Elettrostimolazione e sport: quando serve davvero?

elettrostimolazione e sport

Di elettrostimolazione e sport se ne sente parlare sempre più spesso, così come si parla di elettrostimolazione anche per chi desidera risolvere qualche difetto estetico, come la tanto odiata cellulite, che proprio non si riesce ad eliminare con allenamento e dieta sana. Ma l’elettrostimolazione funziona? E come posso utilizzarla? Abbiamo chiesto consiglio alla Personal Trainer Paola Brandellero, che ci aiuta a capire meglio quando l’elettrostimolazione è la risposta giusta.

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Che cos’è l’elettrostimolazione?

L’elettrostimolazione è una metodica, inizialmente fisioterapica, oggi anche estetica, che prevede l’uso di uno strumento che stimola le contrazioni dei muscoli, in particolare di alcuni come addominali e glutei, attraverso degli impulsi elettrici. Sul corpo si applicano degli elettrodi che creano un campo elettrico e di conseguenza micro impulsi a bassa frequenza. Variando intensità, durata e frequenza si otterranno effetti diversi, basati sulle esigenze dello sportivo o del paziente.

Elettrostimolazione e sport: quando mi può servire?

“Partiamo dal presupposto che l’elettrostimolazione non è una tipologia di allenamento”, esordisce l’esperta, “ma una integrazione o un complemento da utilizzare con obiettivi differenti. Può servire ad esempio come riabilitazione o terapia, nel caso in cui un trauma o un infortunio mi impediscano di muovere un arto. Posso mantenere il tono muscolare e velocizzare la ripresa nella fase post-acuta utilizzando come strumento l’elettrostimolatore. Oppure, come attività precedente ad un intervento chirurgico, nel caso sia necessario mantenere un buon tono muscolare senza poter effettuare alcuni movimenti”. C’è poi il valore estetico dell’elettrostimolazione: “Con alcuni programmi specifici si ottengono discreti risultati, rassodando le parti trattate e diminuendo la cellulite”.

Elettrostimolazione e sport

Nell’ambito sportivo può essere molto utile integrare l’elettrostimolazione “per migliorare le performance di resistenza e forza in gara”, ci spiega la trainer, “è ottima a fine allenamento per defaticare e rilassare la muscolatura, così da permettere un recupero più veloce prima di un nuovo allenamento. I nuovi elettrostimolatori sono ricchi di programmi differenti così da coprire le esigenze di ognuno”.

L’elettrostimolatore elimina la cellulite?

“Esistono programmi e trattamenti estetici specifici contro gli inestetismi della cellulite che permettono di migliorare il microcircolo capillare e il drenaggio dei liquidi”, racconta Brandellero, “ma come sempre specifichiamo che la sola elettrostimolazione non è sufficiente ed è necessario sempre che sia abbinata all’attività fisica e ad una sana alimentazione”. Come diciamo sempre insomma, non ci sono scorciatoie quando si tratta di cura del proprio corpo.

Elettrostimolazione: può aiutare se si ha poco tempo

“La consiglio sicuramente agli sportivi, ma anche a chi ha poco tempo per allenarsi, oppure a chi vuole semplicemente migliorare il proprio aspetto fisico”, suggerisce l’esperta di wellness. “Con i nuovi elettrostimolatori è semplice anche il fai da te, ma io personalmente mi rivolgerei a professionisti, come il fisioterapista in caso di utilizzo riabilitativo, l’estetista – diversi centri propongono programmi diversi in base alla zona del corpo che si desidera trattare – in caso di necessità estetiche, al proprio allenatore per stabilire insieme un programma integrato”.

Elettrostimolazione e massa muscolare

“L’elettrostimolazione può aiutare anche a incrementare la massa magra e a favorire il dimagrimento, ma, ancora, solo ed esclusivamente se associato ad attività fisica con queste finalità e ad una alimentazione mirata”.

Elettrostimolazione: le controindicazioni

Sono diversi i soggetti che devono evitare l’elettrostimolazione, come i portatori di pacemaker, le donna in gravidanza, chi ha ferite aperte o è affatto da epilessia e neoplasie. Lo stesso vale per chi ha capillari fragili. Attenzione, se vi date al fai da te, nell’applicazione degli elettrodi, che non devono essere posizionati vicino a protesi metalliche oppure a parti del corpo che abbiano lesioni cutanee e infezioni.

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