Come pulire la mountain bike dal fango

Come pulire la mountain bike dal fango

Per pulire la mountain bike dal fango in molti usano le idropulitrici ad alta pressione che si trovano presso gli autolavaggi. A dire il vero le idropulitrici si trovano spesso anche nei bike hotel con servizi specifici per i ciclisti e gli appassionati di MTB ma, per quanto comodo, non è una buona soluzione. L’acqua da alta pressione è nemica di cuscinetti, guarnizioni e boccole e, lavaggio dopo lavaggio, potrebbe deteriorarli. D’altro canto anche fango e morchia deteriorano guarnizioni, O-ring, boccole e cuscinetti, oltre che il telaio, e quindi, volenti o nolenti, pulire la mountain bike dal fango è un’operazione da fare e alla quale dedicare il giusto tempo e la giusta attenzione.

Cosa serve per pulire la mountain bike dal fango

Detto che è meglio evitare l’idropulitrici, per pulire la mountain bike dal fango serve sicuramente:

  • una canna dell’acqua a pressione normale, in assenza della quale si può usare uno spruzzatore da giardino (si trovano nei negozi da giardinaggio e costano poche decine di euro) e/o un secchio d’acqua (che però si sporcherà rapidamente);
  • detergenti specifici per la pulizia della MTB (compresi quelli per la pulizia della catena, come spiegato qui);
  • una spazzola a setole dure (per ruote e cerchi) e una a setole morbide (per telaio e tutto il resto);
  • una spugna morbida
  • portabici o cavalletto
  • telo in plastica rinforzata (per quando serve capovolgere la bici appoggiando manubrio e sellino, in assenza di portabici)
  • panno in microfibra per l’asciugatura

Come pulire la mountain bike dal fango

Per pulire la mountain bike dal fango come prima cosa bisogna posizionare la bici in modo che ci si possa lavorare attorno: la cosa più economica che si può usare è un portabici da terra in metallo, che sono venduti anche singolarmente e permette di sollevare il carro posteriore per pulire la catena e la trasmissione; se si vogliono spendere dei soldi si può comprare un cavalletto da officina (ottimo anche per i lavori di manutenzione meccanica) o da esposizione; la soluzione più basica è quella di appoggiare la bici a una parete, ma il rischio che cada è alto, non si può girargli intorno e si finisce a sfregare manopole e sellino.

Si può cominciare il lavaggio bagnando con l’acqua tutta la bici e spruzzandole addosso del detergente specifico per biciclette, tuttavia per lavare la MTB da fango e polvere è bene cominciare dalla catena e dalla trasmissione, cioè corone e pignoni, oltre che pedali, deragliatori e pulegge (qui la spiegazione del perché cade la catena e qui pro e contro dei modelli con 1 o 2 corone). Qui tra fango, polvere e olio si forma la cosiddetta morchia, che necessita di un prodotto specifico: detergenti domestici o, come fanno molti, petrolio bianco o altri solventi del genere, finiscono per deteriorare O-ring, guarnizioni e finitura dei componenti. Per pulire catena, corone e pignoni poi si procede come spiegato nel dettaglio qui: meglio farlo indossando dei guanti di lattice e raccogliendo lo sporco misto a olio lubrificante in una bacinella per non inquinare l’ambiente.

Lavare il telaio della MTB da fango e polvere

Una volta pulita bene la trasmissione si può passare a lavare il telaio della MTB da fango e polvere. Come prima cosa si fa un bel risciacquo di catena, pedali, corona e pignoni, e poi si procede con un risciacquo generale di tutte le altre parti della bicicletta. A questo punto si spruzza nuovamente il solvente su tutte le parti, dal telaio ai freni, e poi si riempie un secchio d’acqua e sapone, meglio se specifico (ma può andar bene anche un sapone per i piatti): con un pennello a setole medie e con una spugna morbida non abrasiva si passa ogni minima parte della bici, in particolare laddove lo sporco si può depositare e fatica a uscire come intorno ai comandi di freni e cambi sul manubrio (qui la spiegazione di quanto deve essere largo e come regolarlo), sui pedali (qui le differenze tra SPD a sgancio rapido, flat e ibridi), sui forcellini anteriori e posteriori, intorno al movimento centrale, sui mozzi, nel sottosella (qui i consigli per regolarla alla giusta altezza) e così via. È anche bene pulire con una spazzola a setole dure gli pneumatici, rimuovendo ogni tipo di detrito: è anche l’occasione per farne un’ispezione accurata.

Ora che la bici è stata completamente insaponata e passata con spugna, pennello e spazzola, si passa al risciacquo, sempre con la canna dell’acqua a pressione normale del rubinetto e possibilmente con un getto aperto e non diretto, per non imprimere troppa pressione sulle parti più delicate.

Asciugare la mountain bike dopo il lavaggio

È buona cosa, dopo il lavaggio, procedere anche ad asciugare la mountain bike. Se si ha un compressore lo si può fare con un getto d’aria, stando attenti a non spingere l’acqua nel tubo sella, o all’interno delle guarnizioni. Comunque è meglio usare il panno in microfibra, da passare delicatamente su tutte le parti bagnate. Dopo l’asciugatura è necessario procedere alla lubrificazione di catena e trasmissione, pena l’insorgere della ruggine, come abbiamo spiegato nell’articolo specifico.

Come pulire la MTB all’autolavaggio con l’idropulitrice

Se proprio è necessario lavare la mountain bike all’autolavaggio, occorrono alcune precauzioni per usare l’idropulitrice. La prima è di rimanere a debita distanza, con l’idropulitrice ad almeno 2 metri dalla bicicletta. La seconda è di non dirigere il getto contro le parti più sensibili, come deragliatori, pulegge, leve di freni e cambio, guarnizioni, e ogni altro componente potenzialmente delicato.

Photo credits: CC by ANDERSON KEMPER from Pexels

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