Ipertensione: il tuo medico ti misura la pressione in modo corretto?

Ipertensione-Sphygmanometer-FlickrCC Jasleen Kaur

Strumenti imprecisi, sindrome da camice bianco, dati errati. I numeri che raccontano l’ipertensione sembrano sempre più imperfetti. Uno studio condotto nel 2017 in Canada allo University of Montreal Hospital Research Centre (CRCHUM) può esserci utile per capire se stiamo davvero monitorando in modo corretto la nostra pressione. La ricerca ha infatti evidenziato che oltre la metà dei medici di famiglia utilizza strumenti manuali per misurare la pressione sanguigna, una tecnologia vetusta che porta spesso a diagnosi errate, come ad esempio quella di ipertensione.

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Dati errati

La misurazione della pressione è un’operazione di routine molto semplice che però fornisce dati fondamentali per la salute delle persone. Ad esempio in Canada un adulto su 5 soffre di ipertensione, problema che può aumentare il rischio di malattie e attacchi cardiaci. Ma i ricercatori, durante un’inchiesta fra i medici, hanno scoperto che il 52% usa ancora un dispositivo manuale, il che vuol dire che i dati sugli ipertesi sono da rivedere. Il paper pubblicato su Canadian Family Physician spiega che non solo il dato riguardante le persone affette da ipertensione non è reale, ma che un 20% di esse sta subendo un trattamento contro l’ipertensione assolutamente fuori luogo. Lo spiega l’autore leader dello studio Janusz Kaczorowski, medico del dipartimento di Family and Emergency Medicine.


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Strumenti elettronici

L’utilizzo di tool manuali è considerato scorretto perché non fornisce dati veritieri sulla pressione sanguigna. Il che significa che uno strumento impreciso può calcolare la pressione sistolica (la cosiddetta ‘massima’) appena sopra il valore di 140 e quella diastolica (la minima) sopra i 90, inducendo il medico a una diagnosi di ipertensione e spingendolo a prescrivere cure farmacologiche al paziente. Il fatto è che gli strumenti utilizzati (il tensiometro e lo sfigmomanometro) si sono molto evoluti negli ultimi anni arrivando ai device elettronici di tipo oscillometrico (lo sfigmomanometro elettronico) che sono suggeriti dal Canadian Hypertension Education Program (CHEP) come i 3 principi per un’alimentazione sana che abbassi la pressione

Misurazione senza stress

Così si verifica il paradosso per cui la misurazione manuale della pressione prevede circa 12-15 minuti di visita medica, ma in realtà in Canada le visite durano in media solo 10 minuti. È possibile fare una diagnosi corretta in queste condizioni? Evidentemente no, conclude lo studio, e proprio per questo sarebbe necessario utilizzare i misuratori elettronici, che eliminano la cosiddetta sindrome da camice bianco, ovvero lo stress che insorge nel paziente che soffre di pressione alta quando si trova davanti al medico, il che conduce a un ulteriore innalzamento dei valori pressori. Oltre al fatto che il paziente stesso può misurarsi la pressione da solo. Diagnosticare ipertensione in chi non ne soffre realmente ha anche conseguenze sulla spesa sanitaria dei cittadini, spiega la ricerca.


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In Italia?

Nel nostro paese si calcola siano 15 milioni le persone che soffrono di ipertensione (secondo i dati del Ministero della Salute), di cui solo la metà ne è consapevole. Ma non possiamo invece dire quanti ipertesi in realtà non soffrono davvero di questa patologia: non esistono ancora studi sulla penetrazione dei nuovi strumenti di misurazione della pressione presso i medici di famiglia.


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