Cos’è il Foil e perché è il futuro della vela

Il foil, inventato negli anni Sessanta e riscoperto grazie ai nuovi materiali leggeri e resistenti, consente alle imbarcazioni di volare appoggiate su queste pinne ed è il futuro della vela

Foil

Non si è ancora spenta l’eco della terza edizione di The Foiling Week, il grande evento mondiale di vela che si è svolto a Malcesine, sul Garda, quest’estate. Grazie allo sponsor Helly Hansen i più veloci catamarani del mondo si sono sfidati per un’intera settimana nelle acque del lago, a cui si sono aggiunti una serie di eventi dedicati al mondo delle Foiling Boat, dei loro velisti, progettisti e costruttori. Per farvi capire quanto l’evento fosse importante, si tenga conto che erano in gara una ventina tra medaglie d’oro olimpiche e velisti che hanno partecipato all’ultima edizione dell’America’s Cup.Foil catamarani

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La Foiling Week deve il nome al foil, quella curiosa appendice che pende sotto gli scafi, tornata in auge da qualche anno, proprio da quando gli americani hanno vinto nel 2010 e hanno deciso, cambiando le regole che si usa in questa competizione, di tornare ad usare i catamarani invece dei monoscafi dall’edizione successiva.

“Il foil è un modo per volare sopra l’acqua ed essere più veloci, molto più veloci anche e soprattutto in condizioni di poco vento”, ci dicono Sofya Zamolina e Vincent Lantin di Voilavion, l’azienda francese che è la più nota a livello mondiale nella progettazione e produzione di foil e di imbarcazioni dotate di foil. “Basti pensare che i catamarani in America’s Cup vanno tre volte più veloci della velocità del vento”.

Salire su un catamarano della classe G32, quelli in gara a Malcesine, poco più piccoli di quelli dell’America’s Cup, è un’emozione incredibile per le velocità che toccano (ben oltre gli 80 km/h), per l’inclinazione su un lato che sopportano e – una sorpresa per i neofiti – per l’incredibile potentissimo sibilo che queste Formula Uno del vento emettono alla massima velocità. Davvero sorprendente. La competenza e l’affiatamento dell’equipaggio sono fondamentali e durante la settimana non sono mancate le scuffiate, cioè quegli spettacolari capottamenti che fanno venire i brividi anche solo a vederli in fotografia.4

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Il dato che lascia ancor più meravigliati è che, con assoluta certezza, il foil è il futuro di tutta la vela: “Esatto. Il foil non è una novità perché è stato inventato negli anni ’60 prima di essere abbandonato. La ragione principale per cui ora il concetto è stato recuperato sta nelle possibilità che i nuovi materiali come il carbonio danno agli ingegneri che ora sono in grado di produrre appendici leggerissime e resistenti, con una serie di pinne dalle dimensioni studiate per ogni tipo di scafo e di vento. Un concetto molto semplice: l’imbarcazione si appoggia alle pinne orizzontali del foil (che disegnano una sorta di T al contrario) appena sotto il pelo dell’acqua e la barca per effetto del vento si alza e va più veloce perché la minore superficie di contatto provoca minore attrito. E non solo: il foil può essere aggiunto qualsiasi tipo di barca – non solo i catamarani da regata e i G32 ma anche, tra gli altri, i mot e i wasp (due piccole imbarcazioni da regata sportiva gestite da un solo velista) e perfino i windsurf e i kitesurf”.3

Vele molto più veloci e portafogli molto più leggeri: un foil per l’America’s Cup costa fino a 2 milioni di euro (ma l’investimento totale, per la ricerca sul design e sui materiali, supera i 100 milioni a barca) e il più economico ne costa 10.000 euro. Ne bastano 3.000 per un kite o un windsurf e comprendiamo quindi la certosina cura con cui i velisti smontano, lavano, asciugano e ripongono i propri foil dopo la regata o l’allenamento.6

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