Sport dopo il Covid: quando e come ricominciare dopo positività al Coronavirus

Quando ricominciare a fare sport dopo essere risultati positivi al Coronavirus come asintomatici o con sintomi comunque gestiti tranquillamente a casa? Al di là dei tempi imposti dall’isolamento, anche una volta tornati negativi al tampone per il Covid occorre grande prudenza e qualche semplice test per verificare lo stato generale di forma rispetto a prima della malattia. Vediamo come non correre rischi con la consulenza del dottor Massimiliano Maria Maruzzi, specialista in malattie dell’apparato respiratorio al Columbus Clinic Center di Milano e runner a sua volta.

Pubblicità

La visita medica prima di tutto

Il primo ok al ritorno alla normalità deve ovviamente arrivare dal medico curante, che può limitarsi al classico esame obiettivo del torace (ispezione, palpazione, percussione, auscultazione) oppure prescrivere anche una radiografia del torace. “Nel corso della visita va poi valutata la percentuale di ossigeno nel sangue grazie al saturimetro”, aggiunge il dottor Maruzzi. “Infilando il dito indice o il medio sotto una sonda con luce laser, viene immediatamente rilevata la saturazione dell’ossigeno nel sangue capillare, con il valore registrato sul display dell’apparecchietto che deve essere pari o superiore a 97%”.

LEGGI ANCHE > Influenza e sport: cosa mangiare per rafforzare il sistema immunitario (clicca qui)

Il saturimetro può anche essere acquistato per effettuare poi regolari controlli a casa: online sono proposti diversi modelli e quelli con un prezzo di fascia media possono essere generalmente ritenuti affidabili. Se la percentuale di ossigeno nel sangue offre una valutazione importante, perché segnala un ritorno a una normale capacità respiratoria, l’altro valore da considerare è la frequenza cardiaca a riposo, che deve risultare nei valori precedenti la malattia: in caso contrario, significa che l’organismo è ancora affaticato e che bisogna quindi attendere ancora qualche giorno prima di ricominciare ad allenarsi.

I valori da controllare al primo allenamento

“La maggior parte degli sportivi outdoor è ormai abituata a monitorare e archiviare anche i dati medici dei loro allenamenti”, osserva il dottor Maruzzi, “ed è così possibile valutare anche individualmente la propria condizione di forma quando si torna a fare sport dopo essere risultati positivi al Covid. Il primo parametro da considerare grazie al cardiofrequenzimetro è il VO2max, cioè il massimo volume di ossigeno consumato per minuto: anche in questo caso il valore registrato deve essere uguale o comunque il più vicino possibile a quello precedente lo stop. Poi, sempre sulla base dei dati in memoria nel cardiofrequenzimetro, va verificato lungo un abituale percorso di allenamento che il tempo in cui si raggiunge la frequenza cardiaca massima sia lo stesso di prima. Altrimenti anche qui significa che il fisico è ancora sotto stress e che lo sforzo va quindi dosato con grande attenzione”.

LEGGI ANCHE > Coronavirus: come non correre rischi se fa sport all’aperto (clicca qui)

Niente fretta e attenzione ai segnali del corpo

Anche se i numeri che fotografano la capacità di affrontare lo sforzo sono confortanti, per non correre rischi è comunque assolutamente vietato esagerare. “Più lungo è stato il periodo di stop, più controllato e graduale dev’essere il ritorno all’attività fisica: se si è abituati a correre, meglio ripartire con una camminata veloce; se si va in bici, meglio una pedalata lenta e per distanze inferiori rispetto al solito ”, raccomanda il dottor Maruzzi. “Durante la pandemia mi è capitato di visitare persone con tamponi negativi che dicevano di sentirsi decisamente bene, ma che in realtà presentavano ancora lesioni da polmonite da Covid: per non correre rischi, la valutazione dello stato di forma deve allora basarsi su dati oggettivi e non sulle sensazioni personali”.

LEGGI ANCHE > Come sviluppare la resilienza ai tempi del Covid (clicca qui)

LEGGI ANCHE > La mascherina che ti fa respirare mentre fai sport (clicca qui)

La grande e comprensibile voglia di tornare a fare sport dopo la malattia non deve quindi mai far venire meno la prudenza. “Mentre i batteri infettano un organo ben preciso, i virus si diffondono per tutto l’organismo”, avverte sempre il dottor Maruzzi. “Il Covid non va quindi a colpire solo i polmoni, ma si è visto che attacca anche il fegato, il pancreas e i reni. In particolare, l’infezione virale può pregiudicare l’operato delle ghiandole surrenali, deputate alla produzione di adrenalina e alla regolazione dello scambio di sodio e potassio, tutte funzioni coinvolte con l’attività fisica. Ripartire in modo graduale, dando tempo e modo all’organismo di tornare a una relativa normalità, è quindi davvero obbligatorio per non dover poi fermarsi di nuovo”.

Credits: foto di cottonbro da Pexels.

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità