Il villaggio sotto sotto la roccia, con il convento medievale e le incisioni rupestri: Balma Boves è il lato nascosto del Piemonte

A 652 metri di quota, sul versante di Sanfront nel Cuneese, un gruppo di case costruite direttamente sotto uno strapiombo roccioso è rimasto abitato fino agli anni Cinquanta. Si chiama Balma Boves — in dialetto piemontese, \"balma\" è il riparo naturale sotto una roccia — e oggi è gestito dai Musei di Torino. Sopra di essa, il Monte Bracco sale fino a 1.307 metri con sentieri per tutti i livelli, un convento medievale del 1248 e la pietra che Leonardo da Vinci descrisse nei suoi codici nel 1511.

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Il Monte Bracco può apparire semplicemente come un rilievo di modesta altezza: 1.307 metri, disposto come una barricata a chiudere la Valle Po, interessante punto panoramico della piana tra Saluzzo e Staffarda, circondato dai centri abitati di Barge, Sanfront, Paesana, Rifreddo e Revello.
Vista così, sembra una montagna da passaggio — qualcosa che si guarda dal fondovalle mentre si punta al Monviso.Croce_di_Envie_sulla_Cima_Bracco

Eppure il Bracco ha più storie da raccontare di molte cime più alte e più famose.
Ce n’è una di cinquecento anni fa.
Ce n’è una di cinquemila.
E ce ne sono alcune che si leggono ancora oggi sui muri dei palazzi di Torino, senza sapere da dove venga quella pietra.

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Balma Boves: il villaggio costruito sotto una roccia

Alle pendici del Bracco, nel comune di Sanfront, si trova uno dei dettagli architettonici più originali di tutto il Cuneese.
La Balma Boves è un curioso complesso rurale costruito al riparo di uno strapiombo a quota 652 m. In questa località i ripari costituiscono quasi un villaggio, abitato fino agli anni Cinquanta.
Le abitazioni “Balma Boves” sono edifici costruiti sotto un grande masso — in dialetto piemontese “balma” o “barma” indica un riparo naturale sotto una roccia sporgente, che spesso veniva chiuso con muretti a secco.
Il termine “boves” potrebbe riferirsi agli animali che vi trovavano ricovero, oppure al cognome degli antichi abitanti.balma-boves-bracco-piemonte

Le case sono addossate direttamente alla parete rocciosa, che funge da quarta parete e da tetto parziale.
Chi le ha costruite non stava cercando un’estetica particolare — stava cercando riparo, economia di materiali e protezione dagli agenti atmosferici.
Il risultato è un luogo che sembra preistorico e medievale insieme, gestito oggi dai Musei di Torino e percorribile con una breve deviazione dal sentiero principale.
Il percorso da Sanfront alla Balma Boves è pianeggiante, adatto a tutti, raggiungibile in pochi minuti dall’inizio del sentiero: si parcheggia nei pressi del cimitero di Sanfront e si percorre il sentiero lastricato verso il complesso.

Le incisioni rupestri e il Convento della Trappa

Il Bracco non è una montagna soltanto geologica e architettonica. Ha anche uno strato più antico.
Sul massiccio sono presenti incisioni rupestri preistoriche — segni scolpiti nella roccia da popolazioni che abitavano questa area molto prima dei Romani e dei Celti.
Le incisioni sono distribuite su diverse aree del massiccio e fanno parte di un patrimonio rupestre che accomuna molte delle montagne delle Alpi Cuneesi.

convento-trappaA circa 950 metri di quota, tra i comuni di Envie e Barge, si trova il Convento della Trappa — conosciuto anche come Certosa di Mombracco, in riferimento alla precedente presenza di monaci certosini.
Questo convento fu edificato intorno al 1248 e ospitò comunità monastiche fino all’arrivo delle truppe rivoluzionarie francesi in Piemonte.
Oggi la struttura ospita una locanda — la Locanda della Trappa — che funge anche da punto di partenza per alcune delle ascensioni al Bracco.

I sentieri estivi: tre percorsi per tre livelli

Dal Rifugio Miravidi — uno dei punti di accesso più frequentati sul versante di Paesana — parte l’itinerario che ha ispirato il pezzo di Piemonte Parchi citato dall’utente.
Il sentiero entra quasi immediatamente nel bosco, come se la montagna volesse sottrarre il camminatore al mondo abitato per introdurlo in un altro ritmo. La progressione è costante: non ci sono lunghi falsopiani né tratti monotoni, ma una salita viva, scandita da tornanti regolari che guadagnano quota velocemente. Si alternano vecchie mulattiere selciate, testimonianza del passaggio umano di un tempo, tratti più stretti tra castagni e betulle, e improvvise aperture panoramiche che lasciano filtrare la pianura saluzzese, ampia e luminosa sotto il passo che sale.balma-boves-sentieri

