Grotte di gesso, travertino, arenaria e misteri preistorici: sottoterra, l’Appennino bolognese è magico

Nelle colline e nell'Appennino intorno a Bologna sono state censite oltre 200 grotte. Alcune le ha scavate l'acqua nel gesso, una l'ha costruita il carbonato di calcio goccia a goccia, un'altra l'ha modellata il vento nell'arenaria.
Tutte si raggiungono in meno di un'ora dal centro città — e quasi nessuno lo sa.

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L’Appennino bolognese ha una doppia faccia. La prima è quella che tutti conoscono: calanchi rossastri, borghi medievali, strade che salgono verso il crinale.
La seconda è sottoterra — e pochi la cercano. Nelle colline e nelle valli intorno a Bologna sono state censite oltre 200 grotte, scavate in rocce diverse, con storie diverse, visitabili in modi diversi. Quattro in particolare meritano un viaggio a sé.

Perché così tante grotte in un’area così piccola

Il gesso è il protagonista geologico di questa storia. Composto da solfato di calcio, si scioglie nell’acqua con una facilità che il calcare normale non ha. Nel corso di millenni, quella solubilità ha costruito un paesaggio carsico denso — grotte, doline, cunicoli, inghiottitoi. Il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa protegge buona parte di questo patrimonio, a pochi chilometri dalla tangenziale est di Bologna.grotta di Soprasasso
Ma le sorprese non si trovano solo nel gesso: anche l’arenaria e il travertino, altrove nell’Appennino bolognese, hanno prodotto cavità di tipo completamente diverso.

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Grotta della Spipola: la più grande, la più buia, la più seria

La Spipola si trova a San Lazzaro di Savena, sette chilometri dalla tangenziale est di Bologna. È la cavità nei gessi più grande d’Europa — oltre tre chilometri di gallerie esplorabili. Scivoli di fango, cristalli di gesso, soffitti ricoperti di formazioni a mammellone. Non somiglia a nessun’altra grotta che si possa visitare nell’Appennino italiano.spipola-grotta-visita
Durante la Seconda Guerra Mondiale, con la Linea Gotica attestata sulle colline bolognesi, la Spipola è diventata quello che le grotte sono sempre state nei momenti di crisi: un rifugio. Oggi è monitorata da cinque stazioni di rilevamento temperatura e umidità. Si visita solo con guida autorizzata, con equipaggiamento fornito sul posto.
Grotta della Spipola: scivoli di fango, cristalli e un soffitto a mammelloni

Grotta del Farneto: sei strati di preistoria a sette chilometri dalla tangenziale

Sempre a San Lazzaro di Savena, nella frazione di Farneto, si apre una grotta con una storia umana lunga tremila anni. All’interno: sei strati archeologici sovrapposti, con reperti che vanno dall’Età del Rame all’Età del Bronzo. Decenni dopo la scoperta è venuta alla luce una necropoli preistorica intatta. Si visita con il caschetto da speleologo, nel cuore del Parco Regionale dei Gessi.grotta-del-farneto-bologna
La temperatura interna è costante tutto l’anno — in estate è quasi fredda, in inverno è quasi calda. A venti minuti in auto si trovano il Museo della Preistoria Luigi Donini e le grotte di Soprasasso. Le visite sono solo guidate, su prenotazione tramite il parco.
Grotta del Farneto: tremila anni di storia a dieci minuti da Bologna

Grotte di Labante: l’unica grotta al mondo che cresce ancora

A Castel d’Aiano, nell’Appennino bolognese a quota 622 metri, esiste una grotta che funziona al contrario. Quasi tutte le grotte del mondo nascono per erosione: l’acqua scava la roccia, la dissolve, la porta via. Le Grotte di Labante fanno l’opposto. La sorgente di San Cristoforo è così ricca di carbonato di calcio che ogni goccia deposita qualcosa invece di toglierlo.grotte-di-labante
Centimetro su centimetro, secolo su secolo, si è costruita una formazione di travertino che oggi è la più grande grotta primaria nei travertini d’Italia. 51 metri di lunghezza per quasi 15 di altezza — e la roccia continua a crescere. Qualche anno fa l’allungamento progressivo ha occupato il tracciato del sentiero CAI 166, costringendo il CAI a spostare il percorso. Nei dintorni si trovano anche il Bosco delle Fate e l’Orrido di Gea.
Grotte di Labante: la cavità di travertino che cresce ancora

Grotte di Soprasasso: geometrie da deserto nell’Appennino bolognese

Le Grotte di Soprasasso non le ha scavate l’acqua. Le ha modellate il vento — creando geometrie organiche e forme alveolari che i geologi chiamano tafoni. Si trovano a Vergato, nel comune di Montecavalloro, lungo il versante che domina la Valle del Reno, a circa cinquanta chilometri da Bologna. Il sentiero non è su Google Maps.grotte-di-soprasasso-ph-elena-tartaglione-via-wikimedia-creative-commons
È mantenuto da volontari, ci vuole circa un’ora di cammino per arrivarci. È uno dei motivi per cui vale la pena andarci. Tre cavità nell’arenaria che si aprono su un contrafforte roccioso — un paesaggio che farebbe pensare al Marocco molto più che all’Emilia.
Grotte di Soprasasso: geometrie da deserto nell’Appennino bolognese

Info pratiche

Grotta della Spipola e Grotta del Farneto Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, San Lazzaro di Savena (BO) Visite solo guidate, su prenotazione: enteparchi.bo.it Equipaggiamento: scarponcini con suola scolpita, caschetto fornito dalla guida Temperatura interna costante — portare uno strato anche in estate Periodo: tutto l’anno

Grotte di Labante Castel d’Aiano (BO), quota 622 m Accesso: da Castel d’Aiano seguire indicazioni per la sorgente di San Cristoforo Nei dintorni: Bosco delle Fate, Orrido di Gea, Rocchetta Mattei (20 min in auto) Periodo: primavera-autunno consigliato

Grotte di Soprasasso Vergato, loc. Montecavalloro (BO), Valle del Reno Sentiero mantenuto da volontari, non presente su Google Maps Tempo di percorrenza a piedi: circa 1 ora andata Punto di partenza: parcheggio Grotte di Soprasasso, loc. Cavalloro

Foto Canva, Gessi Bolognesi, Ente Paerchi Bo, ExtraBoBologna WelcomeR-E-R, Rosapicci, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons, Luciano Bernardi – Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=84773068, Castekdaianotrekking, Travel Emiia Romagna, Carloalberto Canobbi per AppenninoBolognese, Elena Tartaglione via Wikimedia Creative Commons CC BY-SA 4.0 DEED

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