Il Sentiero del Re in Lapponia, il più bel trekking di Svezia

Il Sentiero del Re in Lapponia è il più bel trekking e cammino di Svezia, tra boschi di betulle e natura selvaggia

La natura selvaggia del Sentiero del Re

È il più conosciuto trekking della Svezia: il Sentiero del Re in Lapponia si snoda per 448 km dalla Lapponia svedese in direzione sud, attraversando paesaggi mozzafiato – spazi sconfinati e disabitati, boschi di betulle, praterie, torrenti, laghi e zone paludose. E può capitare di incontrare branchi di renne. Il nostro esperto veterinario Alessandro De Guelmi ha percorso un tratto più breve, lungo un centinaio di chilometri.
Ecco nella gallery le foto della splendida natura del Sentiero del Re. Qui le indicazioni su come fare un viaggio indfimenticabile.

Il percorso del Sentiero del Re in Lapponia

Il dislivello altitudinale va dai 380 m di Abisko ai 1150 m del Tjäktjapasset, per un totale di 1200 m.
Si parte da Abisko, frazione di Kiruna, situato a 200 km dal Circolo Polare Artico, collegato con Stoccolma e la città norvegese di Narvik attraverso una rete ferroviaria attiva anche di notte. Il paese è un’importante località turistica al centro dell’omonimo parco nazionale, sulle rive del lago Torne Trask.

Costeggiando il fiume in direzione sud per circa 15 km, per un dislivello di 100 m, si raggiunge il lago di Abiskojaure, alla cui estremità meridionale si trova il rifugio di Abiskojaurestugorna, meta obbligata trattandosi dell’unico tratto di percorso dove non si può campeggiare liberamente, in quanto inserito nel parco nazionale. In Svezia è in vigore la legge dell’Allemansrätt che autorizza ogni uomo a campeggiare ovunque purché a distanza di 150 metri da abitazioni private, con l’obbligo di salvaguardare l’ambiente.

Riprendendo il percorso per circa 20 km e 300 m di dislivello si raggiunge il rifugio Alesjaure, situato su di una collina da cui si gode di una bellissima vista e all’interno del quale è possibile fruire di sauna. Da qui inizia la parte più impegnativa del trekking attraverso una vallata sassosa sino al Rifugio Tiäktja, camminando per 13 km con dislivello di 200 m.
Dal Rifugio si sale al Tiäktjapasset (1140 m), il punto più alto del percorso (150 m di dislivello), per ridiscendere poi sino al rifugio Sälka: 12 km costeggiando il fiume.

Sempre in direzione sud, lungo il fiume, si passa sotto la cresta ovest del Kebnekaise, la montagna più alta della Svezia con i suoi 2100 m, per scendere sino al rifugio Singi, vicino a un accampamento lappone. Si prosegue la lunga tappa di 23 km sino al Kebnekaise Fiallstation, accogliente rifugio dotato anche di negozio. L’ultima tappa sarà a Nikkaluotka, collegata con autobus alla città di Kiruna, distante circa 60 km.

 

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Dove dormire sul Sentiero del Re

Il percorso è punteggiato da accoglienti rifugi in cui non è necessaria la prenotazione. Alcuni sono simili a baite fornite di cucina attrezzata e caminetto e di camerate con coperte. Altri sono veri e propri rifugi-alberghi dove poter godere di sauna; dietro pagamento di un contributo, anche i campeggiatori possono usufruire dei loro servizi. All’interno di alcuni di essi c’è anche la possibilità di acquistare generi di prima necessità e cibi non deperibili, nonché di usufruire di radio in caso di chiamate di soccorso.
Tutte le informazioni riguardanti la distribuzione sul percorso dei rifugi sono riportate sul sito internet dell’ente che gestisce l’itinerario.

Cosa serve per fare il Sentiero del Re

La traversata non presenta particolari difficoltà essendo attrezzata con una segnaletica efficiente anche per escursioni invernali. Il periodo più favorevole per intraprendere questa escursione è da fine giugno a metà settembre.
Per affrontare questo trekking occorre una preparazione fisica sufficiente a permettere di affrontare tappe mediamente lunghe e a portare zaini per tutto il percorso. È indispensabile essere forniti di abbigliamento impermeabile, scarponi da trekking, ghette e copri zaini per far fronte alle piogge frequenti e all’attraversamento di zone acquitrinose.
Presso le stazioni turistiche del STF ci si potrà fornire di mappe escursionistiche e guide.

Il sole di mezzanotte sul Sentiero del Re

Per chi desidera assistere allo spettacolo del ‘sole di mezzanotte’, uno dei punti migliori è il paese di Abisko, da cui si diparte la traversata, da intraprendere a tal fine entro la metà di luglio, mentre gli sci-escursionisti dovranno affrontarla da fine febbraio ad aprile. Per le escursioni in invernale, il Club Alpino locale (Svenska Turistföreningen o STF) organizza trekking sugli sci e ascese alle vette più alte.

Come fare il viaggio sul Sentiero del Re

Noi abbiamo percorso il trekking da nord verso sud, ma lo si può percorrere senza nessun problema anche nella direzione opposta; la prossima volta lo faremo certamente in quest’ultima direzione.
Crediamo sia importante decidere a priori se appoggiarsi agli accoglienti rifugi, utilizzando i comodi letti con piumino, la cucina, le meravigliose saune con vista lago (costo giornaliero circa 40 euro), oppure camminare in autosufficienza portandosi nello zaino tutto l’occorrente (tenda, stuoino, sacco piuma, fornelletto, gas; gli alimenti possono essere acquistati presso i rifugi).
Nel primo caso sarà possibile camminare speditamente con uno zaino leggero e di medie dimensioni; se invece si opterà per la seconda ipotesi, lo zaino, del peso di 20 kg circa, rallenterà e renderà più dura la marcia, ma consentirà di bivaccare in ambienti meravigliosi che rimarranno fissati per sempre nella memoria.
L’assenza di zanzare e gli spettacolari colori autunnali rendono la prima quindicina di settembre il periodo più adatto per effettuare il trekking.

