Corsa e COVID: 8 comportamenti del runner responsabile

Corsa e COVID: 5 comportamenti del runner responsabile

Non è che ora che non c’è più la caccia a chi corre non sia più necessario essere un runner responsabile. Che poi essere persone responsabili dovrebbe essere la regola sempre, ma in questi tempi di pandemia da Coronavirus il binomio corsa e COVID impone qualche attenzione, accortezza e cautela in più. Per sé ma anche per gli altri, che siano a loro volta sportivi o persone che si incontrano lungo la strada. Perché che sia pista, parco cittadino, strada o sentieri, ciò che deve guidare le azioni di un runner responsabile è l’impegno individuale verso il contenimento del contagio. Il che non significa indossare la mascherina, questo è già stato ampiamente discusso e scongiurato. Però ci sono altri comportamenti potenzialmente a rischio che è il caso di evitare. Un piccolo sacrificio oggi per sentirci più liberi finalmente domani, quando tutto questo per fortuna sarà finito. Perché prima o poi anche questa pandemia finirà.

1. Evita le zone affollate

Il DPCM del 7 agosto, rinnovato il 7 settembre per un altro mese, è molto chiaro: laddove non si possano rispettare le distanze minime di sicurezza interpersonali occorre indossare la mascherina anche all’aperto. Quindi se pensi di passare sui Navigli a Milano verso le 19:00, non è una buona idea, perché ti ritroveresti in una situazione di affollamento in cui – secondo la legge – dovresti indossare la mascherina. Benché questo sia in apparente conflitto con la norma secondo la quale se stai facendo sport puoi non indossarla. Quindi pensa bene al percorso che vuoi fare: ciascuno conosce bene la propria zona e la propria città, e sa benissimo da quali strade tenersi alla larga in determinati orari.

2. Evita gli orari affollati

I runner sono animali abitudinari. Li trovi sempre, puntuali e regolari, negli stessi posti alla stessa ora, giorno dopo giorno, estate o inverno, sole o pioggia che sia. Vedi il punto 1: se sai che nel tal parco, alla tal ora, c’è talmente tanta gente che corre che sembra il centro commerciale la vigilia di Natale, da runner responsabile o cambi orario oppure cambi parco. Fare come quelli in coda, che insultano la gente in coda perché sta creando la coda, non è un comportamento intelligente, né responsabile.

3. Non sputare

Già non bisognerebbe farlo in condizioni normali, farlo in tempi di pandemia è un’aggravante. Sono infatti numerosi i Comuni che hanno vere e proprie ordinanze antisputo, con sanzioni in “flagranza di reato” che possono arrivare fino a 500 euro. E in taluni casi può anche diventare un vero e proprio reato penale, secondo l’articolo 639 del Codice Penale “Deturpamento e imbrattamento di cose altrui”. Ma siccome i droplets sono il principale veicolo di contagio e diffusione del Coronavirus, sputare per terra mentre si corre è davvero irresponsabile, perché della effettiva trasmissione di questo virus non si è ancora capito bene tutto.

4. Non pulirti il naso

Non con il fazzoletto ma soffiando via il muco. E il motivo è lo stesso del punto 3, i droplets e le modalità di diffusione e trasmissione di SARS-COV-2. E comunque, il fazzoletto di carta non gettarlo per terra (cosa che un runner responsabile non dovrebbe mai fare…)

5. Tieni le distanze quando incroci qualcuno

Sempre a proposito di droplets è diventato celebre lo studio della Katholieke Universiteit Leuven di Lovanio (Belgio) e della Eindhoven University of Technology (Paesi Bassi) di cui abbiamo ampiamente riferito qui. E allora quando incroci qualcuno, che sia un altro runner, una persona per strada per i suoi impegni, un giovane o un anziano, tieni le distanze. Basta davvero poco, come allargare la traiettoria di corsa, o cambiare marciapiede, o lato della strada, ma è un gesto davvero educato e responsabile. Anche verso te stesso.

6. Copri naso e bocca quando incroci qualcuno

E se non puoi soddisfare il punto 5, allora passa al punto 6 e copri naso e bocca. No, non con la mascherina, magari quando le temperature cominceranno ad abbassarsi potresti metterti un buff al collo, ma nel dubbio infila naso e bocca sotto la t-shirt almeno per quei pochi metri, e pochi secondi, in cui sfrecci vicino a qualcuno. Il motivo è sempre lo studio di cui al punto 5.

7. Non lasciare in giro oggetti

In condizioni normali tutti i runner lo fanno, di lasciare in giro cose utili in posti tattici, per esempio una bottiglia d’acqua al tot km, o una t-shirt di ricambio nel caso di un lungo sotto il sole cocente e temperature da caldo africano. Oggetti che ovviamente nessuno abbandona, giusto? Comunque, in tempi di COVID, è meglio per te e per gli altri se non lasci in giro oggetti che potrebbero essere più o meno volontario veicolo di contagio.

8. Non stare in scia

Nel ciclismo quelli che stanno in scia li chiamano succhiaruote, e non sono amatissimi (per usare un eufemismo). Così è anche più o meno nella corsa, ma comunque il punto è un altro, sempre quello dello studio al punto 5: evita responsabilmente (per te) il potenziale contagio dalla scia di droplets che potrebbe rilasciare qualcuno che corre davanti a te. Nel dubbio rallenta, cambia lato della strada o alla prima svolta imbocca un’altra strada.

Photo by Tembela Bohle from Pexels

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