Monopattino elettrico senza patente: scattano le multe (anche 5mila euro)

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Multa per utilizzo di un monopattino elettrico senza patente: un caso sempre più comune in diverse città italiane. L’ultima notizia simile è giunta da Brescia, dove un uomo dovrà pagare 5mila euro per aver circolato su un monopattino elettrico senza documento di guida. Il motivo di queste situazioni spiacevoli risiede anche nella confusione creata dal vuoto legislativo nella normativa sulla micromobilità: non più una semplice moda, ma un fenomeno consolidato che necessita di leggi ad hoc. Anche perché le sperimentazioni previste dal Decreto sulla Micromobilità non stanno riscontrando il successo sperato.

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Le multe a chi va in monopattino: i casi di Brescia, Modena e Treviglio

Un 40enne di Brescia, per aver guidato un monopattino elettrico senza patente, dovrà pagare una maxi multa di 5mila euro. Quando questi mezzi di trasporto possono potenzialmente superare i 16 chilometri orari, infatti, vengono considerati a tutti gli effetti dei motocicli per i quali servono la patente di guida e l’assicurazione. Si tratta, come riporta il sito di Repubblica, del quarto monopattino elettrico ritirato a Brescia per la medesima motivazione. Ad agosto si è verificato un altro caso simile a Modena, dove un 30enne è stato multato (5110 euro) per l’utilizzo di uno di questi monopattini senza patente, oltretutto dopo una prima segnalazione ricevuta qualche settimana prima. Le sanzioni pecuniarie, inoltre, vengono applicate anche nei confronti di chi circola con questi mezzi privi di assicurazione, come è successo a Treviglio nella seconda settimana di settembre (quasi 900 euro di multa).

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Cosa dice il codice della strada

A livello regolamentare, attorno alla micromobilità aleggia un velo di mistero e confusione. La normativa non è chiara e si presta a interpretazioni, perciò è difficile per i cittadini avere un quadro chiaro di cosa si può o non si può fare a bordo di monopattini elettrici, hoverboard e segway. Il codice della strada, infatti, non prevede la circolazione di questi nuovi mezzi di trasporto urbani. Teoricamente rientrerebbero nella definizione di acceleratori di andatura dell’articolo 190 del codice della strada, il quale afferma che la circolazione per mezzo di tavole, pattini o acceleratori di andatura (le minimoto, ad esempio) è vietata sulle carreggiate. In pratica, però, monopattini elettrici e simili possono raggiungere velocità decisamente più elevate rispetto agli acceleratori di andatura regolati nel codice della strada (approvato ormai 27 anni fa). C’è bisogno, quindi, di una norma ad hoc.

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Il Decreto sulla Micromobilità

A colmare in parte questo vuoto legislativo è stato il Decreto sulla Micromobilità pubblicato a luglio sulla Gazzetta Ufficiale. Tale norma ha permesso ai comuni di attuare una sperimentazione di monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel. Soffermandoci sui monopattini elettrici, il decreto ha imposto una serie di regole come il divieto di superare i 6 km/h nelle aree pedonali, il divieto di superare i 20 km/h sulle piste ciclabili (e nelle zone 30) e l’obbligo di avere un regolatore di velocità; questi mezzi di trasporto, inoltre, possono essere utilizzati solo da maggiorenni o minorenni provvisti di patentino per lo scooter.

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Lo scarso successo delle sperimentazioni

Le norme del Decreto sulla Mobilità sono valide solo nei (pochissimi) comuni dove è stata avviata la sperimentazione, ossia Milano, Torino, Verona, Casalpusterlengo, Cattolica, Pesaro e Rimini. La realtà è che la sperimentazione non sta avendo successo perché comporta costi insostenibili per diversi comuni, soprattutto i più piccoli, che dovrebbero apportare delle modifiche importanti alla segnaletica stradale e avviare una campagna di informazione nella propria area di competenza. Va specificato, inoltre, che la durata minima della sperimentazione è di 12 mesi, mentre la durata massima è di 24 mesi: prima di vedere qualcosa di definitivo dovrà passare ancora del tempo. E nelle città dove non è stato applicato il decreto, nel frattempo, vale (e continuerà a valere) quanto previsto dal codice della strada.

 

 

 

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