Nella mitologia greca e romana, il Lago d’Averno era la porta dell’Oltretomba — il punto preciso dove finiva il mondo dei vivi e iniziava quello dei morti.
Non è un dettaglio marginale. Il posto era così convincente, così carico di un’atmosfera fuori dal comune, che due dei più grandi poeti dell’antichità lo scelsero indipendentemente come scenario per la stessa scena: la discesa agli Inferi.
Nel VI libro dell’Eneide, Virgilio sceglie proprio le sponde del Lago d’Averno come scenario per la discesa agli Inferi dell’eroe troiano Enea, guidato dalla celebre Sibilla Cumana: “Facilis descensus Averno…” — la discesa all’Averno è facile.
Prima di Virgilio, la tradizione mitologica greca aveva collocato qui la Nekuia di Ulisse, l’episodio dell’Odissea in cui l’eroe omerico evoca le anime dei defunti. 
Gli alberi intorno alle sponde avrebbero rappresentato la “selva oscura” citata da Dante nel primo canto dell’Inferno della Divina Commedia.
Tre letterature, tre secoli diversi, lo stesso posto.
Non è una coincidenza — è la risposta a qualcosa che questo luogo comunica ancora oggi, camminandoci intorno.
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La geologia: un cratere di 4.000 anni fa
Il Lago d’Averno è il secondo per dimensioni fra i laghi flegrei. È situato all’interno di un antico cratere vulcanico, ormai spento, formatosi circa 4.000 anni fa.
Dal punto di vista geologico, il Lago d’Averno è un classico lago craterico. La sua profondità massima è di circa 30 metri. Il nome spiega tutto quello che serviva sapere nell’antichità.
Il nome del lago d’Averno deriva da “a-ornis”, cioè senza uccelli. A causa delle esalazioni sulfuree sprigionate dall’acqua nessun volatile sorvolava la bocca ormai spenta del vulcano. 
Gli uccelli che volavano sopra la caldera cadevano morti nell’acqua — un fenomeno reale, spiegato oggi con le emissioni di anidride carbonica e gas solfurei che si concentravano nell’aria ferma sopra la superficie.
Oggi le cose sono molto cambiate: gli uccelli sono presenti, così come si possono vedere pesci e tartarughe d’acqua dolce.
Il lago è un’oasi protetta dove nidificano svassi, folaghe e germani reali, circondato da rigogliosa macchia mediterranea e vigne secolari.
Il paradosso: il lago che i classici misero all’ingresso dell’Inferno è oggi una riserva ornitologica.
I Romani e il porto militare
La parte della storia di Averno che meno si racconta è quella romana — non mitologica, ma ingegneristica.
Nel 37 a.C., per volere di Marco Vipsanio Agrippa, il Lago d’Averno fu collegato al vicino Lago Lucrino e al mare per creare il Portus Iulius, una grandiosa base militare per la flotta navale romana. Un’opera d’ingegneria militare unica al mondo: una galleria scavata nel tufo dall’architetto Cocceio per collegare direttamente il Lago d’Averno con l’acropoli di Cuma. 
Agrippa scelse questo posto per una ragione strategica precisa: il cratere vulcanico creava un bacino naturale protetto, riparato dai venti, con accesso al mare attraverso il lago di Lucrino.
Il luogo era fortemente soggetto al fenomeno del bradisismo che, a lungo andare, distrusse completamente l’assetto urbanistico romano. Fu solo nel XX secolo che, grazie a riprese aeree, la storia di questo luogo venne alla luce.
Cosa si vede sulle sponde
Sulle sponde orientali dell’Averno sono visibili i resti del cosiddetto Tempio di Apollo, che in realtà è una grande aula termale. Sul lato nord vi è lo sbocco della Grotta del Cocceio, galleria militare lunga circa un chilometro, realizzata per collegare il porto con Cuma. Sulle coste meridionali è situata invece la Grotta della Sibilla, in realtà un passaggio militare scavato nel tufo realizzato per facilitare i collegamenti con l’Averno e il Lucrino durante la realizzazione del porto Giulio.
Il Tempio di Apollo — meglio: i suoi resti — si trovano sulla sponda orientale, riconoscibili come struttura muraria parzialmente emergente dalla vegetazione.
La forma circolare suggerisce le terme, non un tempio, ma il nome è rimasto per la connessione con la Sibilla e il culto di Apollo.
La Grotta della Sibilla è una galleria buia e silenziosa che si credeva fosse abitata dalla Sibilla — in realtà un cunicolo militare romano.
L’atmosfera, con le infiltrazioni d’acqua che creano un fiumiciattolo sotterraneo, era così convincente che la tradizione popolare la associò allo Stige infernale.