Come arrivare al Sentiero del Re

Dopo due giorni di viaggio tra aereo, auto e pullman di linea, siamo finalmente all’attacco del Kungsladen, il Sentiero del Re, che si snoda per 448 km dalla Lapponia svedese in direzione sud. Ne percorreremo i primi 100. Siamo ad Abisko, circa 200 km a nord del circolo polare artico; scopriamo che qui si sarebbe potuti arrivare comodamente con il treno diretto da Stoccolma.
Abbiamo percorso l’ultimo tratto con il pullman da Kiruna, capitale dell’estrazione del ferro. La città sta per essere livellata dai bulldozer e ricostruita interamente a un paio di chilometri di distanza dal sito attuale, per poter sfruttare una vena di ferro larga 4 km e profonda 2 su cui è adagiata. Il ferro ha portato quassù anche gli eserciti: poco lontano da Abisko si trova il porto di Narvik, in Norvegia, dove i nazisti imbarcavano il ferro per la Germania. L‘esercito tedesco teneva ancora sotto controllo il porto mentre l’ultimo bunker a Berlino era già caduto.
Attacchiamo il sentiero in una mattina nuvolosa, non prima di esserci fatti ritrarre da un australiano e avere pesato i nostri zaini, rispettivamente di 15 e 17 kg.

È inizio settembre, ma le immense boscaglie di betulle sono già colorate di giallo. Gli alberi hanno un portamento cespuglioso e non riescono a svilupparsi molto in altezza: sono gli effetti della latitudine. Il sentiero si snoda agevole, i passaggi sui fiumi sono assicurati da ponti di ferro. Il paesaggio è sconfinato.
Ben presto mi sorprendo della scarsità dei manufatti umani. Per lunghi tratti ci sono solo le linee dei pali che segnano il tracciato invernale (da evitare rigorosamente nelle altre stagioni per non rischiare di finire a mollo nelle paludi). Laghi e fiumi da ogni parte. Ci siamo chiesti da dove venisse tutta quell’acqua. La risposta l’avremmo avuta nei giorni successivi quando, lungo il sentiero, saremmo arrivati a vedere i grandi ghiacciai lungo il confine tra Svezia e Norvegia.

Il sentiero è frequentato da escursionisti di svariate nazionalità. Incontriamo molti tedeschi, inglesi, russi, oltre ovviamente a svedesi. Siamo gli unici italiani. È possibile campeggiare lungo tutto il percorso in suggestive aree panoramiche nei pressi di torrenti o di laghi nei quali ci si può approvvigionare di acqua potabile.
Nonostante la presenza umana, già dalla mattina del secondo giorno facciamo piacevoli conoscenze, a distanza ravvicinata: renne e pernici bianche. Le alci rimangono invece nascoste. Ci troviamo nel Parco Nazionale di Abisko, ma è stagione di caccia. Notiamo le tracce del loro passaggio sotto forma di lunghe file di erba calpestata nelle paludi, ma, per vederle, meglio rimanere in autostrada (infatti ne abbiamo viste due dall’automobile, all’imbrunire, mentre risalivamo verso nord lungo la costa finlandese).

Fare la sauna sul Sentiero del Re

Con l’aumento della quota, agli estesi boschi di betulle e alle paludi di fondovalle si sostituiscono paesaggi montani di grandiosa bellezza.
Alla fine di ogni giornata di marcia, ci appaiono in lontananza le capanne dello STF (l´equivalente svedese del CAI) in cui poter fare la sauna, cucinare l’immancabile pasta liofilizzata addizionata di tonno in scatoletta e scambiare due chiacchiere con gli altri ospiti. Per nostra ‘sfortuna’, procediamo troppo speditamente e, appena al quarto giorno, ci avviciniamo al punto in cui abbandoneremo il Sentiero del Re per deviare verso Nikkaluotka, un villaggio Sami rivisitato in chiave turistica, dove arriva la strada e dove prenderemo un autobus per tornare a Kiruna.
I paesaggi rimangono sconfinati. Secondo gli escursionisti svedesi, è abbastanza raro trovare diverse giornate consecutive di pieno sole come queste, in questa stagione. Il tempo è stabile e non c’è traccia delle famigerate zanzare che infestano queste latitudini durante la breve estate.

Dove finisce il Sentiero del Re

È un peccato pensare di essere alla fine del nostro trekking. Le menti già corrono a un prossimo ritorno: chi fantastica di una riedizione estiva ma per un tratto più lungo, chi invece pregusta una percorrenza invernale, sci ai piedi. Anche la valle che, lasciandosi alle spalle il sentiero, ci porta verso il rifugio sotto il massiccio del Kebnekaise (la più alta montagna della Svezia) e ci conduce via dalle montagne, è bellissima.
Dopo un’ultima notte al rifugio del Kebnekaise, ci restano da percorrere gli ultimi 20 km fino a Nikkaluotka, dove saltiamo sull’autobus. In questo ultimo tratto siamo di nuovo nell’ambiente della bassa foresta di betulla, con grandi laghi e paludi e le file di erba schiacciata dal passaggio delle alci. Un peccato andarsene, ma ci aspetta la Lapponia finlandese. Pochi chilometri dopo Nikkaluotka il sole e il cielo azzurro spariscono in una coltre di nebbia. I giorni sul Sentiero del Re sono proprio finiti. Arrivederci Kungsladen!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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