alla corsa, sia in fase iniziale che dopo un’eventuale ripresa dopo una tendinopatia, è fondamentale”.

Tendinopatia del tendine di Achille: cosa fare per stare meglio?
“La tempestività è importante, più si sarà tempestivi nell’agire più si eviteranno danni cronici. Il ghiaccio è il disinfiammante a livello locale più consigliato, lo posso applicare 10 minuti alla volta più volte al giorno. Per i farmaci, come sempre, è meglio rivolgersi al medico, che suggerirà quale sia quello più corretto. Vengono fatti a volte esami strumentali, come la radiografia, per vedere se ci sono calcificazioni all’interno del tendine o se ci sono protuberanze ossee che possono aggiungersi alle cause della tendinopatia. Un altro esame è la risonanza magnetica o anche l’ecografia, che va a vedere cosa succede ai tessuti molli, per esempio se ci sono degenerazioni alle fibre del tendine”.

Tendinopatia: come si cura dal fisioterapista?
“Gli interventi fisioterapici sono sicuramente il riposo iniziale e poi uno stretching graduale e progressivo per non far perdere elasticità ai tessuti”, spiega la dottoressa, “Poi lo specialista ci spiegherà come lavorare con un esercizio eccentrico del muscolo. Può essere utile anche provare a immergersi in una piscina riabilitativa, dove riabituare il corpo alla corsa lentamente. Se sono stato fermo tanto prima di riprendere a correre su terreno disconnesso, come erba e ghiaia, o anche sull’asfalto, può essere utile fare camminate in acqua, perché così ho carico minore a livello del tendine. Si suggeriscono poi esercizi di propriocettività, che vengono fatti con tavolette oscillanti o con carico su una gamba sola, per ridare così al muscolo la possibilità di riadattarsi alle normali destabilizzazioni che abbiamo dal terreno camminando o correndo”.

C’è un ultimo consiglio per chi soffre di tendinopatia del tendine d’Achille?
“Sì all’uso di talloniere e plantari, che possono servire per evitare un impatto diretto del tallone, per dare meno sollecitazione e per un più corretto appoggio del piede”.

Foto di mrdjrlawrence da Pixabay

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