Mountain bike o bici da corsa? I Pro e Contro

Mountain bike o bici da corsa

Mountain bike o bici da corsa? È la tipica domanda da bar, o da un milione di dollari. Ne discutono sempre, animatamente, gli appassionati di ciclismo, cercando di capire le differenze tra una bici da corsa e una MTB in termini di fatica, dispendio energetico e allenamento, e arrovella altrettanto chi ha finalmente deciso di comprarsi una bici nuova ed è indeciso tra la strada e il fuoristrada. Rispondere in modo assoluto è impossibile, perché mountain bike e bici da corsa hanno in comune solo l’idea – un mezzo meccanico su ruote spinto dalla forza delle gambe di chi è in sella – ma differiscono in tutto: tipo di ruote, manubrio, geometria del telaio e quindi posizione in sella, rapporti e trasmissione, stile di guida, peso e tutto ciò che ne discende. Però in fondo si tratta di pedalare, e siccome ciascuno è diverso, con una guida ragionata sui Pro e Contro di ciascun tipo di bici è quasi possibile capire se è meglio prendere mountain bike o bici da corsa. Almeno secondo questi 8 parametri

  1. velocità
  2. comfort
  3. costo
  4. manutenzione
  5. versatilità
  6. sicurezza
  7. robustezza
  8. fatica

1. Velocità

Non c’è paragone: le bici da corsa sono più veloci, senza se e senza ma. Sono più leggere, hanno ruote più sottili e scorrevoli, hanno rapporti più votati a trasformare la pedalata in sviluppo metrico, cioè metri percorsi. Poi un ciclista ben allenato andrà ragionevolmente più veloce anche in MTB di uno non allenato su una bici da corsa, perché alla fine quello che conta sono le gambe. Ma a parità di chi pedala seduto in sella, le bici da strada sono più veloci delle MTB.

2. Comfort

Mountain bike, senza ombra di dubbio. Ora, premesso che parlando di MTB bisognerebbe almeno distinguere tra Front e Full (ovvero: solo forcella ammortizzata o anche il carro posteriore, come spiegato qui) ci sono almeno 2 motivi per cui una mountain bike è più confortevole di una bici da corsa. Il primo è la posizione in sella: la geometria del telaio di una bici da corsa è studiata per garantire a chi pedala una posizione vantaggiosa in termini di trasferimento della potenza dalle gambe ai pedali, e aerodinamica. Ma non è una posizione naturale né comoda o ergonomica, tanto che chi prova una bici da corsa per la prima volta scende sempre con un po’ di indolenzimento a spalle e collo. In mountain bike la posizione in sella è decisamente più rilassata, in termini di distanza tra il sellino e il manubrio e di altezza di entrambi. La seconda è che una MTB è fatta per assorbire e dissipare le asperità del terreno, dal tipo di ruote agli ammortizzatori alla stessa struttura del telaio. Il confronto perfetto è il pavé: con una MTB neanche lo senti, su una bici da corsa senti vibrare polsi, braccia, bacino e schiena. 20 km di pavé con una MTB sono una passeggiata domenicale, con una bici da corsa un supplizio.

3. Costo

Dipende dal portafogli, e il giudizio qui è in parità, o sospeso. Cioè: verso l’alto, ovvero verso il top di gamma, non c’è limite, e se uno ha 10K / euro da spendere per una bicicletta non conviene nemmeno che legga questa guida (o forse sì, per un consiglio: prenda 2 bici da 5 K / euro l’una e avrà sia una mountain bike che una bici da corsa più che ottime). Per chi invece non ha vinto turista per sempre e deve farsi i conti in tasca il ragionamento da fare è più delicato, e conviene che legga prima questo articolo con i consigli per comprare la prima MTB e quello per comprare la prima bici da corsa. Fissata la soglia psicologica dei 1500 euro, che separa l’entry level dalla gamma media, apparentemente è più facile trovare MTB di primo prezzo che bici da corsa. Ma non è tutto oro quello che luccica: rispetto a un livello medio, una MTB di primo prezzo può costare meno ma essere di qualità inferiore di una bici da corsa di primo prezzo. Una bici da corsa entry level può pesare di più di una top di gamma, può avere cambi meno performanti e componentistica di qualità inferiore, ma per strada si vede ancora parecchia gente con vecchie bici da corsa con freni a pattini e telaio in acciaio o tra i primi in alluminio. Cosa che non avviene con le vecchie MTB da 26″ la cui qualità era praticamente pari all’entry level odierno.

4. Manutenzione

A patto di fare quella ordinaria – cioè controllare freni, cambio e pulire la trasmissione regolarmente, come spiegato qui – ne serve meno per una bici da corsa. Basta considerare la quantità di sporco, fango, polvere e quella di urti, vibrazioni e scossoni che prende una MTB per avere già la risposta in mano. Una mountain bike maltrattata dura poco, anche se costa tanto.

5. Versatilità

Mountain bike. Con una bici da corsa non puoi andare sul vero sterrato, forse sulle strade bianche (ma allora perché non pensare a una gravel?), ci puoi anche andare al lavoro ma non è proprio comodissima (vedi punto sul comfort). Con una mountain bike puoi andare anche in strada, la usi più agilmente per le commissioni di tutti i giorni, e non esiste fuoristrada che ti sia teoricamente precluso. Entrambe possono o potrebbero essere adattate per il bike packing e il cicloturismo, considerando però che la MTB da questo punto di vista è più lenta e pesante.

6. Sicurezza

Dipende. In teoria in strada sei più sicuro, se le strade fossero deserto o almeno un posto civile. Ma in strada ci sono le auto, e il traffico non è sempre rispettoso dei ciclisti, quindi occorre stare estremamente attenti agli altri più che a se stessi. A condizione che le strade non siano bagnate dalla pioggia, altrimenti su una bici da corsa diventa un terno al lotto. Sullo sterrato con una MTB di traffico non ce n’è, ma poi dipende dai rischi che ti vuoi prendere. Un paragone concreto: scendere da una strada asfaltata è più semplice che farlo su un sentiero sterrato.

7. Robustezza

È il corollario del discorso sulla manutenzione, e qui vince la mountain bike. Nel senso che per ciò che è destinata a fare ha una struttura sicuramente più robusta e resistente. Le bici da corsa sono dei gioiellini di tecnica e ingegneria ma spesso anche una banale caduta può essere fatale per danni al telaio o ad altri componenti. Diciamo che una MTB dovrebbe sopportare più o meno senza batter ciglio anche un po’ di cadute e voli.

8. Fatica

Ultimo, ma perché il punto più difficile da dirimere, quello della fatica. Cosa si intende per fatica? Se si intende un dispendio fisico e mentale tale da portare all’esaurimento delle energie, allora a parità di dislivello positivo 30 km di mountain bike su sterrato sono più faticosi di 100 in bici da corsa su strada. Le asperità del terreno che costringono a continui adattamenti di guida e a un’attenzione sempre massima, tanto in salita quanto in discesa, e la dispersione di forza nella pedalata dovuta al fondo irregolare giocano a sfavore della mountain bike (oppure a favore, se l’obiettivo è fare più fatica in meno tempo…). Il tutto tenendo anche conto dei rapporti più vantaggiosi di una MTB ma anche del peso inferiore di una bici da corsa.

Foto di Simon Steinberger / EM80 da Pixabay

©RIPRODUZIONE RISERVATA