Cosa fare se si viene travolti da una valanga

Cosa fare se si viene travolti da una valanga

La curva di sopravvivenza non mente: quando si è travolti da una valanga, se si è soccorsi entro i primi 18 minuti si ha il 90% di probabilità di sopravvivere; oltre questo tempo la percentuale si abbassa drasticamente fino al 25% dopo 45′. Il tutto considerando le migliori condizioni possibili, ovvero essere vestiti in modo adatto, saper cosa fare e trovare della neve della consistenza tale per cui si possa respirare almeno un po’. Ma cosa fare se si viene travolti da una valanga? E come evitare di finire travolti? L’unico modo veramente sicuro per sopravvivere a una valanga è evitare le valanghe. Ma siccome in montagna questo non è possibile, perché il rischio valanghe è sempre presente, la prima cosa da fare per evitare di essere travolti da una valanga è prevenire i rischi. Ovvero: prima di andare in neve fresca e fuori pista con qualunque dotazione – sci, ciaspole, tavole da snowboard o anche a piedi – consultare i bollettini della neve e le indicazioni circa il pericolo valanghe, per esempio sul sito www.aineva.it. Attenzione: per quanto i bollettini siano accurati e attendibili, non c’è nessuno che conosca la neve delle proprie montagne come chi vi abita per cui, dopo aver consultato il bollettino delle valanghe, è molto consigliato – molto consigliato – rivolgersi alle guide alpine locali e possibilmente farsi guidare.

Tutto ciò non esclude categoricamente il rischio di essere travolti da una valanga, tuttavia può ridurre sensibilmente i pericoli dovuti a comportamenti avventati, inconsapevoli o inesperti. Ma se nonostante tutto ciò sta candendo una valanga con il rischio di essere travolti, che cosa si può fare per cercare di sopravvivere?

Cosa fare se si è travolti da una valanga

Ci sono alcuni comportamenti che senza dubbio possono abbassare le probabilità di morte anche nel caso in cui si finisse travolti da una valanga.

Scappare in diagonale rispetto al pendio

La valanga sarà sempre più veloce di quanto possa spostarsi una persona lungo un pendio, anche con gli sci ai piedi. Per cui non puntare a valle ma muoversi diagonalmente cercando, per quanto possibile, di togliersi dal fronte della valanga.

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Liberarsi dell’attrezzatura

Via sci, racchette, bastoncini, ciaspole e tutto ciò che può impedire il movimento o procurare fratture.

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Provare a galleggiare

Inutile provare a resistere alla forza della valanga, bisogna invece provare a galleggiare sopra la massa di neve come se si stesse nuotando in acqua. A questo servono per esempio gli zaini airbag: non tanto a riparare dai colpi quando ad aumentare la capacità di galleggiare sulla neve.

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Oppure chiudersi a uovo

Se non si riesce a galleggiare allora bisogna ranicchiarsi a uovo, per proteggere organi interni e arti dalla violenza della massa di neve e per proteggere anche il volto e soprattutto le vie respiratorie che, se inalassero neve, causerebbero la morte per soffocamento.

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Creare una bolla d’aria

Da questo dipendono buona parte delle chance di sopravvivenza: prima ancora dell’ipotermia sono l’ipossia (mancanza di ossigeno) o l’ipercapnia (eccesso di anidride carbonica) a essere letali. Quindi la prima cosa da fare è creare una bolla d’aria intorno a sé per poter respirare.

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Sputare

Dentro la massa di neve, dopo essere stati travolti, è quasi impossibile sapere in quale posizione ci si trova. Ma se si sputa la forza di gravità dirà dove è l’alto e dove il basso. Secondo le statistiche il 45% dei travolti si libera autonomamente, il 28 % è trovato da qualcuno grazie a vista e udito, il restante 27% è soccorso attraverso altri metodi come il segnale ARVA (che in alcune regioni è obbligatorio in ogni situazione di fuoripista) o l’intervento dei cani antivalanga.

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Photo By dahu1 (Camptocamp.org) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

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