La Grotta di Cocceio era il passaggio diretto da Averno a Cuma — una galleria di circa un chilometro scavata nel tufo per uso militare. Oggi non è visitabile dall’interno per ragioni di sicurezza.
Il percorso ad anello e il vino flegreo
Il perimetro del lago offre un sentiero pianeggiante di circa 3 km, perfetto per passeggiate, jogging o pedalate in bicicletta.
L’anello è la visita principale — non c’è un biglietto d’ingresso, non c’è un percorso guidato obbligatorio.
Si entra, si gira, si guarda.
Il tempo dipende da quanto ci si ferma ai ruderi e da quanto si cammina lentamente.
Un’ora e mezza per chi vuole fare tutto con calma.
Quarantacinque minuti per chi cammina senza soste.
Sulle colline che circondano il bacino vulcanico si coltivano uve autoctone. Qui si possono degustare due celebri DOC dei Campi Flegrei: la Falanghina e il Piedirosso, detto in dialetto locale Pere ‘e Palummo.
Gli agriturismi sulle sponde e sulle colline circostanti permettono di abbinare la passeggiata a una sosta enogastronomica — uno di quei luoghi dove il vino ha il sapore del terreno vulcanico su cui cresce.
Come arrivare: l’unico modo che funziona senza stress
In Metropolitana: Linea Cumana, fermata Lucrino, costeggiare a piedi l’omonimo lago per poi immettersi sul sentiero del lago d’Averno. I due laghi, quello di Lucrino e quello d’Averno, sono vicinissimi.
In auto: Tangenziale di Napoli, uscita n. 14 Pozzuoli-Arco Felice, seguire le indicazioni per Baia e Bacoli.
Da Napoli circa 25 minuti.
Il capitolo truffe: cosa può succedere
Il Lago Averno non è un sito a pagamento — l’ingresso è libero. Il problema segnalato da molti visitatori riguarda i parcheggiatori abusivi nelle zone circostanti, un fenomeno diffuso in tutta l’area flegreo-napoletana.
Cosa fare: parcheggiare nel viale di accesso prima del lago, non nei parcheggi informali gestiti da privati non autorizzati.
Conviene parcheggiare un poco prima nel viale.
Non consegnare le chiavi a nessuno. Non pagare richieste di “guardiania” non previste da cartelli ufficiali.
Se si arriva in treno (fermata Lucrino, Cumana) il problema non si pone — il percorso a piedi dal lago di Lucrino all’Averno è di circa dieci minuti e non prevede parcheggi.
La soluzione più semplice è arrivare con i mezzi pubblici da Napoli o da Pozzuoli — e usare il tempo risparmiato per una sosta al vino flegreo.
Cosa abbinare nella stessa giornata
L’Averno si visita in meno di due ore — e i Campi Flegrei hanno abbastanza da riempire un’intera giornata.
Cuma — l’antro della Sibilla, il parco archeologico, il tempio di Apollo in cima all’acropoli — è a 10 minuti in auto dall’Averno.
La Solfatara — il cratere ancora attivo dove il suolo è caldo e le fumarole fumano — è a 15 minuti.
Il Rione Terra di Pozzuoli — il centro storico costruito sopra la città romana — vale una visita serale.§
Per chi vuole spingere verso il Golfo, la Riserva Naturale di Vivara a Procida — altro cratere vulcanico dei Campi Flegrei, questa volta sommerso — è raggiungibile in traghetto da Pozzuoli. La guida alla Riserva di Vivara racconta come prenotare la visita guidata e cosa aspettarsi.
Info pratiche
Dove: Lago d’Averno, Pozzuoli (NA), Campi Flegrei, Campania
Come arrivare in treno: Ferrovia Cumana da Napoli Montesanto, fermata Lucrino — poi 10 minuti a piedi
In auto: Tangenziale di Napoli uscita 14 Pozzuoli-Arco Felice, poi Via Domitiana direzione Cuma
Ingresso: gratuito, sempre aperto
Parcheggio: nel viale di accesso, non nei parcheggi informali — o meglio ancora, arrivare in treno
Percorso ad anello: circa 3 km, pianeggiante, 45-90 minuti
Tempio di Apollo e Grotta della Sibilla: visibili dall’esterno lungo il percorso ad anello
Grotta di Cocceio: non visitabile (chiusa per sicurezza)
Vino flegreo: Falanghina e Pere ‘e Palummo DOC Campi Flegrei — agriturismi sulle sponde
Periodo: tutto l’anno — autunno e primavera per il clima ideale; estate per chi vuole combinare con la costa
Foto Canva, Francesco Guerra Photo – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=179908767
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