Quando la natura ci fa piangere d’emozione
I ricercatori Dacher Keltner e Jonathan Haidt in un famoso studio hanno descritto l’awe — traducibile come “stupore reverenziale” — come un’emozione che si attiva davanti a stimoli percettivamente così vasti da non poter essere assimilati con gli schemi mentali che già abbiamo.
Uno stupore che ti spaesa, fino a una reazione fisica, fino alle lacrime.

Insomma, non è semplicemente bellezza: è qualcosa che disorienta, che rallenta il respiro, che in certi casi fa venire le lacrime senza un motivo chiaro.
Non servono voli intercontinentali: la natura italiana, con la sua varietà geologica e paesaggistica, è uno dei contesti più ricchi al mondo per produrre questo stato.
Servono solo il momento giusto, il posto giusto, e — spesso — la disposizione a fermarsi davvero.
L’awe, noi l’abbiamo trovata in questi luoghi, e tu?
L’alba alle Tre Cime di Lavaredo (e il lago di Braies) – Trentino Alto Adige
Le Tre Cime di Lavaredo sono tra le montagne più fotografate al mondo. Eppure nessuna foto ha mai reso il momento in cui le tre torri di dolomia emergono dal buio alle prime luci dell’alba — il rosa che scende dall’alto, il silenzio rotto solo dal vento, il profilo che sembra disegnato a mano su un cielo ancora scuro.
Chi sale di notte per arrivarci all’aurora capisce perché decine di migliaia di persone ogni anno si alzano alle tre per fare la stessa cosa.
A pochi chilometri, il Lago di Braies aggiunge una variante: la luce dell’alba sulle acque ferme, il riflesso delle Dolomiti capovolto, la sensazione di essere dentro un’immagine che non dovrebbe esistere.
I due posti insieme — mattinata di trekking, poi discesa verso il lago — costruiscono una giornata che rimane impressa con una nitidezza insolita. L’awe, spiega la ricerca, rafforza la memoria degli episodi in modo misurabile: i ricordi di questi luoghi tendono a restare vividi per anni.
Info pratiche Tre Cime e Braies
Accesso: Rifugio Auronzo (2.333 m), raggiungibile in auto a pagamento da Misurina (BL). Lago di Braies: Val di Braies, BZ. Periodo: giugno-ottobre per l’escursione estiva; inverno per la neve sulle cime.
Difficoltà: facile-media (giro delle Tre Cime: 10 km, 350 m dislivello).
Campo Imperatore all’imbrunire e il Tirino in canoa — Abruzzo
In Italia quasi nessuno li mette insieme, eppure si trovano a meno di un’ora di distanza e appartengono allo stesso territorio straordinario. L’Altopiano di Campo Imperatore, a 2.130 metri sul livello del mare, è uno dei paesaggi più disorientanti della penisola: 50 chilometri di prateria d’alta quota, zero alberi, il vento che piega l’erba in continuazione.
Qualcuno lo chiama “il piccolo Tibet”, qualcun altro “il Far West appenninico.” All’imbrunire, quando la luce radente colora di arancione le cime del Gran Sasso alle spalle e la pianura comincia ad scurirsi, la sensazione di essere soli in mezzo a qualcosa di enorme è difficile da spiegare a chi non c’è stato.
Lì puoi anche cuocerti da solo e mangiare dei favolosi arrosticini di macelleria locale.
Scendendo a valle, lungo il fiume Tirino — classificato come il corso d’acqua più pulito d’Italia e tra i più limpidi d’Europa — si ritrova l’emozione opposta: raccolta, silenziosa, quasi intima. Il Tirino nasce da tre sorgenti (il nome viene dal greco tritano, “triplice sorgente”) e mantiene una temperatura costante di 11 gradi tutto l’anno.
Le sue acque sono talmente trasparenti da sembrare irreali. Navigarlo in canoa, come abbiamo fatto scivolando in silenzio tra le anse con i pesci visibili sul fondo e gli uccelli sulle rive, è un’esperienza che contrasta in modo netto con la vastità di Campo Imperatore — e per questo i due posti insieme funzionano meglio di ciascuno da solo.
Info pratiche Abruzzo
Campo Imperatore: SS17bis da L’Aquila o funivia da Fonte Cerreto (AQ).
Tirino: escursioni in canoa da Bussi sul Tirino (PE), Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga.
Periodo: primavera-autunno per entrambi.
