Allergie ai pollini e sport all’aperto: quando, dove e come fare attività fisica

Allergie ai pollini e sport all’aperto non vanno d’accordo, ma questo non significa che si debba rinunciare alle attività outdoor durante la stagione migliore per praticarle. «A un paziente allergico fare sport, anche nella natura, non è assolutamente precluso», conferma il dottor Massimo Arquati, specialista in allergologia al Columbus Clinic Center di Milano. «Ovviamente vanno prese determinate precauzioni, specie nei soggetti in cui l’allergia può scatenare attacchi d’asma, ma in termini assoluti va sempre considerato che se la terapia di prevenzione farmacologica è corretta, il soggetto può condurre una vita quasi del tutto normale, anche dal punto di vista sportivo». Con la consulenza dell’esperto, vediamo allora come riuscire a gestire i sintomi dell’allergia (a partire da starnuti e occhi che prudono, cioè da riniti e congiuntiviti) e continuare ad allenarsi e divertirsi all’aperto anche in primavera-estate.

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Quando fare sport per limitare l’allergia

● «Il primo mattino e la sera tardi (in prossimità del tramonto) sono i momenti della giornata in cui la pollinazione è più bassa, quindi anche quelli in cui è preferibile uscire a correre o comunque a fare attività fisica», suggerisce il dottor Arquati. Da evitare invece le ore più calde, perché sono quelle in cui le piante rilasciano la maggiore quantità di polline, la cui dispersione nell’aria è favorita proprio anche dal calore.

● Come intuibile, le giornate ventose sono da evitare se si è allergici. Al contrario, dopo un temporale o qualche ora di pioggia le condizioni sono perfette, perché l’acqua ha “pulito” l’aria dal polline portandolo a terra.

● Per capire se è la giornata giusta per allenarsi e riuscire anche a individuare l’ora migliore, un grande aiuto viene poi dato dai “bollettini del polline” proposti quotidianamente da diversi siti web.

Dove fare sport per limitare l’allergia

● «Se si fa sport in città, la prima indicazione è quella di evitare le aree industriali e quelle con traffico ad alta percorrenza, perché gli inquinanti e l’ozono sono tutti fattori che possono peggiorare la sintomatologia», avverte lo specialista.

● Se si vive o ci si trova in aree verdi, in generale è meglio fare sport scegliendo un percorso in mezzo al bosco, dove è inferiore la presenza di graminacee, le piante maggiormente responsabili di allergie.

● Correre o fare attività fisica in riva al mare è un’ottima soluzione, perché la brezza soffia verso l’interno spingendo in là il polline.

La condizione migliore per uno sportivo allergico è però quella assicurata dalle località montane che si trovano oltre i 1.200 metri: «Sopra questa quota non ci sono infatti piante che possono scatenare una cattiva reazione del nostro sistema immunitario», conferma il dottor Arquati.

Come fare sport per limitare l’allergia

● Per contenere i sintomi è fondamentale nel periodo “a rischio” fare esercizio fisico a intensità moderata. «Dal momento che l’apparato respiratorio è già messo in crisi dalla presenza di polline, è importantissimo modulare lo sforzo in base alla propria condizione di forma e cercando comunque di mantenersi sempre sotto alla soglia alla quale si è abituati. Un’indicazione che vale anche se si è ben allenati: non si potrà dare il massimo, ma si riuscirà a fare sport all’aperto senza che si scateni la sintomatologia allergica», consiglia lo specialista.

● Se è vero che allenarsi in piscina (cioè stare nell’acqua) mette al riparo dai pollini, è altrettanto vero che non sempre si tratta di una buona condizione qualora si soffra di asma allergico. «A volte il nuoto non è un’attività ben tollerata da questi soggetti, perché il cloro e la temperatura non ideale dell’acqua, ovvero più bassa del necessario, possono scatenare una crisi respiratoria», avverte il dottor Arquati.

● Raccomadazione fondamentale: qualsiasi sia lo sport praticato, dopo il training occorre farsi subito una bella doccia e mettere tutti gli indumenti indossati in lavatrice per “lavar via” il polline.

I farmaci per controllare la situazione

Fermo restando che bisogna seguire il più possibile le indicazioni fornite sin qui, il ricorso ai farmaci è poi l’arma di base per lo sportivo allergico. «La premedicazione è fondamentale», sottolinea l’allergologo, «e la terapia va personalizzata il più possibile, in relazione al tipo di allergia e ai sintomi che scatena».

● Per gli allergici che si ritrovano a fare i conti “solo” con riniti e congiuntiviti, è spesso sufficiente il ricorso ai normali farmaci antistaminici disponibili in farmacia anche senza bisogno di ricetta medica. «Hanno ormai bassi effetti collaterali a livello di sedazione e una copertura che si estende per quasi 24 ore, per cui possono essere assunti un po’ prima del previsto allenamento o di un trekking, con il vantaggio di rimanere poi coperti per tutta la giornata. Se però con gli antistaminici da banco non si riesce a tenere adeguatamente sotto controllo la situazione, è bene confrontarsi con uno specialista per ricorrere eventualmente ai più potenti farmaci cortisonici».

● La terapia farmacologia sotto stretto controllo medico è invece obbligatoria per i pazienti affetti da asma allergico. «In questi casi la premedicazione si basa sul ricorso a un farmaco broncodilatatore a breve durata, quindi da assumere a seconda di quando è previsto l’impegno fisico, oppure su una terapia con cromoni, farmaci a base di cromoglicato o sodio che possono essere una valida alternativa seppur con un’efficacia lievemente inferiore. Va però ricordato che i broncodilatatori non possono essere assunti se si fa attività agonistica, perché considerati doping», conclude il dottor Massimo Arquati.

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Credits: foto di Mabel Amber da Pixabay.

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