Vaccino Astrazeneca sospeso, Pregliasco: “non basterà il primo giro di vaccinazioni”

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Mentre il vaccino Astrazeneca viene sospeso in 14 paesi europei, Roche avvia test per le varianti, e Pregliasco spiega che non basterà il primo giro di vaccinazioni.
Il vaccino prodotto da Astrazeneca viene sospeso in Europa in via precauzionale a causa delle reazioni avverse sospette che hanno forse provocato dei decessi, arriva una buona notizia da un’altra azienda farmaceutica: Roche ha dato il via a test per rilevare e monitorare le varianti, in modo da aiutare la ricerca a sviluppare vaccini in grado di contrastare meglio il coronavirus.
Il 18 marzio l’Ema prenderà una decisione sull’utilizzo del vaccino Astrazeneca in Europa, nel frattempo è sempre più evidente che la vaccinazione contro il coronavirus non si risolve con la prima inoculazione, proprio a causa delle varianti. Il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi, ha lasciato un commento al Fatto Quotidiano sull’andamento della pandemia: “Non basterà questo primo giro di vaccinazioni, credo e temo che questo virus rimarrà in modo meno presente ancora a lungo e che quindi servirà un richiamo con vaccini aggiornati contro le varianti”.

Vaccino Astrazeneca sospeso, ma Roche avvia test per rilevare e monitorare le varianti

Roche, l’azienda farmaceutica svizzera pioniera nei test del coronavirus fin dalla sua prima comparsa in Cina, ha annunciato l’avvio di un nuovo test per trovare varianti di coronavirus che si temono siano più dannose o che potrebbero minare i vaccini (qui spieghiamo quali sono e che differenza c’è fra uno e l’altro).
Si tratta di un test di laboratorio, spiega una nota di Roche, che può essere eseguito sulle sue macchine Cobas 6800/8800 già ampiamente utilizzate nei laboratori di ricerca e negli ospedali. UN sistema progettato per rilevare le mutazioni sul virus e monitorare la loro prevalenza e il potenziale impatto su infezioni, vaccini e terapie anti Covid-19.
Lo scopo è avere strumenti per affrontare la comparsa di varianti come quelle provenienti da Regno Unito, Brasile e Sud Africa, che si rivelano più trasmissibili e forse più pericolose.
[Foto di Katja Fuhlert da Pixabay]

 

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