Carne rossa, sì o no? Un nuovo studio sostiene che non fa male alla salute

 

Ma Carne rossa sì o carne rossa no? Proprio ieri abbiamo parlato di uno studio riguardante l’impatto negativo degli acidi grassi saturi di questi alimenti sul livello di colesterolo cattivo nel sangue. Nella giornata di oggi, però, è stata pubblicata un’altra ricerca che ha sostanzialmente affermato il contrario, ossia che non c’è bisogno di diminuire la quantità di carni rosse o carni lavorate all’interno delle nostre diete. La scienza, su questo argomento, si è spesso aggrovigliata su se stessa a causa di risultati tra essi contrastanti. E in attesa di conferme o smentite, il “segreto” è sempre lo stesso: la moderazione.

 

Carne rossa e colesterolo

Lo studio in questione è stato condotto da un team della McMaster University, in Ontario. Per arrivare alle loro conclusioni, gli esperti hanno eseguito quattro revisioni sistematiche di dodici studi passati che hanno coinvolto un totale di circa 54mila persone. Tutte queste ricerche erano basate sull’impatto delle carni rosse e delle carni lavorate (come gli insaccati) sulla nostra salute cardiaca (e qui entra in gioco il colesterolo), sul metabolismo e sulle possibilità di contrarre una forma di cancro.

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La carne rossa fa male alla salute?

Dai risultati non sono emerse delle incidenze negative delle carni rosse e degli insaccati sul diabete e sul cancro, tantomeno sul rischio di contrarre altre patologie di natura cardiaca: “Non si tratta di un altro semplice studio sulla carne rossa, ma di una serie di revisioni sistematiche di altissima qualità che hanno portato a risultati che riteniamo trasparenti, affidabili e robusti. Finora, questa è la più importante revisione sistematica degli studi sulla carne rossa”, ha detto Bradley Johnston, uno degli autori dello studio.

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La distinzione tra carni rosse e carni lavorate

Da questo studio è emerso che non c’è bisogno di ridurre il consumo di carne rossa per stare meglio in termini di salute (poi ci sarebbe il discorso dell’impatto ambientale che meriterebbe un’analisi a parte). L’importante, insomma, è mangiarla con moderazione e limitarsi a una o due porzioni alla settimana. Superate queste dosi, per assumere un adeguato quantitativo di proteine, meglio virare sulla carne bianca, il pesce o i legumi. Inoltre bisogna anche fare una doverosa distinzione tra la classica carne rossa (le bistecche di manzo, ad esempio) e le carni lavorate (salumi, wurstel, salsicce), che contengono sale a non finire e numerosi scarti animali. Queste ultime, non a caso, sono state caldamente sconsigliate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui un consumo eccessivo di alimenti del genere può aumentare le possibilità di contrarre il tumore colorettale e allo stomaco.

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Foto di copertina: Foto: tomwieden / Pixabay

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