Portano il nome del fiume, ma chi arriva aspettandosi acque scure resta subito spiazzato. Il Nera, affluente del Tevere nella provincia di Terni, in Umbria. scorre qui in un azzurro intenso che vira allo smeraldo secondo l’ora del giorno e della luce che filtra tra le pareti di calcare. Un paradosso cromatico che ha ispirato anche il verso inciso all’ingresso del parco: “Nera è il nome del fiume, ma blu sono le sue acque.”
Il canyon si apre appena sotto il centro storico di Narni, città medievale arroccata su uno sperone roccioso a 240 metri di quota. Da qui il fiume scava tra il Monte Maggiore e il Monte di Santa Rosa, formando uno dei paesaggi naturalistici più inattesi dell’Italia centrale. Ecco tutto ciò che c’è da sapere sulle magnifiche Gole del Nera.
Il fiume che mente sul proprio nome
Il percorso parte dall’antico Ponte d’Augusto, struttura romana del I secolo a.C. che scavalcava il Nera con quattro arcate originarie di cui oggi, però, ne resta una sola (ma comunque sufficiente a far capire la scala dell’ingegneria imperiale che abitò questo angolo di Umbria). Poco più avanti si incontra l’Abbazia di San Cassiano, costruzione medievale che domina dall’alto il tracciato, con le sue pietre color miele che contrastano con il verde selvatico della vegetazione che preme da ogni lato.
Il contesto geografico è quello di un canyon vero, anche se meno verticale dei suoi cugini europei più celebri. Da queste parti, infatti, la scala è più raccolta, ma proprio per questo il rapporto con l’acqua diventa immediato. Il Nera scorre a pochi metri dal sentiero, e il rumore delle correnti accompagna ogni passo lungo tutto il tragitto.
Sei chilometri su rotaie dimenticate
La via principale di accesso alle gole è una ciclopedonale di circa 6 chilometri ricavata dal sedime della vecchia ferrovia Orte-Ancona, dismessa e trasformata in percorso pubblico. Il tracciato è prevalentemente pianeggiante e attraversa gallerie scavate nella roccia (alcune lunghe abbastanza da richiedere una torcia) snodandosi lontano da qualsiasi traffico motorizzato.
È adatto a famiglie con bambini, runner, ciclisti e a chiunque voglia percorrere distanze medie senza impegno tecnico particolare. Si parte dal borgo di Narni, si attraversa la frazione di Recentino con le sue sorgenti storiche, e si arriva al borgo di Stifone, poco più di un pugno di case dove ha sede il Centro Visite Giuseppe Fortunati, gestito dalla Cooperativa Parco Gole del Nera.
La cooperativa è nata dall’impegno diretto degli abitanti, una gestione partecipata che trasforma la visita in qualcosa di più di un semplice accesso a un posto naturale. Il percorso prosegue poi fino alla Sorgente della Morica e alle Mole di Narni, l’antico mulino ad acqua che dà il nome all’ultima tappa dell’itinerario. Sappiate una cosa, però: lungo il tragitto si incontrano scorci che rendono difficile scegliere se fermarsi a guardare o continuare ad avanzare,
Stifone e la piscina che cambia colore
Stifone è il cuore pulsante dell’intera area. Qui le acque formano piscine naturali di profondità variabile, con fondali visibili a occhio nudo grazie alla trasparenza eccezionale del fiume. Il colore cambia nell’arco di poche ore: turchese all’alba, blu zaffiro a mezzogiorno, verde smeraldo nel pomeriggio quando la luce radente attraversa la vegetazione sulle rive.
D’estate la zona è frequentatissima, tanto che l’accesso viene contingentato in due turni giornalieri (mattina e pomeriggio) con prenotazione necessaria e obbligo di convalida al varco entro i primi 10 minuti dall’inizio del turno. Chi arriva in ritardo perde il posto: meglio tenerlo a mente. Fuori dalla stagione calda l’ingresso è libero e le gole si rivelano in una versione più silenziosa, con la nebbia bassa che risale dal fiume nelle mattine d’autunno.
Info pratiche
In auto da Narni centro si scende verso il Nera seguendo le indicazioni per Stifone e c’è un parcheggio disponibile nei pressi del parco. In treno si fa riferimento alla stazione di Narni-Amelia, poi 3 km circa verso il fondovalle. Il Centro Visite è aperto tutti i giorni e in estate l’accesso contingentato si divide in 2 turni: 10:00–13:45 / 14:00–17:45.
L’accesso è a pagamento in estate nella zona di Stifone; gratuito fuori stagione e sul percorso ciclopedonale. È consigliato portare una torcia anche durante la bella stagione, perché le gallerie della vecchia ferrovia sono buie e la luce del telefono non basta per godersi l’attraversamento senza inciampare.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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