Simone Moro e Tamara Lunger: la prossima invernale la traversata dei Gasherbrum I e II?

Simone Moro e Tamara Lunger: la prossima invernale sarà la traversata dei Gasherbrum I e II

Simone Moro e Tamara Lunger hanno annunciato quale sarà la loro prossima spedizione invernale: il campo base dei Gasherbrum, con il sicuro tentativo di vetta del Gasherbrum I ma sotto sotto l’idea di tentare il concatenamento invernale di Gasherbrum I e Gasherbrum II. Se sarà vetta invernale non sarà una “prima” come nel caso del Nanga Parbat nel 2016, perché entrambi gli Ottomila, che sono rispettivamente l’undicesima e la tredicesima vetta più alte della Terra, sono già stati scalati in inverno (il GII dallo stesso Moro con Denis Urubko e Cory Richards nel 2011, nella prima salita invernale di uno dei 5 Ottomila del Pakistan, il GI nel 2012 dai polacchi Adam Bielecki e Janusz Golab) e perché l’unico Ottomila ancora inviolato in inverno rimane il K2, anch’esso nella catena del Karakoram in Himalaya.

Ciò che invece rappresenterebbe una vera prima invernale è la traversata da una vetta all’altra. Non una prima assoluta, perché una traversata è già stata fatto, una volta in estiva nientemeno che da Reinhold Messner e Hans Kammerlander 35 anni fa, in un’impresa che fece scalpore, e ma più ripetuta, mentre da Jean-Christophe Lafaille a Nirmal Purja sono stati diversi i concatenamenti tra le due montagne con uno o più passaggi su vie già percorse.

C’è un altro aspetto che rende inedita e particolare questa nuova spedizione di Simone Moro e Tamara Lunger sugli Ottomila in inverno ed è il ricorso alla camera ipobarica per il preacclimatamento. Già ora Simone Moro e Tamara Lunger stanno dormendo nella camera ipobarica di terraXcube a Bolzano, una un’infrastruttura di ricerca che simula le condizioni climatiche più estreme del pianeta Terra per studiare la loro influenza sull’uomo, sui processi ecologici e sulla tecnologia. Questa procedura di preacclimatamento presso il centro per la simulazione di climi estremi di Eurac Research situato nel NOI Techpark, il polo dell’innovazione dell’Alto Adige, ha implicazioni sia scientifiche che etiche.

Implicazioni scientifiche perché fisiologi e medici monitoreranno l’acclimatamento nella camera ipobarica e il de-acclimatamento di ritorno dalla spedizione per osservare l’impatto dell’alta quota sul cuore, sulle funzioni respiratorie, cognitive e metaboliche dei due alpinisti. Implicazioni etiche perché l’uso delle tende ipossiche o di camere ipobariche in Italia – unico Paese al mondo – è considerato doping. Ma date le finalità scientifiche della procedura, e dato il via libera della nostra Commissione Etica, questo preacclimatamento di Simone Moro e Tamara Lunger ha avuto il via libera anche dell’UIAA – Union Internationale des Associations d’Alpinisme in quanto l’alpinismo non è considerato uno sport codificato e quindi non è nemmeno possibile parlare di doping e miglioramento delle prestazioni.

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