Ti alleni ma non vedi miglioramenti? C’è un motivo (ma non è quello che credi)

Ti alleni ma non vedi miglioramenti? C’è un motivo

Ti è mai capitato? Ti iscrivi in palestra, segui la scheda per due mesi, sputi sangue tra pesi e ripetizioni, ma quando ti guardi allo specchio o provi a spingere un chilo in più, tutto sembra immobile. Mentre il tuo compagno di allenamento, con metà dello sforzo, raddoppia i bicipiti e solleva pesi da record. In quei momenti la tentazione è una sola: dare la colpa alla genetica. “Non sono portato”, “Il mio fisico non risponde”, “Non ho il DNA da atleta”.

Ti alleni ma non vedi miglioramenti? C’è un motivo (ma non è quello che credi)

Beh, c’è una buona notizia: la scienza ti sta dicendo che ti sbagli. Una nuova ricerca finlandese (Repeated Resistance Training Reveals the Reproducibility of Muscle Strength and Size Responses Within Individuals) ha appena scardinato il mito dei “non-responder” (quelli che non reagiscono all’allenamento), spiegando che il problema non è il tuo codice genetico, ma il fattore tempo.

Lo studio: due “giri” di prova

I ricercatori dell’Università di Jyväskylä hanno condotto un esperimento molto particolare. Hanno preso un gruppo di persone e hanno fatto seguire loro un programma di forza standard (due volte a settimana, esercizi base come pressa e panca) per 10 settimane. Poi, dopo una pausa di altri due mesi, hanno fatto ripetere loro esattamente lo stesso programma.

Ti alleni ma non vedi miglioramenti? C’è un motivo

Il risultato? Sorprendente. Molte persone che non avevano ottenuto risultati significativi durante il primo ciclo di allenamento, hanno mostrato progressi evidenti durante il secondo.

Il mito sfatato dei “Non-Responder”

Per anni si è creduto che esistesse una fetta di popolazione “sfortunata”, geneticamente incapace di migliorare la propria forma fisica. Questo studio dimostra che non è così.

Ti alleni ma non vedi miglioramenti? C’è un motivo

Certo, le differenze individuali esistono: c’è chi mette su muscoli solo guardando un manubrio (i fortunati high-responders) e chi deve faticare il doppio. Ma la vera scoperta è che quasi nessuno è un “non-responder” assoluto. Se non hai visto risultati la prima volta, non significa che il tuo corpo sia rotto; significa solo che, in quel momento, qualcosa ha interferito con la tua capacità di reagire allo stimolo.

Perché i risultati a volte “spariscono”?

Se la genetica non è l’unica colpevole, perché a volte ci alleniamo a vuoto? La ricerca suggerisce che la risposta non è nel DNA, ma nella vita di tutti i giorni. I motivi per cui un ciclo di allenamento può fallire possono essere molteplici:

  • Stress eccessivo: Se sei sotto pressione al lavoro, il tuo corpo non ha le risorse per riparare i tessuti muscolari.

  • Recupero insufficiente: Se dormi poco o mangi male, la “finestra” di crescita si chiude.

  • Rumore di fondo: A volte i progressi ci sono, ma sono “nascosti” da ritenzione idrica o semplici errori di misurazione.

Il segreto è la costanza (seriamente)

La lezione per tutti noi che amiamo lo sport outdoor e il fitness è chiara: la risposta del corpo non è una linea retta. Se hai iniziato un percorso e ti sembra di aver fallito, non mollare e non cambiare radicalmente approccio ogni due settimane. La scienza ci dice che spesso basta “insistere” e ripetere il processo. Il tuo corpo sta imparando a reagire; ha solo bisogno di un secondo round per dimostrartelo.

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Quindi, la prossima volta che pensi di non essere “portato” per la forza o per la corsa, ricorda: non ti manca il gene del campione, ti serve solo un altro ciclo di allenamento fatto bene.

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