Difficoltà: facile.
La discesa verso Positano al tramonto — Campania
Il Sentiero degli Dei non è il sentiero più difficile della Costiera Amalfitana, né il più lungo. È quello in cui il paesaggio cambia angolo ogni cento metri. Si parte da Bomerano (Agerola), a 650 metri sul livello del mare, e si scende verso Nocelle e poi Positano: il golfo di Salerno appare in tutta la sua larghezza, le isole Li Galli galleggiano sull’acqua, la Costiera si allunga verso est con le sue falesie verticali.
Il momento che rimane impresso è uno specifico: quando la vegetazione si apre su un canalone e il mare compare improvvisamente tutto intero, seicento metri più in basso. Nessuna preparazione visiva — neanche le foto — rende l’effetto. La discesa finale verso Positano è fisicamente impegnativa (gradini scavati nella roccia, fondo irregolare), ma nessuno si lamenta. Si arriva al mare con le gambe che tremano e il fiato che manca — non solo per lo sforzo.
Info pratiche Sentiero degli Dei
Partenza: Bomerano (Agerola, NA) raggiungibile in bus da Amalfi o Napoli.
Arrivo: Nocelle/Positano.
Lunghezza: circa 7,5 km. Dislivello: -600 m. Difficoltà: media.
Periodo: aprile-ottobre, evitare luglio-agosto per il caldo.
Stromboli dalla barca, di sera — Isole Eolie
Lo Stromboli è uno dei pochi vulcani attivi al mondo che sia possibile osservare in eruzione continua. Di notte, a bordo di una piccola imbarcazione, a distanza di sicurezza dalla Sciara del Fuoco — il canale lavico che scende direttamente in mare — l’effetto è difficile da categorializzare.
Le fontane di lapilli scarlatti illuminano il cielo buio a intervalli irregolari, la lava arancione scorre verso il mare, il silenzio tra un’esplosione e l’altra è totale. 
Qualcosa di primordiale — letteralmente: stai guardando la Terra che si costruisce davanti ai tuoi occhi. Roberto Rossellini scelse quest’isola per girare Stromboli — Terra di Dio con Ingrid Bergman nel 1950, e la scelta non era casuale. L’isola ha qualcosa che supera il concetto di paesaggio: è un sistema vivente, imprevedibile, e la notte ne amplifica ogni aspetto. Le escursioni in barca notturne partono da Stromboli paese e da Ginostra, il borgo accessibile solo via mare.
Info pratiche Stromboli
Accesso: aliscafo da Milazzo (ME) o Napoli; traghetti stagionali.
Escursioni notturne in barca: operatori locali da Stromboli paese, circa 2 ore.
Periodo: tutto l’anno, condizioni meteo permettendo.
Nota: la salita al cratere è regolamentata — verificare le norme vigenti prima di partire.
Entrare nella Gola di Gorropu — Sardegna
La Gola di Gorropu, nel cuore della Sardegna tra Barbagia e Ogliastra, è il canyon più profondo d’Europa: pareti calcaree che in certi punti raggiungono i 500 metri di altezza, con una larghezza minima di pochi metri.
Il percorso di avvicinamento dura circa un’ora e mezza da Urzulei — caldo, sassoso, attraverso la macchia mediterranea. Poi le pareti cominciano ad alzarsi. Prima dieci metri, poi venti, poi cento. Il cielo diventa una striscia. I rumori si spengono.
Il Rio Flumineddu, che ha scavato questa gola nel corso di milioni di anni, scorre silenzioso sul fondo tra i massi. L’emozione che si prova entrando in Gorropu è quella del rimpicciolimento fisico e psicologico — la sensazione di essere qualcosa di molto piccolo dentro qualcosa di molto grande.
Esattamente quello che la ricerca sull’awe descrive come effetto del “piccolo sé”: il senso di ridimensionamento che, paradossalmente, produce benessere.
Info pratiche Gorropu
Accesso principale: parcheggio al Passo Ghenna Silana, SS125 km 183, da Urzulei (NU). Sentiero di 4 km all’ingresso della gola.
Dislivello: circa 650 m (in risalita al ritorno).
Difficoltà: media.
Servizio fuoristrada: disponibile per il rientro.
Periodo: primavera e autunno (estate troppo calda).
