Il Cammino di Dante: trekking tra Firenze e Ravenna sulle tracce del Poeta

Cammino di Dante trekking tra Firenze e Ravenna

Il Cammino di Dante è un vero e proprio trekking da Firenze a Ravenna che scavalla l’Appennino e idealmente ripercorre i sentieri lungo i quali passò il Poeta nel corso del suo esilio durante il quale scrisse la Divina Commedia. Il Cammino di Dante è un invenzione recente, e non c’è certezza storica che Dante abbia percorso esattamente quelle strade nel suo tragitto tra Firenze e Ravenna. Tuttavia le Foreste Casentinesi, i castelli dei Conti Guidi e le colline della Romagna sono le zone in cui Dante visse negli ultimi anni della sua vita e in cui scrisse il Poema, con tanti luoghi citati tra le terzine e ancora oggi riconoscibili.

Cammino di Dante: quanto è lungo il trekking da Firenze a Ravenna

Il Cammino di Dante è sostanzialmente un anello, con partenza e/o arrivo presso il Museo Casa di Dante a Firenze e la Tomba di Dante a Ravenna. Volendolo percorrere tutto si tratta di circa 380 km per complessive 20 tappe suddivise tra le due varianti che da Firenze e Ravenna si indirizzano l’una verso la Valle del Lamone (più o meno seguendo per sentieri il percorso della 100 km del Passatore) l’altro la Valle del Montone. Entrambe le varianti peraltro incrociano in diversi punti l’Alta Via Dei Parchi, il moderno tracciato della Grande Traversata Appenninica, e curiosamente la variante che passa per la Valle del Lamone coincide per molti tratti con il Sentiero Garibaldi, il percorso fatto dal patriota risorgimentale durante la cosiddetta Trafila quando, nell’agosto del 1849, in fuga dagli Austriaci e non potendo raggiungere Venezia, Garibaldi risale gli Appennini verso il Granducato di Toscana e poi la Liguria e la salvezza.

Cammino di Dante: le tappe tra Firenze e Ravenna

Volendo ripercorrere il Cammino di Dante come lo fece il Poeta si parte inevitabilmente da Firenze e si procede in senso antiorario, seguendo il segnavia tondo rosso con l’effigie in bianco del Poeta. Da Firenze si sale a San Miniato al Monte, citato anche nel Purgatorio (Come a man destra per salir al monte / dove siede la chiesa che soggioga la ben guidata sopra Rubaconte / si rompe del montar l’ardita foga per le scalee che si fero ad etade / ch’era sicuro e’l quaderno e la doga) e si prosegue per San Piero a Sieve, Scarperia e la vicina Sant’Agata, nel cui castello della famiglia Ubaldini probabilmente Dante soggiornò nel 1302. Da qui si scende dal passo della Colla in direzione di San Benedetto in Alpe e della cascata dell’Acquacheta (Come quel fiume c’ha proprio cammino / prima dal Monte Viso ‘nver’ levante, / da la sinistra costa d’Apennino, / che si chiama Acquacheta suso, avante / che si divalli giù nel basso letto, / e a Forlì di quel nome è vacante, / rimbomba là sovra San Benedetto / de l’Alpe per cadere ad una scesa / ove dovea per mille esser recetto; / così, giù d’una ripa discoscesa, / trovammo risonar quell’acqua tinta, / sì che ‘n poc’ora avria l’orecchia offesa) per raggiungere poi Marradi, patria del marron buono.

Qui termina la provincia di Firenze e la Toscana e si entra in quella di Ravenna e in Romagna passando per Brisighella, con la sua interessante escursione lungo la Vena del Gesso, fino ad approdare a Faenza e alla pianura da dove raggiungere Ravenna. Il ritorno a Firenze si può fare con il cosiddetto Treno di Dante, o linea Faentina, una ferrovia transappenninica in funzione dal 1893, oppure seguire la variante del Cammino di Dante nella Valle del Montone. L’altra parte dell’anello risale da Forlì attraverso Dovadola, Portico di Romagna e Premilcuore per poi giungere al Passo della Calla e al Rifugio Forlì, punto di accesso alle Foreste Casentinesi e alla riserva di Sasso Fratino, una delle aree wild più antiche e affascinanti d’Italia.

Come organizzarsi per fare il Cammino di Dante

Il Cammino di Dante, almeno nel suo tratto Appenninico, attraversa zone scarsamente abitate e dall’enorme fascino naturalistico. Faggete e castagneti la fanno da padroni insieme a una fauna selvatica ancora presente, dai cinghiali ai caprioli e fino al lupo, recentemente avvistato proprio nelle Foreste Casentinesi in compagnia di una volpe. Lungo il cammino non mancano bivacchi e capanni, se si vuole fare tutto in autonomia, e anche qualche rifugio che, insieme a B&B e agriturismi, rappresentano una interessante forma di ricettività diffusa. Tuttavia in estate è bene prenotare per tempo e sincerarsi che le strutture siano aperte per non correre il rischio di ritrovarsi in zone isolate e remote senza la possibilità di pernottare. Una buona soluzione può essere quella di contattare direttamente gli organizzatori del Cammino a questo link.

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