Piemonte in zona arancione, le nuove regole per sport e attività motoria

Piemonte in zona arancione, cosa cambia per sport e attività motoria

Il Piemonte in zona arancione potrebbe entrarci già oggi, quando sarà diffuso il report settimanale del Ministero della Salute sui dati della pandemia. I numeri fanno ben sperare il presidente Alberto Cirio e i cittadini piemontesi. In particolare l’indice Rt della velocità di contagio è sceso sotto l’1 dal 2,16 di inizio novembre, quando il Piemonte entrò in zona rossa insieme ad altre regioni.
Il presidente Cirio predica prudenza, e se anche oggi ci fosse l’ufficialità del Piemonte in zona arancione non è detto che ci sarebbe un allentamento già per il weekend. Ma in molti ipotizzano prima dell’entrata in vigore del prossimo DPCM, prevista per il 4 dicembre. Il Piemonte in zona arancione potrebbe finalmente vedere allentate già dal 2 dicembre alcune delle misure di contenimento del contagio, comprese quelle che riguardano sport e attività motoria. Insieme al Piemonte potrebbe diventare arancione anche la Lombardia (ne parliamo qui) mentre per Calabria, Valle d’Aosta e provincia di Bolzano i numeri lasciano supporre una proroga della permanenza in zona rossa. Zona rossa nella quale potrebbero invece entrare Basilicata e Puglia (dove il presidente Michele Emiliano ha chiesto di istituire una sub zona rossa a BAT e Foggia).
Passare in zona arancione per il Piemonte significherebbe quindi vedere allentate alcune delle misure prese in funzione del contenimento del contagio da Coronavirus: non si può uscire dal proprio comune di residenza o domicilio (permane il divieto di “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”) ma c’è più libertà nell’uscire di casa, anche per l’attività motoria, e fino alle ore 22 (anche se in vista del Natale il prossimo DPCM potrebbe estendere l’orario fino alle 23). Bar e ristoranti restano chiusi se non per l’asporto e le consegne a domicilio. Permane l’incertezza sulla riapertura delle scuole. Poi ci sono tutti i cambiamenti relativi allo sport per quanto riguarda il Piemonte che diventa arancione.

Piemonte in zona arancione: le uove regole su sport e attività motoria

In zona arancione si possono svolgere le attività sportive di base e quelle motorie anche nei centri sportivi e nei circoli all’aperto, a esclusione ovviamente degli sport cosiddetti “di contatto” che permangono vietati su tutto il territorio nazionale, anche nelle regioni gialle (unica eccezione gli sport di interesse nazionale, e il rientro del Piemonte in zona arancione potrebbe indurre molti sindaci a riaprire le palestre per gli allenamenti delle squadre sportive).
Piemonte in zona arancione però non significa riapertura di centri fitness e piscine: questi, insieme ai centri benessere e termali e alle palestre rimangono chiusi, a meno che non rientrino nei “livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche”.
Il maggior cambiamento per il Piemonte riguarda l’attività motoria, cioè sostanzialmente le passeggiate, che interessano tantissime persone: pur rimanendo all’interno del proprio comune, in zona arancione non c’è più il vincolo di rimanere nei pressi della propria abitazione come in zona rossa. Per l’attività motoria vige l’obbligo di indossare la mascherina e mantenere il distanziamento interpersonale ma almeno per i grandi centri cittadini c’è ora la possibilità di allontanarsi da casa e cercare una zona verde o naturalistica in cui fare attività motoria. A maggior ragione perché per il Piemonte in zona arancione decade il vincolo di camminare da soli e si può passeggiare in compagnia di amici e parenti (sempre indossando la mascherina).
Infine corsa e ciclismo per il Piemonte in zona arancione: da questo punto di vista non cambia nulla rispetto alla zona rossa. È consentito correre e fare ciclismo, purché rimanendo all’interno dei confini del proprio comune. Non è richiesto di indossare la mascherina (ma occorre averla con sé qualora si presentassero situazioni di affollamento) e non serve avere con sé alcuna autodichiarazione.

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