Gli studenti più giovani degli altri hanno meno amici?

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A scuola gli studenti più giovani di una classe, e in genere gli anticipatari (chi va a scuola un anno prima del previsto) possono avere problemi nelle relazioni: uno studio ci spiega che hanno meno amici degli altri, una vita sociale minore e tendono a relazionarsi con i compagni tramite smartphone piuttosto che dal vivo. Davvero?
È quello che è emerso da una ricerca ampia e seria, condotta dalla Tulane University e della Ghent University sulla popolazione europea. Cerchiamo di capirne di più.

 

Com’è la vita sociale degli studenti più giovani?

Se siete stati fra gli studenti più giovani della classe e vi siete sentiti svantaggiati rispetto ai compagni più ‘anziani’, bè ora c’è uno studio scientifico che lo spiega. Se andare a scuola un anno prima può portare vantaggi da certi punti di vista, già sappiamo che il gap di età, soprattutto nelle classi della scuola dell’obbligo ha svantaggi dal punto di vista delle prestazioni fisiche e sportive, e altre ricerche hanno mostrato come studenti relativamente più giovani sono anche più frequentemente vittime di bullismo e hanno meno probabilità di ricoprire ruoli di leadership nelle attività scolastiche.
La ricerca internazionale delle due università ha monitorato circa 400.000 studenti adolescenti, di età compresa tra 10 e 17 anni, provenienti da 31 paesi europei, e ha scoperto che quelli nati negli ultimi mesi dell’anno hanno una rete sociale debole. Cioè hanno meno amici e preferiscono interagire con loro attraverso dispositivi tecnologici (ad esempio, con le chat online) piuttosto che incontrarli faccia a faccia nelle attività post-scolastiche.
I motivi? Non sono chiari: forse un rendimento scolastico un po’ più basso rispetto agli altri, ai maggiori rischi di bullismo e minori possibilità di avere ruoli di leadership.

 

Gli studenti più giovani che futuro hanno?

In un mondo in cui le classi scolastiche hanno alunni possono avere un anno di differenza di età, è evidente che i più giovani possono essere penalizzati, e secondo i ricercatori andrebbero messi a punto piani per ridurre il divario di età, ma si tratta di una soluzione complicata e costosa per i ministeri dell’educazione.
“Questo risultato non è una semplice curiosità statistica”, spiega Stijn Baert, professore all’Università di Ghent, “Rapporti sociali più deboli potrebbero comportare un peggioramento delle capacità e relazioni sociali a lungo termine, e quindi influenzare il benessere e il successo nel mercato del lavoro. Inoltre, alimenta una minore soddisfazione per la vita di questi studenti, che è un buon predittore della loro insoddisfazione della vita in età adulta”.
Basandosi sul risultato della ricerca, gli studi futuri dovrebbero, secondo gli autori, approfondire questa evoluzione del tempo e il suo impatto economico.

 

Come aiutare anticipatari e studenti giovani?

Che fare allora, sulla base di questi dati? Affidarsi alla saggezza popolare, sostengono i ricercatori, potrebbe fornire un po’ di sollievo alla vita sociale dei compagni di classe più giovani. Ad esempio, in alcuni paesi, il sistema scolastico colloca nella stessa classe gli studenti nati da settembre ad agosto dell’anno successivo, mentre le loro squadre di calcio giovanili raggruppano i giocatori nati da gennaio a dicembre dello stesso anno. Questo implica che in questi paesi, chi è tra i più giovani studenti a scuola potrebbe essere tra i più anziani giocatori della squadra di calcio.
In questo modo si crea più equilibrio sociale. Anche se è tutto da dimostrare, ci vien da dire.

 

 

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