La riscoperta del bello dietro casa

La riscoperta del bello dietro casa

Alla fine dovremo anche un po’ ringraziarla questa estate 2020. Sì, perché l’estate del COVID-19 ci ha permesso la riscoperta del bello dietro casa. O forse ci ha obbligato, ma è il risultato quello che conta. Niente Nepal, coast-to-coast degli Stati Uniti, sud-est asiatico e altre mete esotiche ma Molise, Calabria e Appennini. Un po’ obtorto collo forse all’inizio, ma con sempre più convinzione man mano che i social si sono riempiti dell’immancabile hashtag l’#estateitaliana. E allora sì, l’estate dei voli cancellati, dei divieti di espatrio verso le mete instagrammabili, della paura dei focolai all’estero (e del potenziale obbligo di test e quarantena al rientro) ma anche nei luoghi più gettonati e affollati del nostro Paese, ci ha spinto a cercare il bello che è sempre stato sotto i nostri occhi e che non abbiamo mai davvero cercato. Il bello dietro casa.
Lo dicono i dati (secondo una indagine di Demoskopica il 93% degli italiani ha deciso di passare il proprio periodo di vacanza entro i confini nazionali), lo si sente raccontare dagli amici e nelle piazze, lo confermano i social. Ciascuno nella sua “bolla social” si è sicuramente fermato a guardare le foto belle, bellissime, di angoli del nostro Paese di cui forse non sapeva nemmeno l’esistenza. E se mostrarsi sorpresi della bellezza delle spiagge di Tropea e de La Maddalena o delle Dolomiti è facile, meno lo è se l’estate delle seconde case, del turismo di prossimità, del lavoro in smart working e della ricerca del distanziamento fisico ci ha fatto scoprire l’entroterra delle nostre località di mare, le valli laterali del nostre montagne, i nostri fiumi e i laghi balneabili.
E poi i cammini, dalle semplici passeggiate con i bambini alle vere e proprie vacanze a piedi e zaino in spalla: è l’Italia dei “Piccoli comuni e cammini d’Italia”, dal nome del rapporto redatto da Symbola con il Ministero dei Beni Culturali che ha censito e riunito 44 itinerari in tutte le regioni italiane. Non tutti, non sempre possono permettersi di affrontare la Francigena, le Alte Vie o anche una vacanza in bicicletta in stile bikepacking, ma è indubbio che i mesi del lockdown più duro, quelli della Fase 2 con tutte le sue limitazioni, il bisogno di distanziamento fisico più che sociale hanno fatto venire voglia di stare all’aria aperta, di riscoprire la natura, di conoscere a passo lento.
Non tutto sta andando per il verso giusto (un esempio tra tutti: secondo Internazionale l’Alto Adige è alle prese con milioni di turisti) e non sempre e non ovunque è così: gli assembramenti sono cronaca quotidiana così come le storture del turismo mordi-e-fuggi. Ma è indubbio che molti, moltissimi hanno scelto località meno note e angoli del nostro Paese poco frequentati per cercare un po’ di spazio vitale in fuga dalle città e hanno finito per trovare il bello dietro casa: panorami, paesaggi e scorsi altrettanto instagrammabili e altrettanto “social” dei soliti noti. Una nuova geografia del bello di cui bisognerà tener conto nei mesi e negli anni a venire.

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