Col cane sulla neve: 7 cose a cui prestare attenzione

CANE SULLA NEVE CONSIGLI

Andare col cane sulla neve può essere un momento di gioia oppure di stress. Per entrambi. E la differenza dipende principalmente da quanto è abituato il cane alle condizioni invernali e come si organizza la gita sulla neve. I cani generalmente amano la neve, e una semplice e breve passeggiata non è di solito un problema. Ma se si pensa di passare più di qualche ora in montagna sulla neve con il cane allora le cose cambiano. Non tutte le razze di cani sono abituate al freddo e alla neve, molti cani casalinghi potrebbero non aver sviluppato tutte le caratteristiche necessarie ad affrontare l’inverno, quelli più vivaci potrebbero perdersi o mettersi in pericolo e taluni anche avere comportamenti – come mangiare la neve – che possono creare problemi non gravi ma sicuramente fastidiosi. Per questo, oltre a conoscere bene il proprio cane e magari chiedere consiglio al proprio veterinario di fiducia, prima di decidere di passare una giornata col cane sulla neve è bene tener conto di un po’ di cose.

Pubblicità

1. Il cane sulla neve soffre il freddo?
Dipende. I cosiddetti “cani da borsetta”, quelli di piccola taglia, magri e con poco pelo come Chihuahua, Pinscher Nano, Maltese Nano, Barboncini, Bolognese e affini sì, soffrono il freddo e potrebbero cominciare a manifestare disagio già a temperature sopportabili come +5°C. Quindi per questi cani sì, un cappottino può essere utile. Ma del resto non sono cani per lunghe escursioni nella neve e al massimo si limitano al giretto per i bisogni. Tutte le altre  razze non dovrebbero soffrire il freddo. Il condizionale è d’obbligo perché se l’animale è abituato da tempo a stare in casa e limitarsi alla passeggiata giornaliera potrebbe non aver sviluppato il surplus di pelo, sottopelo e massa corporea per affrontare l’inverno e quindi patire di conseguenza le temperature più rigide.

2. Quindi al cane sulla neve serve il cappottino?
Quindi per i cani da divano è necessario il cappottino sulla neve? Dipende. Se si esce per una passeggiata al passo e al guinzaglio e il cane non ha modo di correre, giocare e scaldarsi, allora può essere utile. Se si pensa di lasciar correre e giocare il cane no, avrebbe la conseguenza di fargli sentire persino troppo caldo.
In ogni caso il vero problema sono gli shock termici, per cui attenzione: se si arriva da un viaggio in auto con il riscaldamento acceso ed è sera tardi con la temperatura molto sotto lo zero, più di una breve passeggiata per i bisognini non sarebbe il caso di fare, rimandando al giorno dopo un vero giro in compagnia del peloso.

3. Servono le scarpette?
No, madre natura è sempre previdente e i polpastrelli dei cani sono fatti anche per camminare su neve e ghiaccio. Però questo non significa che non si debbano proteggere le zampe dei nostri cani, soprattutto se sono cani casalinghi, non più abituati alle basse temperature per molte ore, e che tendenzialmente camminano in casa, escluse le poche passeggiate cittadine per i bisogni.
Quindi a un cane “da divano” che si ritrova su neve e ghiaccio, con temperature di molti gradi sotto lo zero, andrebbero protette le zampe. Se si tratta di brevi passeggiate, per i bisogni giornalieri o per svolgere qualche commissione in paese, si possono anche usare le scarpette. Sapendo che a lungo sono un concentrato di umidità e normalmente fanno perdere sensibilità al cane.
Altrimenti il vero problema sono i grumi di neve che si creano sotto le zampe, con alcune spiacevoli conseguenze. La prima è congelare, in vere e proprie palline di ghiaccio, e sono sicuramente fastidiose. La seconda è che possono tagliuzzare la pelle e i polpastrelli, e anche questo è davvero fastidioso per il cane. Per accorgersene basta guardare quando il cane si ferma cercando di mordicchiare o leccare le zampe. Per evitare i grumi di neve bisogna accorciare il pelo delle zampe. Serve un attrezzo apposito ma se non si ha una buona manualità conviene farlo a un toelettatore.
E se i grumi si formano lo stesso? Basta toglierli con le dita, oppure prendere la zampa tra le mani e far sciogliere la neve con il calore. Semplice e indolore.
Se poi si ha in progetto una lunga escursione nella neve, per esempio una ciaspolata o un trekking invernale, può aver senso proteggere le zampe del cane con una di quelle creme speciali a base di vasellina o altri grassi, anche naturali, che si trovano in vendita. Sono creme idrorepellenti, evitano la formazione di grumi, proteggono dal freddo e dal ghiaccio (e anche dal sale sparso sulle strade) e per una giornata con le zampe nella neve sono la soluzione ideale. Costano poco più di una decina di euro, si applicano velocemente con le dita tra i polpastrelli e si è tranquilli per tutto il giorno.