Il Sentiero dei Gessi e Calanchi al tramonto — Emilia-Romagna
Pochi lo sanno, e questo è esattamente il punto. A 20 minuti da Bologna, nella collina bolognese, esiste un paesaggio che a certi turisti stranieri ricorda la Cappadocia. I calanchi sono erosioni argillose — creste affilate, guglie bianche, vallecole strette — che si formano dove le argille impermeabili vengono erose dalle piogge.
La Riserva Naturale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa è uno di quei luoghi che disorientano perché contraddicono quello che pensi di sapere sull’Emilia-Romagna. Il momento in cui l’emozione è più forte è il tramonto: la luce radente accende le scaglie di gesso di cui è fatto il sentiero, illuminandolo come se fossero miliardi di lampadine.
Lo abbiamo visto e raccontato, il paesaggio sembra uscito da un pianeta diverso. Non serve preparazione tecnica — è una passeggiata accessibile, qualche chilometro su sentieri segnalati. L’effetto però è quello di camminare su un pianeta di una galassia lontana lontana...
Info pratiche Gessi e Calanchi
Accesso: da Bologna verso Rastignano, poi Pianoro (BO). Sentieri segnalati CAI.
Periodo: tutto l’anno; tramonto primaverile e autunnale per l’effetto luce migliore.
Difficoltà: facile.
Ingresso: gratuito.
Le Grotte di Frasassi — Marche
Scoperte nel 1971 da un gruppo di speleologi del CAI di Ancona, le Grotte di Frasassi nelle Marche contengono una delle più grandi cavità sotterranee d’Europa: l’Abisso Ancona, la sala principale, è abbastanza grande da contenere il Duomo di Milano con la sua cupola.
Non è una metafora per rendere l’idea — è una misura reale: 240 metri di lunghezza, 180 di larghezza, 120 di altezza. Le stalattiti e le stalagmiti costruite in milioni di anni dalla stillicidio di acqua e calcite creano architetture che il cervello fatica ad accettare come naturali.
L’emozione qui non è quella dell’orizzonte infinito o del paesaggio sopraffacente — è quella della scala impossibile in un contesto inaspettato. Sei sottoterra, nel buio illuminato artificialmente, e stai guardando qualcosa che non riesci a mettere a fuoco nella sua interezza.
L’accesso è possibile solo con visite guidate, il che, in questo caso, aiuta: avere qualcuno che racconta mentre cammini permette al cervello di elaborare quello che gli occhi stanno registrando.
Info pratiche Frasassi
Accesso: Genga (AN), Valle del Fiume Sentino.
Visite: solo guidate, partenze ogni 30 minuti in alta stagione. Durata: circa 75 minuti.
Temperatura interna: 14°C tutto l’anno — portare uno strato.
Periodo: tutto l’anno.
Sito: frasassi.com
Snorkeling a Punta Chiappa — Area Marina Protetta di Portofino, Liguria
Considerando che lì dietro c’è Portofino con i suoi yacht e la folla, non te lo aspetteresti mai. Ma tant’è.
Punta Chiappa è una lingua di roccia che sporge dal Promontorio di Portofino verso il mare aperto, all’estremo occidentale dell’Area Marina Protetta di Portofino, poco dopo il Sentiero delle Batterie. Grazie alla protezione decennale e alla posizione — esposta a correnti che portano specie pelagiche di grossa taglia — è uno dei punti di snorkeling più sorprendenti del Mediterraneo settentrionale.
Cernie curiose che si avvicinano agli snorkeler, dentici, ricciole, pesci luna in superficie nelle sere di mezza stagione; e in certi giorni, avvistamenti di stenelle o di balenottere comuni al largo.
L’accesso è libero e gratuito — si raggiunge a piedi da Camogli attraverso i sentieri del Parco di Portofino (circa 4 km), oppure in battello. L’emozione qui è diversa da Marettimo: non l’isolamento del Mediterraneo profondo, ma la sorpresa di trovare un mondo sottomarino così ricco a pochi chilometri da una delle coste più frequentate d’Italia.
Info pratiche Punta Chiappa
Accesso a piedi: da Camogli (GE), sentiero panoramico circa 4 km.
In battello: servizio stagionale da Camogli e Santa Margherita Ligure.
Attrezzatura: noleggio presso i centri immersioni locali.
Periodo: aprile-ottobre.
Ingresso: libero nella zona B dell’AMP con snorkeling consentito.
Foto Canva, Puntachiappa
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Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor – tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.
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