Into the Wild e i viaggi pericolosi verso il Magic Bus

Nel bene o nel male, Chris McCandless ha fatto di tutto per stare da solo in pace con se stesso e con la natura fino a che fosse stato pronto a tornare nel mondo. Oggi, quanto mai paradossalmente, quel posto che allora era il più sperduto e dimenticato si trova "in mezzo al traffico".
Chris che esaltava, pur a suo modo, la vita, adesso si trova a dover fare il conto dei morti. Sono sempre più numerosi i curiosi che cercano di attraversare il Teklanika River, sia in estate che in inverno, e trovano ingenuamente la morte nei modi più tragici pensando che la loro determinazione sia più forte della natura e dell'esperienza nel sopravvivere in un luogo così ostile. Ancora di più sono i dispersi e quelli che non sono mai tornati.
Una "moda" che le istituzioni locali non riescono a contenere.
Credits: Paxson Woelber

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La rivista americana Outside – la stessa che grazie a Jon Krakauer nel gennaio 1993 portò alla luce la vicenda di Chris McCandless con il libro Into The Wild che ispirò la pellicola – solleva a pochi giorni dall’uscita di Back to the Wild: le fotografie e gli scritti inediti di Chris McCandless (qui tutte le foto originali) un’altra questione al riguardo: ogni anno centinaia di lettori del libro e fan del film viaggiano fino all’estremo dell’Alaska per raggiungere il bus più famoso del mondo. Al contrario del fotografo Emanuele Equitani che ha ripercorso il cammino tragico di Chris McCandless e ne ha ricavato un reportage straordinariomolti si cacciano nei guai (e qualcuno ci ha anche lasciato le penne).

Le loro vicende sono tragedie per nulla romantiche. Abbiamo indagato sul tema e cerchiamo di raccontarvi quel che sta succedendo nel Denali Park, fra polemiche, allarmi e voci che si contraddicono. Lo facciamo, accompagnati da alcune foto che i ‘turisti Into the Wild’ pubblicano su Flickr. 

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