4. Cosa fare alle zampe del cane dopo una giornata sulla neve?
Tendenzialmente nulla. Ma se il cane si lecca o mordicchia le zampe può essere utile lavargliele, con acqua a temperatura ambiente e senza sapone (che secca i polpastrelli). Se poi dovesse avere delle ragadi o dei taglietti una crema alla calendula può lenire il fastidio (ma se ci sono vere e proprie ferite allora servono il veterinario e spesso gli antibiotici).

5. Il cane sulla neve sempre al guinzaglio?
Sì, per senso di responsabilità come dicono i veterinari e perché lo dice la legge (seppur decisamente intricata come spighiamo qui). Detto ciò c’è un sacco di gente che lascia il cane libero in montagna, anche sulla neve, anche facendo scialpinismo o escursioni con le ciaspole. E qui dipende davvero da cane a cane. Cioè se sono cani che non si allontanano e obbediscono ai richiami oppure cani che si avventurano anche allontanandosi dal proprietario. Perché un cane cittadino potrebbe non avere né l’istinto né la sensibilità di capire dove la neve è cedevole e potrebbe scivolare nel vuoto, dove ci sono ostacoli mascherati dalla neve, dove ci sono lastre di ghiaccio (e a rischio ci sono le ginocchia dei nostri amici cani). Inoltre nella neve alta un cane non abituato a quell’ambiente potrebbe perdere la traccia e non ritrovare più il proprietario.
Quindi nel dubbio meglio tenerli al guinzaglio, eventualmente lasciarli giocare solo in zone pianeggianti e con neve soffice senza tratti ghiacciati, e se si vuole stare tranquilli fino in fondo dotarsi anche di un GPS da collare (sapendo però che in montagna il segnale GPS non è sempre stabile o disponibile)

6. Se il cane mangia la neve?
Potrebbe essere un problema. Non che glielo si debba impedire: la curiosità dei cani rispetto alla neve è tanta, e mangiarla è un modo per conoscerla. E poi è morbida e fresca, e questo è piacevole (come per i bambini del resto). Il problema è se ne ingeriscono troppa, perché non riescono a smettere o sono voraci di indole. E molta neve ingerita potrebbe provocare problemi intestinali, dalla congestione all’irritazione e fino alle gastroenteriti. Se dopo una giornata sulla neve il cane vomita e/o ha diarrea è molto probabile dipenda dall’ingestione di troppa neve. Se passa subito si tira un sospiro di sollievo: basta tenerlo a digiuno per un pasto, magari una borsa dell’acqua calda sulla pancia mentre riposa, e il giorno dopo è di nuovo vispo. Altrimenti se si lamenta, ci sono tracce di sangue, non beve e non mangia, non si muove è il caso di chiamare il veterinario.

7. Il sole sulla neve è pericoloso per il cane?
Sì, esattamente come lo è per noi. E se noi ci proteggiamo pelle, mucose e occhi, la stessa cosa si può e si deve fare per il cane, soprattutto sulle zone non coperte dal pelo come il tartufo: esistono specifici balsami naturali per queste zone delicate e funzionano.

Credits photo: it.depositphotos.com

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità