Yoga e arrampicata, un binomio perfetto: ecco i consigli dell’esperta

Quando e quanto spesso sarebbe ideale praticare lo yoga, se si vuole affrontare una scalata impegnativa?
Senza dubbio sarebbe ideale praticarlo tutti giorni, anche per poco tempo. Come sappiamo, infatti, i risultati si ottengono solo con un esercizio, anche moderato, ma costante.
Se si ha intenzione di affrontare una scalata impegnativa, io consiglio di prepararsi seriamente un paio di giorni prima. Il primo giorno di training lo si dedica alla forza fisica e mentale; una pratica dinamica con core work, asana per l’equilibrio e stabilizzazione del centro sono perfette per trovare la centratura e la stabilità giuste. Il secondo si prosegue con esercizi che aprono il busto e le anche e con posizioni che allungano le fasce muscolari.
Il giorno della scalata, infine, bisogna concentrarsi su esercizi di Pranayama (respiro), scorrimento del Prana (l’energia vitale) e visualizzazione. Per farlo è molto importante sedersi comodi, chiudere gli occhi, respirare profondamente e focalizzarsi sull’obiettivo e la scalata che si affronterà.
Credits: Marion Inderst

Chi fa yoga, lo fa meglio. Stiamo parlando dell’arrampicata, la disciplina dove concentrazione e forza sono due componenti indispensabili che necessitano allenamento costante. Marion Inderst, oltre ad essere una climber, è un’insegnante certificata di Prana Flow Yoga, un ramo dello yoga in cui si pone un accento particolare sulla continuità tra respiro e movimento.

“Durante le mie prime esperienze in parete mi sono subito resa conto dei vantaggi che mi conferiva la mia pratica yoga”, ci ha spiegato Marion; “Ma soprattutto mentre arrampicavo avevo l’impressione di fare yoga in verticale! Da quel momento ho capito perché tanti giovani arrampicatori trovano beneficio dalle mie lezioni di yoga”.

Scorri la gallery per scoprire i consigli di Marion (e tentare di eseguire almeno una delle posizioni nelle foto).

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