Navigatore GPS o smartphone: cosa è meglio per un’escursione?

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Quando si tratta di abbandonare l’asfalto e imboccare sentieri e boschi, 3 sono le possibilità per non perdere la retta via: le tradizionali cartine topografiche cartacee, i GPS tracker per l’outdoor oppure uno smartphone. Tre strumenti che non sono esattamente intercambiabili e che presentano vantaggi e svantaggi ben precisi.

Delle carte topografiche cartacee è presto detto: certo hanno il vantaggio di non dipendere da pile e batterie, se datate possono non essere aggiornate ma soprattutto bisogna saperle leggere. Ma non è di questo che si parla qui.

Qui si parla dei vantaggi e degli svantaggi di usare un Gps specifico per l’outdoor quando si affronta un’escursione nella natura, o del perché affidarsi al proprio smartphone. Vediamo punto per punto.

Un navigatore GPS portatile si aggancia direttamente al satellite, normalmente utilizzando un’antenna specifica e potenziata per captare il segnale anche in aree remote o nel fitto della boscaglia; uno smartphone utilizza una triangolazione di dati che prevede anche l’aggancio alla cella telefonica e – come capita talvolta anche senza inoltrarsi nella natura – può succedere che perda il segnale per tempi più o meno lunghi.

Il semplice navigatore o un’App specifica per le escursioni di uno smartphone sono grandi consumatori di energia: possono bastare per una breve gita di una giornata dove comunque i percorsi son ben segnalati e dove c’è possibilità di ricaricare la batteria, ma non è consigliabile affidarsi alla sola batteria dello smartphone quando si abbandona il sentiero e si vuole comunque tener traccia del proprio cammino.

I GPS portatili normalmente hanno batterie a lunga durata, sono ottimizzati per un uso prolungato e, quando non è possibile ricaricarle, generalmente permettono di sostituire le batterie.

A parte rari casi (come quello dello smartphone di Decathlon di cui abbiamo parlato qui o di Zefiro, lo smartphone per l’outdoor) gli smartphone non son fatti per l’outdoor: non sono impermeabili, non sono antigraffio, non resistono agli urti, non garantiscono la protezione da polvere o fango. Tutte caratteristiche che invece si ritrovano normalmente in un buon GPS tracker per l’escursionismo.

Un navigatore GPS per l’escursionismo è sicuramente una spesa aggiuntiva, di solito di alcune centinaia di euro, ma fa esattamente quello che promette di fare: segnalare il percorso e i potenziali pericoli, tener traccia della strada fatta ed eventualmente riportarci al punto di partenza seguendo gli stessi passi, misurare altitudine, distanze e altre informazioni utili durante il cammino e sostanzialmente dire sempre, esattamente, dove ci si trova.

Credits: FlickrCC J Brew.

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