Percorso base — Balma Boves e Rocca la Casna:
Partenza da Sanfront, visita alla Balma Boves, salita alla Rocca la Casna (860 m) con vista sulla Valle Po e il Monviso.
Difficoltà bassa-media, adatto a famiglie con bambini, circa 3-4 ore.
Percorso intermedio — Cima con il Bivacco Mulatero:
Sentiero di 8,7 km vicino a Sanfront, circa 4 ore di cammino, difficoltà impegnativa, con dislivello di 743 m. Porta al Rifugio Mulatero, una piccola baita di montagna senza equipaggio, sempre aperta e comoda per un pranzo al sacco in caso di maltempo.
Dalla cima, nelle giornate limpide, il panorama abbraccia il Monviso, la pianura cuneese fino a Torino e — verso sud — i primi rilievi dell’Appennino ligure.
Il Giro del Bracco — anello completo:
Il Giro del Bracco è un percorso escursionistico ad anello che contorna tutto il massiccio con uno sviluppo di più di 20 km.
Percorribile in una sola giornata per i camminatori più allenati, o in due giorni con pernottamento al Convento della Trappa o al Bivacco Mulatero.Monte_Bracco
L’altitudine varia tra i 600 e i 1.200 metri, con ambienti che cambiano continuamente: castagni nel fondovalle, boschi misti a mezza quota, rocce e panorami aperti in cima.

Sul versante rivolto verso la pianura sono tracciate vie di arrampicata anche molto impegnative — una possibilità aggiuntiva per chi vuole abbinare l’escursione a qualche via su roccia.

La Bargiolina: la pietra di Leonardo nei palazzi di Torino

Nel 1511, Leonardo da Vinci scrisse nei suoi codici — oggi conservati a Parigi — una nota su una pietra estratta in questa zona:
“Monbracco sopra Saluzzo sopra la certosa un miglio a piè di Monviso a una miniera di pietra faldata la quale è bianca come marmo di Carrara senza macule che è durezza del porfido.”
La pietra è la Bargiolina — il nome dialettale della quarzite estratta sul versante di Barge, la cui coltivazione risale ai primi insediamenti sul Monte Bracco, intorno al 1200.

bracco-escursioniL’uso della Bargiolina aumentò ulteriormente sotto Ludovico di Savoia, che vietò le coperture in legno e paglia nel centro abitato di Barge. Tra il XVII e il XVIII secolo, le cave del Monte Bracco lavorarono a pieno ritmo. La Bargiolina fu utilizzata da architetti di primo piano come Guarino Guarini, Filippo Juvarra, Gallo e Alfieri. Questo materiale impreziosisce ancora oggi edifici simbolo del Piemonte: dalle torri guariniane del Castello di Racconigi al salone del primo Parlamento subalpino in Palazzo Madama, dal Castello di Stupinigi alla Reggia di Venaria Reale.
Con quella pietra sono stati realizzati numerosi edifici storici del Piemonte, oltre a pavimentazioni, portali, scale e dettagli architettonici che ancora oggi attraversiamo senza sapere da quale montagna provengano. Così il Bracco, apparentemente immobile, continua a vivere disseminato nelle città e nei paesi della regione.
L’estrazione della quarzite è ancora attiva sul Bracco — mentre l’attività estrattiva per lo gneiss cessò nella seconda metà del Novecento, l’estrazione della quarzite è tuttora attiva.

Come arrivare

Il Monte Bracco è raggiungibile da sei comuni: Barge, Envie, Paesana, Revello, Rifreddo e Sanfront — tutti in provincia di Cuneo.
Da Cuneo: SS589 verso Saluzzo, poi direzione Paesana o Barge — circa 40 minuti.
Da Torino: autostrada A6 verso Cuneo o SS20 verso Saluzzo — circa 1h30.
Da Milano: autostrada A7 o A26 fino a Torino, poi come sopra — circa 2h30.
Il punto di partenza consigliato per i percorsi più accessibili è il parcheggio nei pressi del cimitero di Sanfront (per la Balma Boves) o il Rifugio Miravidi sul versante di Paesana.
Per il Giro del Bracco, il Convento della Trappa/Locanda (a Barge in frazione San Giacomo) è un buon punto di partenza con parcheggio.
Per chi vuole abbinare il Bracco con un’escursione al vicino Monviso — il Re di Pietra a 3.841 metri che si vede perfettamente dalla cima del Bracco — la guida alle escursioni in Valle Po e nella rete sentieristica cuneese offre un quadro più ampio del territorio.

Info pratiche

Dove: Monte Bracco (o Mombracco), tra la Valle Po, la Valle Infernotto e la pianura cuneese, provincia di Cuneo, Piemonte
Quota: 1.307 m s.l.m. (Croce di Envie)
Comuni di accesso: Barge, Envie, Paesana, Revello, Rifreddo, SanfrontCome arrivare: da Cuneo via SS589 per Saluzzo e poi Paesana o Barge, circa 40 min
Balma Boves: parcheggio al cimitero di Sanfront, sentiero pianeggiante, 10-15 minuti
Percorso intermedio da Sanfront: 8,7 km, 743 m D+, circa 4-5 ore, difficoltà impegnativa
Giro del Bracco: oltre 20 km ad anello, percorribile in 1 o 2 giorni
Convento della Trappa / Locanda: Barge, frazione San Giacomo — punto di partenza e ristoro
Bivacco Mulatero: sempre aperto, senza equipaggio
Arrampicata: falesie sul versante verso Envie, vie di tutti i livelli
Periodo: tutto l’anno — estate per le ascensioni; autunno per i castagni; inverno per l’esposizione favorevole dei sentieri bassi

Foto Di Francofranco56 – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12474006, Di F Ceragioli – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6755889, Di Francofranco56 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=65710946,Di Francofranco56 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=65711438, daniel Mollineris per Guidatorino.com, https://www.visitcuneese.it/

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